Gioco
Botro Forconi, tanti smottamenti: ora ruspe al lavoro
Il rio Forconi ha creato diversi problemi anche a monte e lungo tutto il suo tragitto. Il fiume parte dal Castellaccio e, trovando l'acqua di diversi affluenti, si ingrossa sempre più, fino ad...
2 MINUTI DI LETTURA
Il rio Forconi ha creato diversi problemi anche a monte e lungo tutto il suo tragitto. Il fiume parte dal Castellaccio e, trovando l'acqua di diversi affluenti, si ingrossa sempre più, fino ad arrivare a Quercianella. Superate le ultime case di via Percy Bysshe Shelley, percorrendo il sentiero che risale il torrente ci si imbatte subito nei danni causati dalla piena di due mesi fa.
«Molti argini – spiega Sandra Turini – sono franati. Anche la parete della collina sta venendo giù. Qui sopra, infatti, si trova via Falcucci, dove negli ultimi anni si sono verificati diversi smottamenti».
Una parte dell'argine destro, in realtà, è stata già ricostruita, ma gru e ruspe sono sempre al lavoro per sistemare il letto del fiume. «Il primo ponte che si incontra venendo dal mare è piccolo e serve solo per il passaggio di un tubo d'acqua. Per fortuna ha retto.
Il secondo è il ponte del Partigiano. Se nessuno interviene velocemente, alla prossima piena verrà portato via. È storto, crepato e ha perso un pezzo della base».
È crollato parzialmente, invece, il terzo ponte, che aveva 6 tubi, dentro i quali passava l'acqua. «Adesso ne sono rimasti solo tre. Gli altri sono stati spazzati via. Hanno ricostruito il ponte, lasciandoci solo questi tre tunnel, ma sono decisamente pochi e non potranno mai reggere all'urto di un'altra ondata di piena. Qui andava lasciato libero il passaggio, altrimenti il ponte fa da tappo e con la prima pioggia si riallaga tutto un'altra volta». (n.c.)
«Molti argini – spiega Sandra Turini – sono franati. Anche la parete della collina sta venendo giù. Qui sopra, infatti, si trova via Falcucci, dove negli ultimi anni si sono verificati diversi smottamenti».
Una parte dell'argine destro, in realtà, è stata già ricostruita, ma gru e ruspe sono sempre al lavoro per sistemare il letto del fiume. «Il primo ponte che si incontra venendo dal mare è piccolo e serve solo per il passaggio di un tubo d'acqua. Per fortuna ha retto.
Il secondo è il ponte del Partigiano. Se nessuno interviene velocemente, alla prossima piena verrà portato via. È storto, crepato e ha perso un pezzo della base».
È crollato parzialmente, invece, il terzo ponte, che aveva 6 tubi, dentro i quali passava l'acqua. «Adesso ne sono rimasti solo tre. Gli altri sono stati spazzati via. Hanno ricostruito il ponte, lasciandoci solo questi tre tunnel, ma sono decisamente pochi e non potranno mai reggere all'urto di un'altra ondata di piena. Qui andava lasciato libero il passaggio, altrimenti il ponte fa da tappo e con la prima pioggia si riallaga tutto un'altra volta». (n.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google