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Livorno

SQUILLACE GRECO: «NON DICIAMO CHE NON CI RIGUARDA» 

Livorno contro la mafia nasce il presidio di Libera

Livorno contro la mafia nasce il presidio di Libera

LIVORNO. Centinaia di ragazzi hanno partecipato ieri mattina all'assemblea fondativa del presidio di Livorno di “Libera Antimafia. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”. A dar vita al presidio...

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LIVORNO. Centinaia di ragazzi hanno partecipato ieri mattina all'assemblea fondativa del presidio di Livorno di “Libera Antimafia. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”. A dar vita al presidio di questa associazione che nel 2012 a livello nazionale è stata inserita nelle migliori 100 Ong al mondo, sono stati proprio alcuni studenti che, come avviene in tutte le città dove Libera opera, hanno scelto il nome di una vittima della mafia per intitolare il presidio: Francesco Marcone, il presidente dell'Ufficio dei registri di Foggia ucciso nel 1995.

Al Teatro dei Salesiani, per l'occasione, era presente la figlia Daniela. Ospite della mattinata anche il procuratore capo Ettore Squillace Greco che ha spiegato agli studenti cosa significa combattere la mafia anche in luoghi lontani dal Sud Italia. «Che senso ha occuparsi di queste cose a Livorno? Noi viviamo in una realtà diversa dal Mezzogiorno, dove bombe, incendi e morti per strada fortunatamente non ne vediamo. E allora a tutti viene la tentazione di dire “tanto non ci riguarda”, nonostante si venga colpiti da tutto ciò che ci arriva da giornali e tg. Ma non dev'essere così».

Poi ha sottolineato la differenza fra legalità e giustizia: «Durante il fascismo, per esempio, erano in vigore le leggi razziali, per le quali ragazzi di un'altra religione o di un'altra etnia non potevano andare a scuola e fare le cose come gli altri perché erano diversi. Tutto ciò era legale. Legalità è un insieme di regole che una società si dà per impedire i soprusi e la sopraffazione del più forte sul più debole. La legalità dev'essere riempita di contenuti che sono le leggi. E noi abbiamo un contenuto importantissimo che è la nostra Costituzione. Dico questo perché le mafie fanno combattute con la Costituzione. Pure le mafie hanno le proprie leggi, i così detti codici d'onore. Ma solo con la nostra Carta fondamentale possiamo avere la meglio sui soprusi, sulla violenza, sulla regola del più forte e di tutto ciò che nega la democrazia e il vivere civile».

Poi agli alunni presenti in sala (la 3ªA, 3ª B, 4ª A e 5ª B del Cecioni, la 4ª I e 4ª G dell'Enriques e la 4ªB del Vespucci) sono state spiegate le priorità e gli impegni del presidio di Livorno che si baserà su beni confiscati, intercultura, informazione, sensibilizzazione, memoria e beni comuni.

Infine, prima del saluto di Daniela Marcone, è stato proiettato un video realizzato dalle forze dell'ordine livornesi sui dati nazionali di spaccio, consumo e traffico di droga. Nel 2016 in tutta Italia sono state segnalate all'autorità giudiziaria oltre 32mila persone, il 17% in più del 2015. Il 50% dei casi riguarda reati legati alla cannabis o ai cannabinoidi, un terzo riguarda la cocaina, mentre l'eroina è sotto il 12 per cento%. La spesa totale stimata è 12 milardi di euro, soldi che in larghissima parte finiscono in tasca alle mafie. Nicolò Cecioni

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di Redazione web