Gioco
«Più slot che letti in corsia» Convegno sul gioco d’azzardo
A Livorno c’è un centro semiresidenziale regionale che si occupa dei malati L’assessore: il Comune è in prima linea per combattere questa spirale
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LIVORNO. «In Toscana ci sono più slot machine che posti letto negli ospedali. Livorno è una città particolarmente interessata dal problema, per questo motivo già nel 1999 l'Asl ha iniziato a trattare questo fenomeno quando ancora non era il gioco d'azzardo, non era considerato una dipendenza e dunque non rientrava nei livelli essenziali di assistenza che sono appunto di competenza di Asl».
A spiegare la situazione è Emiliano Contini della cooperativa San Benedetto che si occupa dei giocatori seriali.
La battaglia tra le “macchinette mangiasoldi” e le istituzioni locali è iniziata quasi 20 anni fa, ma ancora non è volta al termine. Dimostrazione di ciò sono l'ordinanza emanata dal comune quest'estate per vietare l'utilizzo delle slot in alcune fasce orarie, e il regolamento ad hoc preparato dal sindaco Filippo Nogarin che però è stato annullato da un ricorso del Tar.
E, mentre gli uffici stanno lavorando a un nuovo regolamento che l'assessora Paola Baldari ha definito “inattaccabile”, venerdì prossimo a Palazzo Pancaldi verrà organizzato il 28 novembre il convegno nazionale sul gioco d'azzardo patologico.
«Il titolo dell'incontro sarà “Chi cura chi?” - spiega proprio la Baldari – e avrà lo scopo di mettere sul tavolo tutti i vari mezzi a disposizione per far uscire le persone malate di gioco dalla spirale. Il comune è in prima linea per combattere questo sistema che non è altro che un'illusione. Stiamo facendo tutto ciò che serve per arginare questo fenomeno che si sta espandendo a macchia d'olio e sta coinvolgendo sempre più famiglie. La nostra sensibilità a riguardo è altissima e abbiamo emanato un'ordinanza per vietare le macchinette dalle 13 alle 13 e dalle 23 alle 10 del mattino. Avevamo anche preparato un regolamento, ma purtroppo è stato annullato dal Tar e perciò ne stiamo preparando un altro che sia inattaccabile dal punto di vista burocratico e normativo. L'incontro di venerdì sarà un momento importante per fare quadrato e capire come continuare a lavorare».
Nonostante molte volte, purtroppo, qualche sala d'azzardo violi la legge, lasciando le macchinette aperte anche nella pausa pranzo, molti passi avanti sono stati fatti. Negli anni, infatti, si sono susseguiti diversi progetti e iniziative di enti pubblici e privati.
«Per guarire – ha aggiunto Contini – serve un programma molto individualizzato sulle persone. Per questo motivo a Livorno abbiamo il centro semiresidenziale regionale dove ci occupiamo dei malati e del problema. Quello residenziale è a Pistoia. La nostra città, comunque, è un'isola felice da questo punto di vista perché abbiamo iniziato presto ad affrontare l'argomento, il centro di accoglienza è nato nel 2006 e nel 2012 è stato siglato un protocollo d'intesa con Asl».
Al convegno di venerdì interverranno molti esperti del settore come Arcangelo Alfano, Claudio Cippitelli, Matteo Iori, Liliana La Sala, Lucia Mancino, Sabrina Molinaro, Filippo Torrigiani e don Armando Zappolini.
Nicolò Cecioni
A spiegare la situazione è Emiliano Contini della cooperativa San Benedetto che si occupa dei giocatori seriali.
La battaglia tra le “macchinette mangiasoldi” e le istituzioni locali è iniziata quasi 20 anni fa, ma ancora non è volta al termine. Dimostrazione di ciò sono l'ordinanza emanata dal comune quest'estate per vietare l'utilizzo delle slot in alcune fasce orarie, e il regolamento ad hoc preparato dal sindaco Filippo Nogarin che però è stato annullato da un ricorso del Tar.
E, mentre gli uffici stanno lavorando a un nuovo regolamento che l'assessora Paola Baldari ha definito “inattaccabile”, venerdì prossimo a Palazzo Pancaldi verrà organizzato il 28 novembre il convegno nazionale sul gioco d'azzardo patologico.
«Il titolo dell'incontro sarà “Chi cura chi?” - spiega proprio la Baldari – e avrà lo scopo di mettere sul tavolo tutti i vari mezzi a disposizione per far uscire le persone malate di gioco dalla spirale. Il comune è in prima linea per combattere questo sistema che non è altro che un'illusione. Stiamo facendo tutto ciò che serve per arginare questo fenomeno che si sta espandendo a macchia d'olio e sta coinvolgendo sempre più famiglie. La nostra sensibilità a riguardo è altissima e abbiamo emanato un'ordinanza per vietare le macchinette dalle 13 alle 13 e dalle 23 alle 10 del mattino. Avevamo anche preparato un regolamento, ma purtroppo è stato annullato dal Tar e perciò ne stiamo preparando un altro che sia inattaccabile dal punto di vista burocratico e normativo. L'incontro di venerdì sarà un momento importante per fare quadrato e capire come continuare a lavorare».
Nonostante molte volte, purtroppo, qualche sala d'azzardo violi la legge, lasciando le macchinette aperte anche nella pausa pranzo, molti passi avanti sono stati fatti. Negli anni, infatti, si sono susseguiti diversi progetti e iniziative di enti pubblici e privati.
«Per guarire – ha aggiunto Contini – serve un programma molto individualizzato sulle persone. Per questo motivo a Livorno abbiamo il centro semiresidenziale regionale dove ci occupiamo dei malati e del problema. Quello residenziale è a Pistoia. La nostra città, comunque, è un'isola felice da questo punto di vista perché abbiamo iniziato presto ad affrontare l'argomento, il centro di accoglienza è nato nel 2006 e nel 2012 è stato siglato un protocollo d'intesa con Asl».
Al convegno di venerdì interverranno molti esperti del settore come Arcangelo Alfano, Claudio Cippitelli, Matteo Iori, Liliana La Sala, Lucia Mancino, Sabrina Molinaro, Filippo Torrigiani e don Armando Zappolini.
Nicolò Cecioni
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