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Livorno

Tari, è Pisa la città più cara della Toscana - Le cifre

Una veduta di Pisa
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Una veduta di Pisa

Oltre 500 euro per quattro persone in 100 metri quadri: a Firenze costa la metà

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LIVORNO. Città che vai, tariffa che trovi. Con differenze che superano i 300 euro l’anno. La tassa dei rifiuti – da Pisa a Firenze – può perfino raddoppiare. Eppure, per chi getta i sacchetti nel cassonetto, magari non cambia nulla. Solo la bolletta. Così, quattro persone in una casa di 100 metri quadri, sotto la Torre pendente pagano 523 euro e nel capoluogo toscano “solo” 274. Pisa e Firenze, l’Arno in comune, sono le due estremità di un’imposta. Quella dei rifiuti per le utenze domestiche. Era così anche l’anno scorso, con un divario perfino maggiore: 266 a 556. Ora, nel 2017, i pisani versano un po’ meno e i fiorentini un po’ di più.

SCADENZE VICINE

Il Tirreno, visto che in molte città sta per avvicinarsi la scadenza della terza rata della Tari, ha fatto un confronto sul peso dell’imposta nei principali Comuni della Toscana. Rapporti che non tengono conto delle eventuali riduzioni, ad esempio per il compostaggio, che ogni amministrazione può comunque prevedere. A Pistoia, Livorno e Lucca (dove il tributo si chiama Taric) bisogna pagare entro il 16 novembre. Più in là, giovedì 30, l’ultimatum a Massa, Montecatini, Portoferraio e Rosignano. Già scaduti i termini, dal 16 ottobre, sia a Cecina che a Pisa. E a Viareggio, il 31, per Halloween.

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I MOTIVI DELLE DIFFERENZE

Ma come mai, da una città all’altra, c’è tutta questa differenza? Innanzitutto bisogna stabilire, in ogni Comune, quant’è il gettito che arriva dalle utenze domestiche (le case) e qual è, quello, incassato invece dalle non domestiche (come bar e ristoranti). Dove gli inquilini versano poco, infatti, è probabile che a pagare di più siano gli imprenditori. Il costo della Tari, in ogni caso, deve coprire interamente l’ammontare annuo del servizio di raccolta rifiuti, spazzamento e igiene urbana. E se qualcuno non paga, l’anno dopo, il conguaglio spetta alla collettività.

Nulla, infatti, deve rimanere a carico pubblico. Dove c’è meno evasione, quindi, l’imposta è più bassa per tutti. A influire sono, ovviamente, anche le politiche dei rifiuti: nonostante la raccolta differenziata, con risultati diversi da zona a zona, si faccia dappertutto, raccoglierla nei cassonetti costa meno che con col “porta a porta”, che a Pisa ad esempio nell’ultimo anno è partito pure nei quartieri di San Giusto e San Marco, provocando forse spese aggiuntive a carico dei cittadini.

CHI SALE E CHI SCENDE

Le differenze, oltre che da Comune a Comune, ci sono anche di anno in anno. Ecco che Pisa, sempre la più cara fra i capoluoghi, in alcuni casi ha ridotto le cartelle quasi del 15%, mentre a Lucca si risparmia mediamente l’11%. Importi invariati nel resto della regione, mentre a Viareggio la bolletta sale di qualche punto percentuale. E nei Comuni più piccoli? Spiccano Seravezza, in Alta Versilia, e Campo nell’Elba, dove quattro persone in 100 metri quadri versano rispettivamente 517 e 505 euro. Mica come a Montescudaio, nella Bassa Val di Cecina, dove il totale scende a 205 euro.

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