Toscana
«Più pulizia dei fiumi e del sottobosco per evitare disastri»
I quercianellesi al Caffè: già nel 2015 un esposto sulle colline «Dopo l’alluvione, in via Puccini ancora il ruscello intasato»
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QUERCIANELLA . Sono ancora ben visibili a Quercianella, tra una strada e l’altra, tra il bosco e il mare, i segni della tragica alluvione del 10 settembre scorso, esattamente due mesi fa. «È vero che la quantità d’acqua venuta giù quella notte è stata tanta, ma alcuni disastri, almeno qui, potevano essere evitati: il consorzio delle colline, prima dell’alluvione non ha fatto molto, al di là di piccoli interventi. Chiediamo più attenzione al territorio, interventi di pulizia radicale del sottobosco, pulizia costante dei tratti tombati dei botri...», ripete Sandra Turini, uno dei volti più attivi di questa frazione affacciata sul mare, che d’inverno conta meno di mille abitanti e d’estate si riempie di turisti. In tanti ieri mattina, nonostante la pioggia battente, sono venuti a trovarci al Caffè Tirreno, che dopo la pausa estiva è ripartito da Quercianella, dallo storico bar di via Puccini 19 gestito da Stefano Turini, tra cappuccini, Vespe, Lambrette, jukebox e sapori vintage.
«COSÌ SI ALLAGA VIA PUCCINI». Renato Pasquini, che da sessant’anni si interessa dei problemi di Quercianella, è tra i primi a far sentire la propria voce. In mano ha le foto del ruscello chiamato Bel soggiorno, che arriva in via Puccini: «È intasato completamente da sassi e detriti, sono passati due mesi dall’alluvione e non è ancora stato fatto niente...».«Il ruscello – spiega – è tombato per una cinquantina di metri fino al mare, è ostruito, ora ci sono anche i sassi all’interno, così non riceve più niente. Ogni volta che piove molto, l’acqua fuoriesce e allaga via Puccini. Allaga tutta la strada verso sud e le case che si trovano lato mare».
QUARANT’ANNI DI RICHIESTE. Il problema si ripete. Alluvione dopo alluvione. Perché da queste parti un disastro simile a quello del 10 settembre lo hanno già vissuto in passato. «È la quarta alluvione che è così...», ripete Pasquini: «Sono quarant’anni che chiediamo di intervenire a tutti gli enti per modificare o stasare il passaggio, che da un metro e sessanta sotto la ferrovia si riduce a quaranta centimetri per quaranta in via Puccini».
PULIRE IL SOTTOBOSCO. Chiede attenzione costante ai letti dei corsi d’acqua e ai tratti tombati anche Sandra Turini. Ma soprattutto chiede un intervento di pulizia radicale del sottobosco, segnalando – con foto scattate prima dell’alluvione – che dopo i tagli degli alberi e le falciature sulle colline sopra Quercianella, «i resti rimangono tutti lì» e «diventano cumuli che fanno pericolosamente da diga quando piove molto». Sul disboscamento interviene Ginevra Gani, presidente del centro sociale culturale Faniglione. «Disboscare, seppur con l’autorizzazione è una cosa, lasciare i resti di quel che si è tagliato sulle colline senza ripulire è un’altra: quei resti con l’alluvione sono venuti giù come bombe». Riprende Turini. «Già nel 2015 avevamo fatto un esposto per segnalare la situazione». Nel 2015, infatti, il Chioma esondò «affondando barche e trascinando frasche in mare, nonostante le segnalazioni alla Forestale è rimasto tutto lì».
TRA TOMBATURE E DEVIAZIONI. Il 10 settembre sono esondati il Chioma, il botro Forconi, il Capramorta (botro delle Mantellate) e altri rigagnoli di scorrimento delle acque piovane. «Il Capramorta anni fa è stato tombato e deviato, va a buttarsi nel Forconi: il tratto dalle Mantellate al Forconi non è mai stato pulito». E chiude con un accenno al sottopasso che si allaga di continuo: «Quel giorno è stato liberato dai ragazzini di 15 anni, era pieno di fango e detriti», ripete insieme a Paola Ceccarelli. Che aggiunge: «Vorrei anche capire meglio la questione dei tagli autorizzati nel bosco».
CONTINUA: domani la seconda puntata a Quercianella
«COSÌ SI ALLAGA VIA PUCCINI». Renato Pasquini, che da sessant’anni si interessa dei problemi di Quercianella, è tra i primi a far sentire la propria voce. In mano ha le foto del ruscello chiamato Bel soggiorno, che arriva in via Puccini: «È intasato completamente da sassi e detriti, sono passati due mesi dall’alluvione e non è ancora stato fatto niente...».«Il ruscello – spiega – è tombato per una cinquantina di metri fino al mare, è ostruito, ora ci sono anche i sassi all’interno, così non riceve più niente. Ogni volta che piove molto, l’acqua fuoriesce e allaga via Puccini. Allaga tutta la strada verso sud e le case che si trovano lato mare».
QUARANT’ANNI DI RICHIESTE. Il problema si ripete. Alluvione dopo alluvione. Perché da queste parti un disastro simile a quello del 10 settembre lo hanno già vissuto in passato. «È la quarta alluvione che è così...», ripete Pasquini: «Sono quarant’anni che chiediamo di intervenire a tutti gli enti per modificare o stasare il passaggio, che da un metro e sessanta sotto la ferrovia si riduce a quaranta centimetri per quaranta in via Puccini».
PULIRE IL SOTTOBOSCO. Chiede attenzione costante ai letti dei corsi d’acqua e ai tratti tombati anche Sandra Turini. Ma soprattutto chiede un intervento di pulizia radicale del sottobosco, segnalando – con foto scattate prima dell’alluvione – che dopo i tagli degli alberi e le falciature sulle colline sopra Quercianella, «i resti rimangono tutti lì» e «diventano cumuli che fanno pericolosamente da diga quando piove molto». Sul disboscamento interviene Ginevra Gani, presidente del centro sociale culturale Faniglione. «Disboscare, seppur con l’autorizzazione è una cosa, lasciare i resti di quel che si è tagliato sulle colline senza ripulire è un’altra: quei resti con l’alluvione sono venuti giù come bombe». Riprende Turini. «Già nel 2015 avevamo fatto un esposto per segnalare la situazione». Nel 2015, infatti, il Chioma esondò «affondando barche e trascinando frasche in mare, nonostante le segnalazioni alla Forestale è rimasto tutto lì».
TRA TOMBATURE E DEVIAZIONI. Il 10 settembre sono esondati il Chioma, il botro Forconi, il Capramorta (botro delle Mantellate) e altri rigagnoli di scorrimento delle acque piovane. «Il Capramorta anni fa è stato tombato e deviato, va a buttarsi nel Forconi: il tratto dalle Mantellate al Forconi non è mai stato pulito». E chiude con un accenno al sottopasso che si allaga di continuo: «Quel giorno è stato liberato dai ragazzini di 15 anni, era pieno di fango e detriti», ripete insieme a Paola Ceccarelli. Che aggiunge: «Vorrei anche capire meglio la questione dei tagli autorizzati nel bosco».
CONTINUA: domani la seconda puntata a Quercianella
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