Il Tirreno

Livorno

«Noi con i termosifoni in tilt nel palazzo ko»

«Noi con i termosifoni in tilt nel palazzo ko»

Protesta da via Haiphong a Salviano: «Ci sentiamo abbandonati da Casalp, cercasi manutenzione» 

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LIVORNO. Casalp lascia 32 famiglie al freddo e gli inquilini si rivolgono all'avvocato: «Ci sentiamo abbandonati e presi in giro». Raccontano che al civico numero 10 di via Haiphong, nel quartiere di Salviano, il palazzo cade a pezzi e il riscaldamento funziona a mezzo servizio: ora, stanchi delle promesse di Casalp, hanno deciso di passare alle vie legali.

«Dal 2014, quando fanno la manutenzione ordinaria alla facciata del palazzo, gli operai si limitano a togliere i detriti pericolanti e a dare una mano di antiruggine. Sono dovuti intervenire anche i vigili del fuoco» spiega Massimo Fanucchi, portavoce della protesta.

Ma il vero problema è l'impianto di riscaldamento: «Gli adeguamenti per il risparmio energetico dovevano esser fatti entro giugno ma la ditta non è mai intervenuta, la stima dei lavori è del tutto fuori mercato e nel frattempo noi paghiamo bollette stellari», prosegue ancora Fanucchi. Il risultato è che la vecchia caldaia condominiale, che ha il sensore esterno rotto, fa andare i termosifoni al minimo in inverno ed al massimo in primavera.

E sì che gli abitanti avevano già segnalato da tempo il problema sia alla società (interamente pubblica) che al Comune: «Dopo tante telefonate e visite infruttuose a Casalp abbiamo convocato il consiglio di zona con i capigruppo, ma i 5 Stelle, senza un perché, non sono venuti» racconta Fanucchi. In tutta l'area ex-Mancini, un tempo conosciuta come Villaggio Ater, a quanto raccontano i residenti i problemi di manutenzione ordinaria sono diffusi, ma gli adattamenti per il risparmio energetico sarebbero stati fatti ovunque tranne che al civico 10. Le famiglie hanno notato che la ditta appaltatrice è «la stessa che per Casalp sta facendo proprio questi lavori in Corea» spiega ancora Fanucchi.

Gli inquilini sostengono che la ditta sarebbe in credito presso Casalp di circa 100 mila euro e temono che questo abbia conseguenze sul mancato avvio dei lavori.

«Noi non vogliamo più pagare per un disservizio, e tramite un avvocato – segnala il portavoce della protesta – abbiamo inoltrato un'informativa anche in Comune, all'Asl, alla Procura e ai Carabineri. Vogliamo una risposta e che si facciano i lavori, sperando che per intervenire non ci lascino senza riscaldamento».

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