Il Tirreno

Livorno

Il Comune di Livorno chiede a Olt 23,5 milioni di Imu per il rigassificatore

di Juna Goti
Il Comune di Livorno chiede a Olt 23,5 milioni di Imu per il rigassificatore

Livorno, il sindaco Nogarin: «Niente muro contro muro, ma equità fiscale»  La società: «Chiesto un approfondimento ai legali»

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LIVORNO. Il gigante è lì. A 22 chilometri dalla costa tra Livorno e Pisa. Un enorme terminale del gas ancorato al fondale, che guarda verso la città dal mare. E che ora è finita sotto la lente di ingrandimento di Palazzo Civico e degli uffici di via Marradi, come fosse una villetta stile liberty o un mega immobile vista isole tra Ardenza e Antignano. Di più, molto di più. Perché il Comune ha chiesto a Olt off shore Lng Toscana di pagare l’Imu sul rigassificatore e la cifra è da capogiro: più di 20 milioni di euro. Non si tratta di chiacchiere ma di un procedimento vero e proprio: l’11 ottobre il municipio ha inviato alla società un atto di accertamento, intanto per gli anni 2014 e 2015, che vale complessivamente circa 23,5 milioni di euro (8,9 per il 2014 e 14,6 per il 2015).

Chiariamolo subito: non è un atto di “omesso versamento”, ma di “omessa denuncia”. Perché è la prima volta in assoluto, dal taglio del nastro nel dicembre del 2013, che a Olt viene chiesto di pagare questa imposta per il terminale di rigassificazione FSRU Toscana. Di più: «Per quanto ne sappiamo, siamo tra i primi a fare questa richiesta per una piattaforma di rigassificazione, dopo il dibattito e le sentenze che ci sono stati sulle piattaforme petrolifere», sottolinea Filippo Nogarin.

Il sindaco conferma la mossa a sorpresa della giunta a 5 Stelle partendo da una premessa: «Non vogliamo il muro contro muro. È vero che in passato il Movimento ha fatto battaglie sul rigassificatore, ma questa partita è tutta su un piano diverso: è una partita meramente fiscale, di giustizia fiscale». «La mia giunta – dice – ha da sempre portato avanti azioni che vanno nella direzione di dare più servizi alla città, là dove tutti pagano in modo equo. L’obiettivo è questo: l’equità». E aggiunge: «Ripeto, nessun muro contro muro. Siamo consapevoli che questa richiesta potrebbe rappresentare un duro colpo per Olt, quindi siamo disponibili a metterci al tavolo e a discutere». Ma partendo dall’idea che «questo tributo è dovuto».

Siamo in una zona grigia. La materia è delicata, in punta di diritto. E ora c’è da capire come risponderà Olt. Certo è che della questione non si è occupato solo – si fa per dire – il Comune, ma anche la Guardia di Finanza.

Andiamo per ordine. Il sindaco racconta che «tutto è partito nei mesi in cui a livello nazionale si è battagliato sulle piattaforme petrolifere e sulle trivellazioni, sui loro costi ambientali e sulla possibilità di richiedere o meno il pagamento dell’Imu: c’è stato un dibattito nazionale che ha coinvolto anche l’Anci. Noi ci siamo detti: e la piattaforma di Olt? Da lì è iniziato un ragionamento politico-amministrativo seguito da un approfondimento durato mesi». Il passo in più, però, è stato fatto dopo che a giugno l’ufficio tributi del Comune ha ricevuto un verbale del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza. Una segnalazione in materia di tributi locali che è stata inviata anche all’Agenzia delle Entrate e che ha fatto riflettere l’amministrazione sulla possibilità di richiedere l’Imu per il rigassificatore. Nella segnalazione viene evidenziato che il terminale risulta stabilmente ormeggiato all’interno delle acque territoriali: una unità galleggiante ancorata al fondale con catene e collegata a un gasdotto sottomarino di 30 chilometri. Dopo un approfondimento normativo e giurisprudenziale sull’applicazione dell’Imu alle piattaforme petrolifere e in mare, compare anche una stima di quanto potrebbe essere eventualmente chiesto a Olt di tassa immobiliare.

Supportato da questo verbale, Palazzo Civico è andato avanti: in sostanza per il Comune la nave-piattaforma è stata trasformata in un impianto industriale ancorato stabilmente al fondale, ed è accatastabile. Diversa la posizione di Olt, che ieri ha confermato di avere ricevuto «una richiesta di pagamento da parte del Comune per l’Imu sul nostro impianto di rigassificazione». «Abbiamo chiesto un approfondimento ai nostri legali – hanno fatto sapere dalla società – perché riteniamo di non condividere quanto riportato nella richiesta di pagamento. Si tratta, infatti, di un galleggiante iscritto al Registro navale della Capitaneria del porto di Livorno».

Per ora sul tavolo c’è l’accertamento firmato dal dirigente comunale delle entrate, Alessandro Parlanti, con il modello di pagamento. Ora la parola passa alla società, che se vorrà opporsi dovrà presentare ricorso alla commissione tributaria entro sessanta giorni dalla notifica.
 

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