Arrestato il braccio destro dello spacciatore Rayen
Livorno, Yassine Ammar era sfuggito alla cattura ed è stato rintracciato dalla polizia: è il complice del 18enne che vendeva cocaina a un livornese morto per overdose
LIVORNO. La squadra mobile ha chiuso il cerchio intorno alla banda di tunisini che, da gennaio a oggi, ha seminato il panico tra spaccio, risse e violenza. Gli agenti hanno infatti preso il braccio destro di Ahmed Chouchoui, conosciuto negli ambienti come Rayen e spacciatore abituale di un giovane livornese morto per overdose a inizio anno, oltre a essere uno dei protagonisti della rissa scoppiata in piazza Cavour nella notte tra venerdì 11 e sabato 12 agosto. “Rayen”, 18 anni, era stato arrestato un mese fa con l’accusa di spaccio in concorso, mentre il complice Yassine Ammar, 25enne senza fissa dimora, era sfuggito alla cattura: è stato rintracciato dai poliziotti della sezione antidroga, intervenuti giovedì 9 novembre nella periferia nord della nostra città per fermarlo, e portato alle Sughere. «Siamo riusciti a trovarlo in seguito a una serie di controlli e servizi, effettuati sia di giorno che di notte», fanno sapere dalla questura, sottolineando che con questo arresto «si chiude il quadro intorno al gruppo di spacciatori che rientravano nell’operazione “Città sicura”».
Le indagini della polizia erano partite in seguito al decesso del livornese che, 24 ore prima della morte, aveva comprato una dose di cocaina da Rayen: inizialmente l’ipotesi era la morte in conseguenza di altro reato, ma l’autopsia sul giovane deceduto ha accertato la presenza nel corpo non solo della cocaina ma anche del metadone non venduto dal tunisino, pertanto la morte è stata causata da questo “cocktail” e quindi l’accusa si è trasformata in spaccio, tra l’altro in concorso visto il coinvolgimento di Ammar. Che è stato fermato giovedì 9 e non riconosciuto, a differenza di Chouchoui, come uno dei responsabili della rissa in piazza Cavour. Durante questa operazione erano stati arrestati, sempre per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, anche un 22enne tunisino (ora ai domiciliari nella sua abitazione di piazza della Vittoria) e un 24enne di origini palestinesi (detenuto nel carcere dell’isola di Gorgona).
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