La protesta
A Guasticce un polo di auto elettriche cinesi
di Giulio Corsi
◗
Le ZD gialle col marchio Share’ngo della società livornese Cs Group, acquistata due anni fa dai cinesi, qui esposte in piazza della Signoria a Firenze. Le nuove ZD saranno costruite a Livorno?Dopo aver comprato la livornese Cs Group, leader nel car sharing in Italia la Shandong Xindayang vuole aprire una fabbrica per assemblare le vetture
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LIVORNO. I cinesi vogliono un pezzo di interporto dove realizzare un polo per l’assemblaggio di auto elettriche destinate al mercato europeo del car sharing.
Un colosso di Huangyan, città industriale a sud di Shangai, ha messo gli occhi sui terreni di Guasticce dopo averli messi due anni fa - assieme ad otto milioni di euro - su un’azienda livornese, la Cs Group Spa con sede legale in via della Pelaghi, detentrice del marchio Share'nGo.
Si tratta della Zhidou Co Ltd, società leader nella costruzione di veicoli elettrici, costola della Shandong Xindayang Electric Vehicle, compagnia impegnata nella ricerca, sviluppo, produzione e vendita di mezzi di trasporto eco-compatibili per i quali ha di recente stanziato un investimento da 500 milioni di dollari.
Una parte di questi soldi potrebbero piovere a oltre novemila chilometri di distanza dal mar Cinese Orientale, su quei campi sterminati trasformati in interporto, tre milioni di metri quadri che per anni hanno stentato a trovare un senso economico e che nell’ultimo periodo invece si stanno trasformando in vere e proprie zolle d’oro.
Non è un caso che appena due giorni fa abbiamo pubblicato la notizia della manifestazione di interesse di un importante gruppo internazionale per una maxi-area edificabile grande quanto dieci campi da calcio all’interno dell’Amerigo Vespucci. Non è detto che si tratti proprio della Zhidou Electric Vehicles, ma sul nome della società che si è fatta avanti vige il massimo riserbo, visto che c’è un bando aperto (con scadenza domani) e qualsiasi fuga di notizia rappresenterebbe una turbativa d’asta.
Si sa invece che ieri a Palazzo Sacrati Strozzi di Firenze, sede della presidenza della giunta regionale, si è svolto un incontro tra il settore Invest in Tuscany della Regione che si occupa di attrazione di investimenti esteri, la società Interporto Vespucci e la Cs Group Spa, fondata una decina d’anni fa da Alfredo Bacci ed Ettore Chimenti, il primo livornese, ex dirigente Fiat con esperienze in Brasile e Cina (qui anche come ad per l’Asia), il secondo palermitano di nascita e pisano d’adozione, ex direttore marketing in Piaggio, uniti dal sogno di realizzare un veicolo ideale per gli spostamenti urbani, caratterizzato da un ingombro contenuto, bassi costi e spinto da una motorizzazione elettrica. Nell’ottobre del 2015 la loro società con sede in via dei Pelaghi - guidata dall’ex cestista Emiliano Niccolai nelle vesti di amministratore delegato - è stata acquistata a colpi di milioni dalla Shandong Xindayang Electric, che ora ne detiene il 96% (ai due fondatori è rimasto l’1% a testa, un posto nel cda e un peso importante se è vero che è qui e non altrove che i cinesi ora vogliono investire).
E d’altra parte il business dello Share’ngo negli ultimi anni ha preso il volo: la flotta di auto elettriche di Cs Group - tutte a marchio ZD, vale a dire Zhidou - conta oggi oltre 1500 vetture sul territorio nazionale e nella sola città di Milano cresce di 2.000 iscritti al mese. Un boom eccezionale che ha convinto la Cs a lanciare l’assalto al mercato europeo.
È qui che entra in ballo Guasticce: proprio all’interporto Cs Group e Zhidou vorrebbero creare un polo produttivo dove assemblare le auto elettriche ZD destinate al mercato comunitario, che oggi vengono prodotte totalmente in Cina.
