La manifestazione
Pd: ora è a rischio il concordato
«Ecco il capolavoro-autogol di chi si era autoelogiato come salvatore»
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LIVORNO. La sentenza del Tar «mette a rischio il concordato di Aamps, che si sosteneva su questa premessa, e con esso il futuro dell'azienda, dei suoi lavoratori, i conti del Comune e la qualità del servizio ai cittadini». A dirlo è la federazione del Pd livornese che ironicamente attribuisce questo risultato alle «gesta degli autodefinitisi “salvatori” di Aamps, Nogarin, Lemmetti e soci, che hanno costruito un vero e proprio “capolavoro a 5 stelle”.
Nella nota del Pd labronico si sottolinea che «al sindaco non resta che una scelta: affrontare la propria maggioranza e la città tutta, confessare che il futuro di Aamps non può che essere il conferimento in Reti Ambiente, dopo di che stipulare con Ato Costa un accordo che permetta all'azienda di gestire il servizio fino alla fine del concordato evitando così un “default” che, altrimenti, sarebbe ineludibile».
La federazione “dem” labronica dice che fin qui si è assistito a «deliri isolazionisti del M5s, animati solo ed esclusivamente da mera volontà di contrapposizione ideologica». Lo sottolinea alzando il tiro sui livelli nazionali: «È una triste fiction, quella che ha come attori protagonisti Nogarin e il gruppo consiliare del M5s livornese e come sceneggiatori Grillo e Casaleggio, le cui conseguenze però rischiano di esporre la comunità livornese tutta a contraccolpi pesantissimi». A partire dagli «enormi oneri a carico dei contribuenti livornesi». E qui – si afferma – il riferimento è: 1) alle «profumate parcelle di legali graditi all’entourage della Casaleggio Associati»; 2) ai «costi sostenuti per il concordato»; 3) alla «girandola di consigli di amministrazione che si sono susseguiti in questi tre anni al vertice di Aamps partorendo, di fatto, un non risultato».
Sulla questione intervengono anche Dario Parrini e Antonio Mazzeo, che del Pd toscano sono il segretario l’uno e il vicesegretario vicario l’altro. L’Ato nel duello di fronte al Tar col Comune di Livorno ha ottenuto «una vittoria su tutti i fronti» che «incide anche sul concordato preventivo, dichiarando che è il concordato a doversi adeguare all’Ato e non viceversa».
«La sentenza – affermano i due dirigenti regionali “dem” – stabilisce anche che nessuna iniziativa singola dei comuni è possibile senza accordi con Ato: si tratta quindi di un netto passo in avanti nell’ambito della gestione integrata dei rifiuti, quella che noi come Pd Toscana sosteniamo con forza». Per Parrini e Mazzei è questa «l’ennesima dimostrazione» il sindaco Nogarin si attarda in «battaglie di retroguardia, posizioni pretestuose e fuori dal tempo ma soprattutto pericolose, in quanto minano un concreto progetto di rilancio e semplificazione». Poi l’affondo: «Quello che si merita Livorno così come tutti i comuni della Costa: basta conservatorismi allora e guardiamo al futuro lavorando tutti assieme in sinergia».
Nella nota del Pd labronico si sottolinea che «al sindaco non resta che una scelta: affrontare la propria maggioranza e la città tutta, confessare che il futuro di Aamps non può che essere il conferimento in Reti Ambiente, dopo di che stipulare con Ato Costa un accordo che permetta all'azienda di gestire il servizio fino alla fine del concordato evitando così un “default” che, altrimenti, sarebbe ineludibile».
La federazione “dem” labronica dice che fin qui si è assistito a «deliri isolazionisti del M5s, animati solo ed esclusivamente da mera volontà di contrapposizione ideologica». Lo sottolinea alzando il tiro sui livelli nazionali: «È una triste fiction, quella che ha come attori protagonisti Nogarin e il gruppo consiliare del M5s livornese e come sceneggiatori Grillo e Casaleggio, le cui conseguenze però rischiano di esporre la comunità livornese tutta a contraccolpi pesantissimi». A partire dagli «enormi oneri a carico dei contribuenti livornesi». E qui – si afferma – il riferimento è: 1) alle «profumate parcelle di legali graditi all’entourage della Casaleggio Associati»; 2) ai «costi sostenuti per il concordato»; 3) alla «girandola di consigli di amministrazione che si sono susseguiti in questi tre anni al vertice di Aamps partorendo, di fatto, un non risultato».
Sulla questione intervengono anche Dario Parrini e Antonio Mazzeo, che del Pd toscano sono il segretario l’uno e il vicesegretario vicario l’altro. L’Ato nel duello di fronte al Tar col Comune di Livorno ha ottenuto «una vittoria su tutti i fronti» che «incide anche sul concordato preventivo, dichiarando che è il concordato a doversi adeguare all’Ato e non viceversa».
«La sentenza – affermano i due dirigenti regionali “dem” – stabilisce anche che nessuna iniziativa singola dei comuni è possibile senza accordi con Ato: si tratta quindi di un netto passo in avanti nell’ambito della gestione integrata dei rifiuti, quella che noi come Pd Toscana sosteniamo con forza». Per Parrini e Mazzei è questa «l’ennesima dimostrazione» il sindaco Nogarin si attarda in «battaglie di retroguardia, posizioni pretestuose e fuori dal tempo ma soprattutto pericolose, in quanto minano un concreto progetto di rilancio e semplificazione». Poi l’affondo: «Quello che si merita Livorno così come tutti i comuni della Costa: basta conservatorismi allora e guardiamo al futuro lavorando tutti assieme in sinergia».
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