Il Tirreno

Livorno

NOGARIN GUIDA IL FRONTE (ma media con CorsinI) 

Le città portuali: i sindaci stiano dentro i comitati

LIVORNO. Da un lato, c’è il ministero che vuol tenere fuori dalle nuove Autorità portuali riformate i rappresentanti politici, puntando a creare consigli d’amministrazione in cui le istituzioni...

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LIVORNO. Da un lato, c’è il ministero che vuol tenere fuori dalle nuove Autorità portuali riformate i rappresentanti politici, puntando a creare consigli d’amministrazione in cui le istituzioni locali siano rappresentate sì ma da esperti con comprovata esperienza nel settore. Dall’altro, ci sono i sindaci delle città portuali che mettono l’accento sul fatto che solo loro sono stati eletti dai cittadini mentre invece alla testa delle Autorità portuali figurano persone nominate dall’alto.

Adesso è scesa in campo la commissione città portuali dell’Anci presieduta dal sindaco livornese M5s Filippo Nogarin: l’ha fatto per dire che i sindaci delle città portuali fanno quadrato e puntano il dito su alcuni aspetti del decreto correttivo per la riorganizzazione delle Autorità, in particolar modo per quanto concerne la designazione di un rappresentante degli enti locali.

Il decreto correttivo – ha spiegato il primo cittadino livornese a nome dei colleghi – presenta aspetti che debbono essere rivisti altrimenti si correrebbe il rischio, per paradosso, di duplicare gli enti locali. Di questo aspetto, ma anche di altro, è in corso in queste ore – ha spiegato ancora Nogarin – un confronto con il ministero dei trasporti che tuttavia appare lontano. «Siamo convinti che sia importante per un sindaco nominare chi a suo giudizio può ricoprire al meglio quel ruolo» e su questo tema «siamo pronti a dar vita a una serie di proteste nelle città portuali nel caso in cui si continui a portare avanti la volontà di escludere il sindaco o un suo delegato dai comitati di gestione delle autorità portuali, perché su questo bisogna evitare di fare passi indietro». In ogni caso, ha aggiunto Nogarin, su questo aspetto «abbiamo chiesto di essere auditi quanto prima presso le commissioni competenti di Camera e Senato». All'incontro erano presenti amministratori di città portuali, fra cui Genova, Civitavecchia, Trieste, Venezia, Monfalcone, Messina e Olbia.

Il caso del sindaco Filippo Nogarin è l’emblema in campo nazionale di questo scontro di interpretazioni: eppure a Trieste, ad esempio, nessuno ha battuto ciglio per la designazione del governatore Pd Debora Serracchiani e del sindaco di centrodestra Roberto Dipiazza. Al tempo stesso, anche fra i M5s, pur condividendo l’impostazione di Nogarin, c’è chi come il sindaco di Civitavecchia Antonio Cozzolino ha alla fine nominato un esterno e non sé stesso.

Ma adesso, dopo la lunga fase di scontro Authority-Comune sfociata nella guerra di fronte al Tar, le due istituzioni hanno aperto un periodo di tregua: dall’una e dall’altra parte sono state evitate altre dichiarazioni di fuoco. E, detto per inciso, anche ieri Nogarin era a Palazzo Rosciano per partecipare alla seduta del comitato di gestione benché il Tar avesse dato via libera alla sua presenza formalmente soltanto per la prima seduta.(m.z.)

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