Davanti al progetto, presentato dal responsabile del piano industriale Kang Bao Guo, la Regione - che dell’Interporto è il socio pubblico principale - «si è impegnata ad agevolare nel migliore dei modi l’investimento dichiarandosi disponibile da subito a cercare sinergie con università, banche e operatori in grado di contribuire alla riuscita del progetto», come si legge in una nota di Palazzo Sacrati Strozzi.
Un colosso di Huangyan, città industriale a sud di Shangai, ha messo gli occhi sui terreni di Guasticce dopo averli messi due anni fa - assieme ad otto milioni di euro - su un’azienda livornese, la Cs Group Spa con sede legale in via della Pelaghi, detentrice del marchio Share'nGo.
Si tratta della Zhidou Co Ltd, società leader nella costruzione di veicoli elettrici, costola della Shandong Xindayang Electric Vehicle, compagnia impegnata nella ricerca, sviluppo, produzione e vendita di mezzi di trasporto eco-compatibili per i quali ha di recente stanziato un investimento da 500 milioni di dollari.
Una parte di questi soldi potrebbero piovere a oltre novemila chilometri di distanza dal mar Cinese Orientale, su quei campi sterminati trasformati in interporto, tre milioni di metri quadri che per anni hanno stentato a trovare un senso economico e che nell’ultimo periodo invece si stanno trasformando in vere e proprie zolle d’oro.
Non è un caso che appena due giorni fa abbiamo pubblicato la notizia della manifestazione di interesse di un importante gruppo internazionale per una maxi-area edificabile grande quanto dieci campi da calcio all’interno dell’Amerigo Vespucci. Non è detto che si tratti proprio della Zhidou Electric Vehicles, ma sul nome della società che si è fatta avanti vige il massimo riserbo, visto che c’è un bando aperto (con scadenza domani) e qualsiasi fuga di notizia rappresenterebbe una turbativa d’asta.
Si sa invece che ieri a Palazzo Sacrati Strozzi di Firenze, sede della presidenza della giunta regionale, si è svolto un incontro tra il settore Invest in Tuscany della Regione che si occupa di attrazione di investimenti esteri, la società Interporto Vespucci e la Cs Group Spa, fondata una decina d’anni fa da Alfredo Bacci ed Ettore Chimenti, il primo livornese, ex dirigente Fiat con esperienze in Brasile e Cina (qui anche come ad per l’Asia), il secondo palermitano di nascita e pisano d’adozione, ex direttore marketing in Piaggio, uniti dal sogno di realizzare un veicolo ideale per gli spostamenti urbani, caratterizzato da un ingombro contenuto, bassi costi e spinto da una motorizzazione elettrica. Nell’ottobre del 2015 la loro società con sede in via dei Pelaghi - guidata dall’ex cestista Emiliano Niccolai nelle vesti di amministratore delegato - è stata acquistata a colpi di milioni dalla Shandong Xindayang Electric, che ora ne detiene il 96% (ai due fondatori è rimasto l’1% a testa, un posto nel cda e un peso importante se è vero che è qui e non altrove che i cinesi ora vogliono investire).
E d’altra parte il business dello Share’ngo negli ultimi anni ha preso il volo: la flotta di auto elettriche di Cs Group - tutte a marchio ZD, vale a dire Zhidou - conta oggi oltre 1500 vetture sul territorio nazionale e nella sola città di Milano cresce di 2.000 iscritti al mese. Un boom eccezionale che ha convinto la Cs a lanciare l’assalto al mercato europeo.
È qui che entra in ballo Guasticce: proprio all’interporto Cs Group e Zhidou vorrebbero creare un polo produttivo dove assemblare le auto elettriche ZD destinate al mercato comunitario, che oggi vengono prodotte totalmente in Cina.
Davanti al progetto, presentato dal responsabile del piano industriale Kang Bao Guo, la Regione - che dell’Interporto è il socio pubblico principale - «si è impegnata ad agevolare nel migliore dei modi l’investimento dichiarandosi disponibile da subito a cercare sinergie con università, banche e operatori in grado di contribuire alla riuscita del progetto», come si legge in una nota di Palazzo Sacrati Strozzi.
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