Gioco
Il pacemaker più piccolo al mondo impiantato a una 70enne livornese
LIvorno, l’intervento (il primo nelle Asl toscane) eseguito nel reparto di cardiologia guidato dal primario Baldini. La paziente, operata in anestesia locale, è stata dimessa dopo 2 giorni con solo una cicatrice all’inguine
LIVORNO. Il pacemaker più piccolo al mondo è stato impiantato la scorsa settimana ad una paziente livornese di 70 anni. L’intervento è stato eseguito nel reparto di cardiologia dell’ospedale di viale Alfieri diretto dal primario Umberto Baldini, primo in Toscana dopo i centri pilota di Cisanello e Careggi, a montare il dispositivo, che rappresenta una vera e propria rivoluzione tecnologica in ambito cardiologico.
Poco più grande di una pillola, un decimo della grandezza di un pacemaker convenzionale, il sistema, realizzato dal colosso Medtronic, è una sorta di cardiocapsula: pesa 2 grammi, misura poco più di 2 centimetri e ha una durata media di 12 anni. Grazie ad esso vengono azzerati i rischi di infezione e i problemi di usura dei cateteri dei pacemaker tradizionali. E si stravolge - in positivo - la vita quotidiana dei pazienti.
Il primo dispositivo è stato impiantato dalla dottoressa Federica Lapira del reparto di chirurgia del nostro ospedale, assistita dalla collega Enrica Talini con la supervisione di Mariagrazia Bongiorni, direttore della CardioAritmologia dell’Ospedale Universitario di Cisanello, massima esperta internazionale in campo di elettrofisiologia-cardiostimolazione.
La paziente sta bene ed è stata dimessa dopo una degenza di due notti in reparto: grazie a questo intervento il suo cuore non andrà più incontro a pause e bradicardia provocate dalla patologia aritmica di cui è affetta.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.16104711:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.16104711:1652380299/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
LA CAPSULA ENTRA DALL’INGUINE. Il micro pacemaker è rivoluzionario anche dal punto di vista dell’installazione, molto meno invasiva rispetto a quella tradizionale ed effettuata in anestesia locale. Di fatto l’impianto avviene durante una sorta di coronografia. «Non è un intervento chirurgico vero e proprio - spiega la dottoressa Lapira -. Si procede pungendo la vena femorale e da lì si risale con un introduttore attraverso il sistema venoso. Arrivato nell’atrio destro del cuore, l’introduttore rilascia il pacemaker direttamente nella camera cardiaca ventricolare destra, dove la capsula si fissa passivamente, attraverso piccoli ganci appositamente progettati ed emette impulsi elettrici in grado di regolarizzare il battito cardiaco attraverso un elettrodo al suo interno».
NESSUNA CICATRICE SUL PETTO. Il risultato è che non ci sono residui di cicatrici sul petto ma soltanto una piccola incisione all’inguine. Non solo: «Il paziente non ha dolore post-operatorio, si mobilizza in prima giornata e non avrà limitazioni nella successiva convalescenza», continua Lapira.
INIZIA UNA NUOVA ERA A CARDIOLOGIA. Secondo Umberto Baldini il pacemaker senza fili rappresenta il futuro della cardiostimolazione. «Adesso inizieremo a impiantarli in pazienti accuratamente selezionati», spiega il primario. Di base si tratta di una tecnologia dedicata prevalentemente a pazienti anziani, ma non solo. «D’altra parte - aggiunge Baldini - se ne possono mettere fino a tre nello stesso cuore».
«Grazie ad essi - continua il primario - potranno essere superate una serie di problematiche legate alla procedura di impianto dei dispositivi convenzionali ed eliminato l’impatto psicologico della presenza di una protesi meccanica in sede sottocutanea-prepettorale».
IL SECONDO IMPIANTO A FINE MESE. La tecnologia ha un costo elevato, ma l’Asl ha già autorizzato il reparto diretto da Baldini all’installazione di un secondo impianto. Il paziente è già stato selezionato e l’intervento avverrà entro questo mese.
Livorno si appresta dunque a diventare punto di riferimento, all’interno dell’Asl Toscana Nord Ovest, per il pacemaker senza fili. Ad oggi i cardiologi brevettati sono due: oltre alla dottoressa Lapira, c’è Enrico Pardini, responsabile della sezione di elettrofisiologia del nostro ospedale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
