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Livorno

L’assessore Martini: bene la Regione ma Invitalia è un flop

LIVORNO. L’assessore Francesca Martini, esponente della giunta Nogarin con delega allo sviluppo economico, parla di «un bilancio luci e ombre» commentando l’esito del tavolo tecnico sull’attuazione...

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LIVORNO. L’assessore Francesca Martini, esponente della giunta Nogarin con delega allo sviluppo economico, parla di «un bilancio luci e ombre» commentando l’esito del tavolo tecnico sull’attuazione dell’Accordo di Programma .

«Buoni i risultati ottenuti dalla Regione, che ha approvato la graduatoria relativa ai Protocolli di Insediamento: le 8 imprese ammesse – dice – hanno presentato progetti per 12,6 milioni di euro beneficeranno di un contributo di 5,3 milioni da parte della Regione e permetteranno di creare 64 nuovi posti di lavoro».

Di tutt’altro segno invece il giudizio sui risultati ottenuti da Invitalia: sono «molto deludenti». Il motivo? Ricordando il bando da 10 milioni di euro per incentivare la riqualificazione industriale di Livorno, segnala che «delle 12 domande arrivate, ben quattro sono state respinte, tre aziende si sono tirate indietro, mentre per altre due realtà l’istruttoria è tutt’ora in corso», si ribadisce da Palazzo Civico

«Siamo di fronte a un flop senza mezzi termini», commenta l’assessore Martini, che ha partecipato al tavolo ministeriale in rappresentanza del Comune di Livorno. «Non solo le informazioni che ci sono state fornite da Invitalia sono carenti e non supportate da alcun documento ufficiale, ma il fatto che in 7 mesi non si sia riusciti a completare l’istruttoria è quantomeno imbarazzante. Per questo io auspico che i 10 milioni di euro investiti dal governo su Livorno possano essere gestiti d’ora in poi direttamente dai territori o che possano contribuire a finanziare nuovi bandi regionali».

Per Martini le imprese hanno candidato «progetti anche ambiziosi presso la Regione, che ha scelto un meccanismo light e intelligente come i Protocolli di Insediamento, mentre si sono tenute alla larga dalla burocrazia ministeriale». Nel mirino il fatto che «siamo ingessati da una norma che risale al 1989 e che impone che i fondi ministeriali siano gestiti da Invitalia. Mi domando: come si può fare sviluppo nelle aree di crisi con una legge medievale?».



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