Ultimo esame in consiglio per il piano di Esselunga
di Juna Goti
Ieri l’ok della commissione, il 24 l’approvazione definitiva della variante Il Comune deve concludere entro il 27. Aurigi: solo due osservazioni “interne”
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LIVORNO. Ora c’è la data: il 24 novembre la variante urbanistica necessaria per consentire a Esselunga di trasformare l’area ex Fiat e aprire il suo primo supermercato in città, sul viale Petrarca, tornerà per l’approvazione definitiva sui banchi del consiglio comunale. In altre parole tra una settimana l’amministrazione a 5 Stelle potrà chiudere l’ultimo passaggio tecnico prima dei permessi a costruire. Sempre che in aula non ci siano colpi di scena, considerando i numeri risicati della maggioranza di governo, che si regge su un solo voto di scarto.
Attenzione: venerdì prossimo i consiglieri di maggioranza dovranno farsi trovare tutti pronti all’appello se non vogliono mettere a rischio l’operazione. Le nuove varianti urbanistiche (non solo quella per Esselunga) dovranno infatti essere approvate entro il 27 novembre, per evitare di incappare nelle misure di salvaguardia a tre anni dall’entrata in vigore della legge regionale 65. Dopo quella data, come chiarito dagli uffici, sarà necessario aspettare l’adozione del nuovo piano operativo. Insomma, tempo.
Intanto ieri mattina c’è stato un passaggio importante: la quarta commissione presieduta da Corrado La Fauci (M5S) ha dato il suo ultimo via libera al piano di trasformazione dell’area ex Fiat. Lo ha fatto dopo aver discusso le controdeduzioni alle osservazioni che sono state presentate dopo che a maggio il consiglio ha adottato la variante per Esselunga. «Solo due», mette subito in evidenza l’assessore all’urbanistica, Alessandro Aurigi, che torna a parlare di un «importante progetto di riqualificazione di uno spazio abbandonato da molto tempo». Aurigi, dopo le polemiche che si sono trascinate per anni e lo scontro in consiglio dei mesi passati, non si lascia scappare l’occasione di mettere in evidenza che «temevo ci fossero numerosissime osservazioni, in realtà ne sono arrivate due, un numero davvero basso». Fatto che, rivendica, «evidentemente avvalora il percorso che abbiamo intrapreso, sia politico che urbanistico».
Come anticipato a settembre dal Tirreno, alla fine nessun soggetto esterno alla partita ha presentato osservazioni al piano. Una è stata presentata direttamente da Esselunga sulla parte dei parcheggi, l’altra dallo stesso settore edilizia privata del Comune per alcune questioni tecniche legate soprattutto alle superfici lorde.
Nel dettaglio va l’architetto Paolo Danti. Con la prima osservazione, spiega, Esselunga ha in sostanza chiesto di fare alcune precisazioni sulla parte dei parcheggi sotterranei (circa 800, conferma a margine il progettista Roberto Canessa), puntualizzando che non si tratta di “parcheggi pubblici” (dizione che compare nella variante adottata), ma di parcheggi “privati a uso pubblico”. Esselunga ha inoltre posto l’accento sul numero comparso nell’atto: non 250 a uso pubblico, ma 139. Danti ha spiegato che questa osservazione è stata respinta perché: 1) «con la dicitura parcheggi pubblici ci si è riferiti più alla funzione che alla titolarità» degli spazi; 2) per la parte a uso pubblico «si è fatto riferimento alla superficie minima prevista dalla legge e non al numero degli stalli», considerando uno spazio a posto auto di circa 12,5 metri. Il botta e risposta tecnico si è in pratica acceso intorno alla possibilità o meno di considerare nel conteggio anche lo spazio di manovra dei mezzi. In ogni caso, taglia corto a margine il tecnico di Esselunga, «tutto sarà definito meglio con il progetto esecutivo».
Quanto alla seconda osservazione, presentata dagli uffici del Comune, che è stata invece accolta, Danti sintetizza che «riporta il calcolo delle superfici ai parametri individuati dal regolamento edilizio».
Va detto che un contributo è stato presentato anche da Arpat, ma in questo caso si tratta soprattutto di prescrizioni nell’ambito del percorso parallelo di approvazione della Valutazione ambientale strategica (Vas). Valutazione, riferisce Danti, che «il 6 novembre è stata oggetto del parere favorevole motivato dell’autorità competente».
Insomma, la sostanza cambia di poco e il progetto che porterà Esselunga a Livorno si avvia verso l’ok politico e amministrativo definitivo.
In commissione ieri hanno dato parere favorevole i quattro consiglieri presenti del M5S; Livorno libera si è riservata il voto in consiglio, mentre le altre opposizioni sono risultate assenti.
Giuseppe Grillotti (Ll) ha chiesto chiarimenti su eventuali accordi tra Esselunga e commercianti, considerando che a due passi dal futuro supermercato da 4mila metri quadri di area di vendita, c’è il centro commerciale naturale di Colline, con alcuni dei negozi più vivi della città.
«Ci sono stati numerosi confronti tra associazioni di categoria e Ccn di Colline alla presenza dei nostri uffici», gli ha risposto l’assessora al commercio Paola Baldari: «Siamo arrivati a definire alcuni punti, ad esempio è stato chiesto che negli spazi di Esselunga ci sia spazio per la pubblicità e gli eventi del Ccn, che è stato ampliato fino a comprendere l’area ex Fiat». E «sono in fase di studio buoni sconto in favore dei commercianti».
