Gioco
Furti di pannelli solari novanta gli arrestati
di Gianni Tacchi
Operazione dei carabinieri, uno dei primi colpi a Collesalvetti
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LIVORNO. Il piano era studiato nei minimi particolari, con una strategia tipica delle organizzazioni criminali: prima un sopralluogo intorno all’azienda finita nel mirino, poi il reclutamento di uomini e furgoni, quindi il furto di notte e infine il trasporto dei pannelli solari rubati in Marocco, dove il governo ha lanciato una campagna con incentivi per chi li installa. Sono 34 i colpi ricostruiti dai carabinieri in tutta Italia, con dieci bande coinvolte e fermate. Un’indagine iniziata dal comando provinciale di Livorno tra la fine di marzo e i primi giorni di aprile dello scorso anno, quando ci furono quattro furti del genere fra il nostro territorio e quello di Pisa: uno a Piombino, uno a Riotorto, un altro a Riparbella e l’ultimo a Collesalvetti, per un totale di circa 1.500 pannelli solari rubati ai privati e portati poi in Marocco. Alla fine, dopo mesi di pedinamenti e intercettazioni, sono stati arrestati 90 marocchini con l’accusa di associazione per delinquere e furto aggravato: 40 in flagranza (28 dei quali in Italia e gli altri 12 all’estero mentre trasportavano la refurtiva) e 50 ieri mattina in seguito alle ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale di Livorno (24 in carcere e 26 ai domiciliari). In realtà gli arresti dovevano essere 91, ma una persona è deceduta recentemente e quindi le misure sono diventate 90. Inoltre, sempre per questo traffico illecito di pannelli solari tra Europa e Africa, sono stati denunciati in stato di libertà altri 7 marocchini, che portano il numero totale degli indagati a 97.
La stima è di 15mila pannelli solari rubati da marzo 2016 a oggi, 6mila dei quali ritrovati dai carabinieri grazie a perquisizioni e controlli sia in Italia che all’estero: tutta la refurtiva aveva un valore complessivo di oltre 8 milioni di euro, ma l’intervento delle forze dell’ordine ha permesso di recuperare dispositivi per 3 milioni. I colpi non sono stati messi a segno solo a Livorno e a Pisa, ma anche in altre tredici province (Asti, Bari, Campobasso, Cuneo, Frosinone, Lecce, Pescara, Potenza, Salerno, Taranto, Terni, Verona e Viterbo) per un totale di dieci regioni coinvolte (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Piemonte e Puglia). E per gli arresti, di conseguenza, c’è stato il supporto dei comandi dei carabinieri competenti in quelle zone: in particolare è stata fondamentale la collaborazione dalla Campania, visto che la maggior parte degli indagati è residente nella provincia di Salerno, soprattutto nel territorio dell’agro nocerino-sarnese. Tutto senza dimenticare il lavoro delle forze di polizia di Francia, Spagna e Marocco, attivate attraverso l’Interpol: i malviventi, una volta superato il confine di Ventimiglia a bordo di furgoni, si dirigevano infatti verso i porti francesi e spagnoli per imbarcarsi in direzione Marocco con i pannelli solari, che venivano venduti in Africa a 20-30 euro l’uno contro un valore reale di circa 550. «E per questo traffico - fanno sapere dal comando provinciale dei carabinieri di Livorno - non si esclude la collaborazione di alcune persone nei porti francesi, spagnoli e marocchini: adesso sono in corso ulteriori accertamenti e controlli per ricostruire con maggior precisione i movimenti di queste dieci bande di malviventi, ognuna formata da una decina di marocchini».
L’operazione, denominata “Raggio di sole”, è stata coordinata dal procuratore capo Ettore Squillace Greco e dal sostituto procuratore Daniele Rosa. Nel corso delle varie perquisizioni, oltre ad alcuni pannelli solari nascosti anche in casa, sono state trovate e sequestrate diverse bolle di accompagnamento falsificate. E tre degli arrestati sono stati sorpresi dai carabinieri, in un impianto fotovoltaico del Torinese, mentre stavano facendo un sopralluogo per studiare il prossimo colpo. «I pannelli - chiudono dal comando dei carabinieri di Livorno - venivano portati in Marocco e rivenduti a gruppi organizzati di malviventi, che avevano commissionato la fornitura ad altri connazionali». Un sistema che andava avanti da tempo e che portava vantaggi anche agli acquirenti marocchini, tra il prezzo bassissimo dei pannelli solari e gli incentivi garantiti dal governo marocchino.
@giannitacchi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
La stima è di 15mila pannelli solari rubati da marzo 2016 a oggi, 6mila dei quali ritrovati dai carabinieri grazie a perquisizioni e controlli sia in Italia che all’estero: tutta la refurtiva aveva un valore complessivo di oltre 8 milioni di euro, ma l’intervento delle forze dell’ordine ha permesso di recuperare dispositivi per 3 milioni. I colpi non sono stati messi a segno solo a Livorno e a Pisa, ma anche in altre tredici province (Asti, Bari, Campobasso, Cuneo, Frosinone, Lecce, Pescara, Potenza, Salerno, Taranto, Terni, Verona e Viterbo) per un totale di dieci regioni coinvolte (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Piemonte e Puglia). E per gli arresti, di conseguenza, c’è stato il supporto dei comandi dei carabinieri competenti in quelle zone: in particolare è stata fondamentale la collaborazione dalla Campania, visto che la maggior parte degli indagati è residente nella provincia di Salerno, soprattutto nel territorio dell’agro nocerino-sarnese. Tutto senza dimenticare il lavoro delle forze di polizia di Francia, Spagna e Marocco, attivate attraverso l’Interpol: i malviventi, una volta superato il confine di Ventimiglia a bordo di furgoni, si dirigevano infatti verso i porti francesi e spagnoli per imbarcarsi in direzione Marocco con i pannelli solari, che venivano venduti in Africa a 20-30 euro l’uno contro un valore reale di circa 550. «E per questo traffico - fanno sapere dal comando provinciale dei carabinieri di Livorno - non si esclude la collaborazione di alcune persone nei porti francesi, spagnoli e marocchini: adesso sono in corso ulteriori accertamenti e controlli per ricostruire con maggior precisione i movimenti di queste dieci bande di malviventi, ognuna formata da una decina di marocchini».
L’operazione, denominata “Raggio di sole”, è stata coordinata dal procuratore capo Ettore Squillace Greco e dal sostituto procuratore Daniele Rosa. Nel corso delle varie perquisizioni, oltre ad alcuni pannelli solari nascosti anche in casa, sono state trovate e sequestrate diverse bolle di accompagnamento falsificate. E tre degli arrestati sono stati sorpresi dai carabinieri, in un impianto fotovoltaico del Torinese, mentre stavano facendo un sopralluogo per studiare il prossimo colpo. «I pannelli - chiudono dal comando dei carabinieri di Livorno - venivano portati in Marocco e rivenduti a gruppi organizzati di malviventi, che avevano commissionato la fornitura ad altri connazionali». Un sistema che andava avanti da tempo e che portava vantaggi anche agli acquirenti marocchini, tra il prezzo bassissimo dei pannelli solari e gli incentivi garantiti dal governo marocchino.
@giannitacchi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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