Gioco
Al Tco la concessione sulla Sponda Est, c’è l’ok dell’Authority
Il terminal può traslocare dall’attuale collocazione che il Prg destina all’allargamento dello scalo passeggeri
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LIVORNO. Alla società Terminal Calata Orlando (Tco) è stata affidata la concessione (per 12 anni) per «la realizzazione e gestione di un terminal multipurpose sulla sponda est della Darsena Toscana». Lo ha deliberato il comitato di gestione dell’Authority: stando a quanto è dato sapere, la decisione sarebbe stata presa a maggioranza con il voto contrario del sindaco Filippo Nogarin, che aveva chiesto invano un ulteriore approfondimento. Si tratta dell’area a contatto di gomito con quelle che la Spil ha passato a una sorta di “Spil 2” il cui 80% delle quote è stato messo in vendita con una procedura di gara che ha visto vincente l’Iss Palumbo.
L’affidamento della concessione consente al Tco di porre le basi per trasferire le proprie attività di terminal che si occupa di materie prime per l’industria (sabbie, feldspati, ecc.): via dall’attuale collocazione alla Calata Orlando che, secondo il Prg portuale, deve passare sotto l’ala del porto passeggeri per traghetti e crociere.
Ma la riunione di ieri di quello che, nelle intenzioni del ministro Delrio, deve diventare il “consiglio d’amministrazione delle nuove Autorità di Sistema Portuale è stata contraddistinta soprattutto dal primo bilancio che, dopo l’unificazione della governance fra l’Authority di Livorno e quella di Piombino, ora mette in comune anche i conti e dunque la “benzina” di qualunque scelta strategica.
Il primo bilancio unificato della nuova Authority Livorno-Piombino – guidata da Stefano Corsini con Massimo Provinciali confermato segretario generale – presenta «un avanzo di cassa di 79,5 milioni, un risultato economico netto di 1,9 milioni e un avanzo di amministrazione – spiegano da Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione portuale – che di qui alla fine del 2018 si ridurrà di 13 milioni di euro, passando da 59 a 46 milioni di euro». Il motivo? Sembra migliorare la capacità di spesa di con «l’utilizzo per investimenti in infrastrutture portuali di 69 milioni di euro», viene spiegato.
Quanto alle entrate correnti, viene indicata la cifra di 35,4 milioni di euro: 12,5 milioni – viene sottolineato – provengono dal gettito delle tasse portuale, 6,5 milioni dalle tasse di ancoraggio e 10,6 dai canoni demaniali».
Per arrivare al bilancio unificato si è passati anche attraverso l’ok a due variazioni di bilancio che, come spiegato dai tecnici dell’Authority, sono state «proposte al fine di adeguare, alla data del 30 settembre, le previsioni formulate nel bilancio di previsione 2017 della ex Autorità Portuale di Livorno e della ex Autorità portuale di Piombino alle effettive esigenze riscontrate nel corso del corrente esercizio».
È da aggiungere che è stato dato disco verde alla Compagnia portuale per una diversa ripartizione dei fondi relativi al comma 15bis: 34mila euro sono stati spostati dalla formazione all’incentivazione al pensionamento o all’esodo volontario di due lavoratori.
L’affidamento della concessione consente al Tco di porre le basi per trasferire le proprie attività di terminal che si occupa di materie prime per l’industria (sabbie, feldspati, ecc.): via dall’attuale collocazione alla Calata Orlando che, secondo il Prg portuale, deve passare sotto l’ala del porto passeggeri per traghetti e crociere.
Ma la riunione di ieri di quello che, nelle intenzioni del ministro Delrio, deve diventare il “consiglio d’amministrazione delle nuove Autorità di Sistema Portuale è stata contraddistinta soprattutto dal primo bilancio che, dopo l’unificazione della governance fra l’Authority di Livorno e quella di Piombino, ora mette in comune anche i conti e dunque la “benzina” di qualunque scelta strategica.
Il primo bilancio unificato della nuova Authority Livorno-Piombino – guidata da Stefano Corsini con Massimo Provinciali confermato segretario generale – presenta «un avanzo di cassa di 79,5 milioni, un risultato economico netto di 1,9 milioni e un avanzo di amministrazione – spiegano da Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione portuale – che di qui alla fine del 2018 si ridurrà di 13 milioni di euro, passando da 59 a 46 milioni di euro». Il motivo? Sembra migliorare la capacità di spesa di con «l’utilizzo per investimenti in infrastrutture portuali di 69 milioni di euro», viene spiegato.
Quanto alle entrate correnti, viene indicata la cifra di 35,4 milioni di euro: 12,5 milioni – viene sottolineato – provengono dal gettito delle tasse portuale, 6,5 milioni dalle tasse di ancoraggio e 10,6 dai canoni demaniali».
Per arrivare al bilancio unificato si è passati anche attraverso l’ok a due variazioni di bilancio che, come spiegato dai tecnici dell’Authority, sono state «proposte al fine di adeguare, alla data del 30 settembre, le previsioni formulate nel bilancio di previsione 2017 della ex Autorità Portuale di Livorno e della ex Autorità portuale di Piombino alle effettive esigenze riscontrate nel corso del corrente esercizio».
È da aggiungere che è stato dato disco verde alla Compagnia portuale per una diversa ripartizione dei fondi relativi al comma 15bis: 34mila euro sono stati spostati dalla formazione all’incentivazione al pensionamento o all’esodo volontario di due lavoratori.
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