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Anziani maltrattati, la badante: «Mi vergogno di me stessa» - Video
Livorno: la donna aveva un contratto regolarmente registrato che comprendeva uno stipendio netto di 1.400 euro più vitto e alloggio
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LIVORNO. Doina Iancu è rimasta in silenzio, immobile in mezzo alla stanza quando gli agenti della squadra mobile hanno bussato alla porta dell’appartamento dove da quasi tre anni accudiva (e maltrattava) una coppia di anziani coniugi. Ai poliziotti che le hanno mostrato l’ordinanza con la quale il giudice le ha imposto la misura dell’allontanamento dalla casa familiare ha detto poche parole che però suonano come un’ammissione di colpa. «Mi vergogno».
Adesso saranno le ulteriori indagini a dover chiarire la frequenza delle violenze. Intanto venerdì la donna, assistita d’ufficio dall’avvocato Stefano Pritelli, è stata convocata per essere interrogata. Durante l’inchiesta – durata poco più un mese, gli agenti hanno ricostruito la storia recente della donna. A cominciare dal suo arrivo a Livorno dove ha iniziato a lavorare come badante nel 2009.
Nel febbraio del 2015 l’assunzione da parte dell’amministratore di sostegno della coppia con l’incarico di prendersi cura dei coniugi ultraottantenni per 24 ore al giorno. Un contratto – come hanno potuto verificare gli inquirenti – regolarmente registrato che comprendeva uno stipendio netto di 1.400 euro più vitto e alloggio oltre alla disponibilità di ulteriori 800 euro che venivano consegnati alla badante per fare la spesa.
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