Il Tirreno

Livorno

«Dieci assunzioni nella polizia idraulica per tutelare i fiumi»

di Enrico Paradisi
«Dieci assunzioni nella polizia idraulica per tutelare i fiumi»

L’annuncio di Enrico Rossi contro gli abusi lungo gli argini «Pronti 40 milioni per ridurre il rischio su 5 corsi d’acqua»

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LIVORNO. Un piano da 40 milioni di euro per gli interventi necessari alla riduzione del rischio residuo. Dal giorno della tragica alluvione, le notti di pioggia sono diventate notti insonni e di apprensione per molti livornesi, ed è proprio per questo che per il commissario Enrico Rossi (che ha annunciato ieri la manovra nella sede del genio civile di via Nardini) bisogna studiare tutte le soluzioni possibili perché non accada più quello che è successo. E le risposte giuste alle domande giuste, ha sottolineato Rossi, devono darle i tecnici. Come ad esempio nel caso del Rio Maggiore, per la sistemazione del quale, oltre a garantire 15 milioni e più, non esclude alcuna soluzione nemmeno la più drastica: «Noi vogliamo che il rio Maggiore sia messo in sicurezza alla luce dell’evento del 10 settembre: siamo disposti a valutare tutti gli interventi necessari che si possono fare a monte, come altri invasi, ma sono i tecnici che dovranno dirci come metterlo in sicurezza».

UN EVENTO DA 500 ANNI E NON PIÙ DA 200. L’amministrazione precedente lo aveva fatto calcolando un ritorno di evento duecentennale come prescrive la legge: «Noi vogliamo che si metta in condizione di resistere a un ritorno di evento di 500 anni», chiarisce Rossi. Entro un mese si concluderanno i lavori di prima emergenza e presumibilmente entro marzo 2018 quelli di somma urgenza, così si aprirà la terza fase, che il presidente-commissario conta di chiudere il 15 settembre prossimo (fine della fase commissariale) avendo appaltato questi ulteriori 40 milioni. «Il che dimostra - ha detto ancora Rossi - l’inutilità di tutte le polemiche che si sono fatte fino ad ora».

Si tratta di 30 opere che elaborerà il Genio civile, avvalendosi dell’università di Firenze e dell’Autorità di bacino, e che, inserite nel commissariamento, possono essere avviate in sei-otto mesi, accorciando i tempi dei bandi che in questo caso si faranno ad evidenza pubblica. «Naturalmente - ha aggiunto il commissario - abbiamo istituito un tavolo tecnico con il Comune, in modo che questi interventi siano condotti con l’amministrazione».

40 MILIONI DI FINANZIAMENTI. Come si arriva alla cifra di 40 milioni, lo ha illustrato sommando ai 3,3 milioni residui dal piano di interventi già noto, 12 milioni deliberati nell’ultima giunta regionale con variazione di bilancio, altri 6 che arriverebbero dal ministero dell’Ambiente, 5 recuperati dall’Ugione e il milione e ottocento promesso da Galletti. Dal pacchetto complessivo di 60 milioni (32 milioni per la somma urgenza, più questi 28,1) secondo le stime si potranno generare economie per un 20%, recuperando così gli ultimi 12 milioni per arrivare alla cifra tonda.

5 AREE DI INTERVENTO. Gli interventi per eliminare il rischio residuo sono stati suddividi in 5 aree: il bacino del Rio Maggiore di cui si è detto, la zona di Quercianella (con l’omonimo torrente e il Chioma) e Montenero a cui andranno circa 3 milioni ciascuna. Poi il bacino del Rio Ardenza, cui si pensa di destinare 10 milioni, che verranno impiegati in accordo con il Comune anche per studiare una soluzione per aumentare la portata dei Tre ponti, e infine 5 milioni sull’Ugione (sul fosso cateratte i lavori partiranno a giorni) per realizzare casse di espansione che dovranno ridurre il rischio nella zona abitata di fronte all’Eni.

ARRIVA LA POLIZIA IDRAULICA. Accanto alle opere, capitolo a parte per la sorveglianza. In primis costituendo su ordinanza del commissario un nucleo di controllo composto dagli altri uffici del genio regionali per il monitoraggio dei cantieri e poi con la decisione di istituire un corpo di “polizia idraulica” che permetterà di assumere al momento per un anno una decina di giovani livornesi che saranno appositamente formati per controllare e vigilare sugli abusi con facoltà di emettere sanzioni anche pesanti: «Ci siamo accorti infatti - ha raccontato Rossi - che non abbiamo fatto in tempo a finire i lavori che è ripartita la “rumba” delle reti da polli e delle piccole costruzioni sugli argini. La musica deve cambiare, con un controllo assiduo e costante fin da gennaio». Un esperimento da estendere poi al resto della Regione.

ECCO I SOLDI PER I LAVORI. «A partire da oggi (ieri, ndr) - ha detto il commissario - le imprese che hanno eseguito i lavori possono rivolgersi ai vari soggetti attuatori per ottenere i pagamenti dovuti».

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