Toscana
La giunta alla prova dopo il caso Rotonda
Resta la brutta figura e intanto Nogarin deve cercare di amministrare con un solo voto in più in consiglio
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LIVORNO
La brutta figura ormai è stata fatta, con la giunta pentastellata che ha deliberato l’intitolazione della Rotonda d’Ardenza a Carlo Azeglio Ciampi e con il sindaco costretto a ritirare l’atto dopo che buona parte del gruppo consiliare del M5s gli fa capire che non è affatto d’accordo. Una brutta figura che ha fatto il giro d’Italia, considerando il prestigio, l’affetto e la simpatia che il personaggio Ciampi - scomparso poco più di un anno fa - gode ancora nel Paese.. Ma l’alternativa per il sindaco Nogarin era quella di rischiare un voto contrario in consiglio dalla maggioranza dei suoi e quindi ha preferito fare un passo indietro. Cosa che rischia di essere costretto a fare anche nel prossimo futuro - il 2018 è l’anno decisivo per il suo mandato amministrativo - a causa di una maggioranza ridotta davvero ai minimi termini. L’autosufficenza assicurata nel 2014 dal risultato elettorale (20 consiglieri grillini su un totale di 32, più il sindaco) è infatti svanita da tempo e Nogarin dovrà fare molta attenzione a non uscire nemmeno di un centimetro dal “programma” condiviso dal Movimento, se non vuole vedersi sventolare un “cartellino giallo” dai suoi sostenitori. Dopo le espulsioni di Giuseppe Grillotti, Sandra Pecoretti e Alessandro Mazzacca per il caso Aamps e i due gravi lutti che hanno colpito il gruppo (la prematura scomparsa di Giuseppe Vitiello e di Serena Simoncini) ecco che il governo a Cinque Stelle si regge solo su un voto di scarto: sono infatti 15 i consiglieri del Movimento a cui si aggiunge Edoardo Marchetti, fuoriuscito dal gruppo dopo lo “scippo” di Gianni Lemmetti ad opera di Virginia Raggi, ma comunque disposto a sostenere il sindaco. Però è stato proprio lui il primo a scagliarsi contro la delibera su Ciampi. Questione di cui non vuole parlare, così almeno ha detto al Tirreno che ieri lo ha contattato. In totale, dunque, contando il sindaco sono solo 17 i voti disponibili su 32. Per Nogarin si apre così una fase molto complessa: provare a governare in equilibrio precario. Ma al primo passo, il caso Rotonda, è inciampato.
Alessandro Guarducci
La brutta figura ormai è stata fatta, con la giunta pentastellata che ha deliberato l’intitolazione della Rotonda d’Ardenza a Carlo Azeglio Ciampi e con il sindaco costretto a ritirare l’atto dopo che buona parte del gruppo consiliare del M5s gli fa capire che non è affatto d’accordo. Una brutta figura che ha fatto il giro d’Italia, considerando il prestigio, l’affetto e la simpatia che il personaggio Ciampi - scomparso poco più di un anno fa - gode ancora nel Paese.. Ma l’alternativa per il sindaco Nogarin era quella di rischiare un voto contrario in consiglio dalla maggioranza dei suoi e quindi ha preferito fare un passo indietro. Cosa che rischia di essere costretto a fare anche nel prossimo futuro - il 2018 è l’anno decisivo per il suo mandato amministrativo - a causa di una maggioranza ridotta davvero ai minimi termini. L’autosufficenza assicurata nel 2014 dal risultato elettorale (20 consiglieri grillini su un totale di 32, più il sindaco) è infatti svanita da tempo e Nogarin dovrà fare molta attenzione a non uscire nemmeno di un centimetro dal “programma” condiviso dal Movimento, se non vuole vedersi sventolare un “cartellino giallo” dai suoi sostenitori. Dopo le espulsioni di Giuseppe Grillotti, Sandra Pecoretti e Alessandro Mazzacca per il caso Aamps e i due gravi lutti che hanno colpito il gruppo (la prematura scomparsa di Giuseppe Vitiello e di Serena Simoncini) ecco che il governo a Cinque Stelle si regge solo su un voto di scarto: sono infatti 15 i consiglieri del Movimento a cui si aggiunge Edoardo Marchetti, fuoriuscito dal gruppo dopo lo “scippo” di Gianni Lemmetti ad opera di Virginia Raggi, ma comunque disposto a sostenere il sindaco. Però è stato proprio lui il primo a scagliarsi contro la delibera su Ciampi. Questione di cui non vuole parlare, così almeno ha detto al Tirreno che ieri lo ha contattato. In totale, dunque, contando il sindaco sono solo 17 i voti disponibili su 32. Per Nogarin si apre così una fase molto complessa: provare a governare in equilibrio precario. Ma al primo passo, il caso Rotonda, è inciampato.
Alessandro Guarducci
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