Il Tirreno

Livorno

Influenza, ora tutti vogliono fare il vaccino

di Giulio Corsi

In città 40mila dosi per over 65 e future mamme In due settimane già migliaia di somministrazioni

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LIVORNO. 40mila dosi di vaccino contro l’influenza sono state distribuite dall’Asl ai medici di famiglia di Livorno. Sono destinate alla popolazione sopra i 65 anni, quella più a rischio, non tanto di prendere l’influenza quanto di subirne le complicanze. La vaccinazione è raccomandata anche ai malati cronici, alle donne dopo il terzo mese di gravidanza e agli operatori sanitari e della sicurezza.

Insieme al vaccino anti-influenzale c’è la possibilità di aver somministrato anche quello contro lo pneumococco, infezione batterica principale responsabile delle polmoniti che colpiscono prevalentemente la popolazione adulta. Quest’anno è destinato alla classe dei nati nel 1952, ma potrà essere iniettato anche ai nati nel 1950 e 1951 che non l’abbiano fatto precedentemente. In questo caso una singola dose assicura la protezione anche negli anni successivi.

IL PICCO DELL’EPIDEMIA PREVISTO A BEFANA. Come un film che si ripete ogni 365 giorni, anche quest’anno il picco influenzale è previsto subito dopo le vacanze di Natale. E poi la seconda puntata a febbraio. «Il periodo ottimale per vaccinarsi è questo: il mese di novembre fino ai primi di dicembre», spiega Alberto Tomasi, direttore dell'area Igiene e sanità pubblica dell'Asl Toscana nord ovest.

«La vaccinazione rappresenta un'importante misura di protezione per se stessi e per gli altri - continua Tomasi -. Per se stessi perché protegge molto contro le complicanze come polmonite, otite, meningite che nell’anziano possono portare alla morte. E poi chi si vaccina ha meno possibilità di diventare portatore sano».

LE INDICAZIONI PER LE DONNE IN GRAVIDANZA. Per il dirigente dell’Asl «al primo posto delle persone che devono vaccinarsi ci sono le donne incinte dopo il terzo mese».

«È bene che si vaccinino - evidenzia -, perché può prendere il virus e può essere pericoloso per loro che non possono assumere antibiotici, ma anche per il nascituro».

RECORD DI VACCINATI IN CITTA’. I vaccini sono arrivati negli ultimi giorni di ottobre e nelle prime due settimane la risposta in città è stata sorprendente: «Quest’anno sembra che tutti si vogliano vaccinare, in due settimane ho somministrato 560 dosi di vaccino su 620 che me ne hanno consegnate», racconta Enrico Bianchi, tra i medici di famiglia più noti. «Sono numeri che l’anno scorso abbiamo raggiunto a Natale, dovrò chiederne altre scorte». Gli fa eco Fabrizio Cosci, uno dei coordinatori dei medici di base: «Ho già somministrato 125 vaccini su 240». Secondo le prime stime dell’Asl il trend è simile in tutta la città.

Se si pensa che negli ultimi anni si è registrato un forte calo nelle vaccinazioni in tutta la Toscana dove nel 2014 si è toccato il minimo storico con appena il 50% degli ultra65enni vaccinati, è chiara l’inversione di tendenza che si sta registrando. L’obiettivo della Regione è raggiungere il 75% della popolazione, ma Livorno di questo passo potrebbe ben superare l’asticella.

IL VACCINO CONTRO LA POLMONITE. «Per i 65enni l’antipneumococco è una vaccinazione raccomandata assieme a quella antinfluenzale», sottolinea Tomasi. «Tra l’altro possono essere fatte contemporaneamente, uno sulla spalla destra e uno sulla sinistra. Una dose basta per tutta la vita». Il vaccino si chiama “Pneumococco 13”: «Abbiamo sempre meno antibiotici che funzionano - spiega il medico dell’Asl -, poiché avendoli utilizzati male, i germi si sono adattati. Questo vaccino protegge da 13 sierotipi che sono i principali portatori di polmonite».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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