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Quelli della spesa a domicilio

Quelli della spesa a domicilio

I negozianti: servizio gratuito per i più anziani, d’inverno c’è poco lavoro

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QUERCIANELLA. «Più che lavorare, qui facciamo un servizio alla frazione: se chiudiamo tutti come fanno gli abitanti a comperare quello di cui hanno bisogno, senza dover spostarsi per forza con l’auto. Penso ai tanti anziani che non guidano per esempio», da mezzo secolo Giancarlo Forcina con la sua Mannari snc vende frutta e verdura ai quercianellesi tutto l’anno e quel che serve per mangiare con il suo alimentari, la Conad, che è rimasto l’unico nella frazione, in quella via Pascoli che è la strada principale. Il solo per una popolazione di residenti che si aggira sulle mille persone e che d’estate quadruplica con turisti e visitatori.

E a Quercianella il servizio agli abitanti va addirittura oltre, tanto che diversi commercianti – tra quei pochi negozi ancora aperti – fanno consegne gratuite a domicilio, soprattutto a quelle persone anziane che hanno difficoltà ad uscire di casa. Lo fa con orgoglio Daniele Franceschi, titolare del ferramenta-casalinghi “Emporio di sara” di via del Littorale.

Là dentro c’è un po’ di tutto, perché come dice il titolare “Siamo poche attività e cerchiamo di tenere più articoli possibili per garantire un servizio agli abitanti”. Al suo negozio arrivano anche da Nibbiaia e Castellaccio. «Ci sono tante persone anziane qui e spesso hanno problemi a muoversi, quindi mi ordinano alcuni articoli e poi glieli porto a casa gratuitamente».

La parola d’ordine, a Quercianella, è avere un rapporto diretto con i residenti. «Anche quando mi chiedono qualcosa che non ho, subito mi metto a cercarlo e in una settimana lo trovano in negozio: per fortuna ho consegne settimanali».

Anche lo storico macellaio Maurizio Razzauti che da generazioni vende carne e salsicce a tutta la zona non ha problemi a portare la spesa a casa. «Quando qualcuno me lo chiede ben volentieri – ribadisce dalla sua vetrina che dà sulla trafficatissima Aurelia – Io starò qui fino alla pensione: oggi ho 73 anni e so bene che quando deciderò di smettere, Quercianella non avrà più un macellaio».

Mentre si racconta tira fuori alcuni “reperti” storici della sua attività. Ci sono le foto di nonno Ruffo Razzauti, il fondatore dell’attività che, all’inizio, si divideva tra Montenero e Quercianella. Poi passa al vecchio libro delle segnature: «Qui segnavamo quello che i quercianellesi venivano a comperare, poi come usava prima, quando avevano soldi pagavano». Mentre scorre nomi e cifre, arriva alle ordinazioni della vecchia pensione Barontini. Era accanto alla stazione. «Siamo a fine anni Cinquanta, questi consumavano qualcosa come 8 chili di carne al giorno».

Sono consumi che oggi si sognano. «Scherzando ci diciamo che tra un po’ ci cambiano il nome, da Quecianella a Quercianulla», ci scherza su Razzauti. Che in inverno ci sia il deserto lo confermano anche dal ristorante Ireale di via del Littorale. Sono 32 anni che esiste l’attività: «Siamo gli unici che restiamo aperti tutto l’anno, con un giorno di chiusura settimanale: ce lo dicevamo proprio l’altro ieri che in questo periodo dell’anno e in inverno qui è il deserto», conferma Alessandro Cirinei. Il ristorante è comunque un punto di riferimento per le uscite serali di tanti, soprattutto nel weekend. «La nostra strada effettivamente avrebbe bisogno di una asfaltature tra buche e crateri», dice la sua anche il padre, Sirio Cirinei.

Come ribadisce anche Forcina: «Praticamente il paese vive opramai solo un mese l’anno, dal 25 luglio al 25 agosto, tutto il resto dell’anno si sopravvive e si fa un servizio ai più anziani».



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