Baldari a margine la chiude così, dicendosi soddisfatta: «Si riequilibra finalmente il mercato della grande distribuzione che è stato troppo – sostiene – sbilanciato a favore delle cooperative».
Attenzione: venerdì prossimo i consiglieri di maggioranza dovranno farsi trovare tutti pronti all’appello se non vogliono mettere a rischio l’operazione. Le nuove varianti urbanistiche (non solo quella per Esselunga) dovranno infatti essere approvate entro il 27 novembre, per evitare di incappare nelle misure di salvaguardia a tre anni dall’entrata in vigore della legge regionale 65. Dopo quella data, come chiarito dagli uffici, sarà necessario aspettare l’adozione del nuovo piano operativo. Insomma, tempo.
Intanto ieri mattina c’è stato un passaggio importante: la quarta commissione presieduta da Corrado La Fauci (M5S) ha dato il suo ultimo via libera al piano di trasformazione dell’area ex Fiat. Lo ha fatto dopo aver discusso le controdeduzioni alle osservazioni che sono state presentate dopo che a maggio il consiglio ha adottato la variante per Esselunga. «Solo due», mette subito in evidenza l’assessore all’urbanistica, Alessandro Aurigi, che torna a parlare di un «importante progetto di riqualificazione di uno spazio abbandonato da molto tempo». Aurigi, dopo le polemiche che si sono trascinate per anni e lo scontro in consiglio dei mesi passati, non si lascia scappare l’occasione di mettere in evidenza che «temevo ci fossero numerosissime osservazioni, in realtà ne sono arrivate due, un numero davvero basso». Fatto che, rivendica, «evidentemente avvalora il percorso che abbiamo intrapreso, sia politico che urbanistico».
Come anticipato a settembre dal Tirreno, alla fine nessun soggetto esterno alla partita ha presentato osservazioni al piano. Una è stata presentata direttamente da Esselunga sulla parte dei parcheggi, l’altra dallo stesso settore edilizia privata del Comune per alcune questioni tecniche legate soprattutto alle superfici lorde.
Nel dettaglio va l’architetto Paolo Danti. Con la prima osservazione, spiega, Esselunga ha in sostanza chiesto di fare alcune precisazioni sulla parte dei parcheggi sotterranei (circa 800, conferma a margine il progettista Roberto Canessa), puntualizzando che non si tratta di “parcheggi pubblici” (dizione che compare nella variante adottata), ma di parcheggi “privati a uso pubblico”. Esselunga ha inoltre posto l’accento sul numero comparso nell’atto: non 250 a uso pubblico, ma 139. Danti ha spiegato che questa osservazione è stata respinta perché: 1) «con la dicitura parcheggi pubblici ci si è riferiti più alla funzione che alla titolarità» degli spazi; 2) per la parte a uso pubblico «si è fatto riferimento alla superficie minima prevista dalla legge e non al numero degli stalli», considerando uno spazio a posto auto di circa 12,5 metri. Il botta e risposta tecnico si è in pratica acceso intorno alla possibilità o meno di considerare nel conteggio anche lo spazio di manovra dei mezzi. In ogni caso, taglia corto a margine il tecnico di Esselunga, «tutto sarà definito meglio con il progetto esecutivo».
Quanto alla seconda osservazione, presentata dagli uffici del Comune, che è stata invece accolta, Danti sintetizza che «riporta il calcolo delle superfici ai parametri individuati dal regolamento edilizio».
Va detto che un contributo è stato presentato anche da Arpat, ma in questo caso si tratta soprattutto di prescrizioni nell’ambito del percorso parallelo di approvazione della Valutazione ambientale strategica (Vas). Valutazione, riferisce Danti, che «il 6 novembre è stata oggetto del parere favorevole motivato dell’autorità competente».
Insomma, la sostanza cambia di poco e il progetto che porterà Esselunga a Livorno si avvia verso l’ok politico e amministrativo definitivo.
In commissione ieri hanno dato parere favorevole i quattro consiglieri presenti del M5S; Livorno libera si è riservata il voto in consiglio, mentre le altre opposizioni sono risultate assenti.
Giuseppe Grillotti (Ll) ha chiesto chiarimenti su eventuali accordi tra Esselunga e commercianti, considerando che a due passi dal futuro supermercato da 4mila metri quadri di area di vendita, c’è il centro commerciale naturale di Colline, con alcuni dei negozi più vivi della città.
«Ci sono stati numerosi confronti tra associazioni di categoria e Ccn di Colline alla presenza dei nostri uffici», gli ha risposto l’assessora al commercio Paola Baldari: «Siamo arrivati a definire alcuni punti, ad esempio è stato chiesto che negli spazi di Esselunga ci sia spazio per la pubblicità e gli eventi del Ccn, che è stato ampliato fino a comprendere l’area ex Fiat». E «sono in fase di studio buoni sconto in favore dei commercianti».
Baldari a margine la chiude così, dicendosi soddisfatta: «Si riequilibra finalmente il mercato della grande distribuzione che è stato troppo – sostiene – sbilanciato a favore delle cooperative».
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