Gioco
All’uscita delle scuole medie 4mila genitori a prendere i figli
Livorno, il prefetto detta la linea con Comune e dirigenti nel rispetto della sentenza: entro il 15 novembre partiranno tutti gli istituti - La mappa
LIVORNO. Da mercoledì 8 novembre saranno le famiglie dei 120 studenti delle Fermi a dover rispettare la disposizione della preside Anna Rita Baldi che obbliga i genitori, oppure un delegato, a prendere i propri figli all’uscita della scuola. Le medie Bartolena, con i suoi 900 alunni, rinunciano a partire lunedì 6 novembre (nonostante la dirigente avesse mandato una precisa circolare nei giorni scorsi a tutti i genitori come ha raccontato Il Tirreno) e slittano al 15 di novembre come tutte le altre scuole medie cittadine (in totale sono 4030 studenti) per garantire più tempo alle famiglie per organizzarsi.
«Come Comune faremo il possibile per contenere i disagi dei cittadini, ma speriamo che nel più breve tempo possibile ci sia un cambio della normativa. Se da una parte si lavora per l’autonomia dei ragazzi, così si fa un passo indietro», Stella Sorgente rappresenta il Comune al tavolo organizzato in prefettura, insieme alla viceprefetta vicaria Sabatina Antonelli, ai dirigenti scolastici, ai rappresentanti dell’Ufficio scolastico e al dirigente della polizia amministrativa e sociale della questura
TUTTI DEVONO SEGUIRE LA NORMATIVA. È proprio all’incontro che la viceprefetta detta la linea: quella del rispetto della normativa legata alla recente sentenza della corte di Cassazione del 19 settembre 2017 che richiama l’obbligo di vigilanza e la responsabilità del corpo docente sino al momento in cui il minore di 14 anni, al termine delle lezioni, viene affidato ai genitori oppure ad un’altra persona appositamente delegata dalla famiglia (in attesa di cambiamenti normativi). Così da lunedì le Bartolena e poi a seguire le altre 12 scuole medie cittadine dovranno adeguarsi e organizzare l’uscita degli studenti - 4030 in totale - rispetto alle disposizioni (anche alle Marcacci di Collesalvetti di parte lunedì).
VIGILI E ASSOCIAZIONI IN CAMPO. Al palazzo del Governo si parla di come arginare le diverse problematiche. «Per quanto riguarda l’aspetto delle problematiche riferite alla corretta gestione del traffico nelle zone vicine ai plessi, la polizia municipale provvederà alla viabilità urbana vigilando sul rispetto della segnaletica e della salvaguardia degli spazi riservati ai mezzi pubblici adibiti al trasporto degli studenti», puntualizza Antonelli. E ancora, prosegue la viceprefetta «considerando il numero elevato di scuole che richiederanno un imponente numero di risorse della polizia municipale, il Comune stipulerà una convenzione con associazioni di volontariato qualificate, come quelle del personale in pensione di polizia, vigili del fuoco, arma dei carabinieri, guardia di finanza, ex corpo forestale e volontari». Dal canto loro, prefettura e questura provvederanno a fornire al Comune i riferimenti necessari dei referenti delle associazioni che saranno coinvolte.
QUANDO PARTONO LE SCUOLE: LA MAPPA. La scuola Bartolena, con le sue quattro sedi di via Michel, piazza San Simone, via Bois (le XI Maggio) e Banditella, ha deciso che farà slittare la partenza del "nuovo corso" da mercoledì 15 novembre. La dirigente Simonetta Costagliola aveva deciso di cominciare lunedì 6 novembre: poi dopo il faccia a faccia con i genitori cambia idea. Anche quei dirigenti che aspettavano con ansia il summit in prefettura nella speranza di un’alternativa, si devono adeguare. Così Anna Rita Baldi, preside delle Fermi di via Stenone lunedì 6 novembre incontrerà le famiglie dei suoi 120 studenti. «In attesa di un cambiamento della normativa bisogna cominciare e allora lo farò il prima possibile e in modo rigoroso. Mercoledì partiremo anche noi: non cercherò servizi alternativi come pedibus o post scuola perché andrebbero a gravare sul budget delle famiglie». Gli altri istituti partiranno il 15 novembre. Anche Antonio Manfredini dirigente delle Michelangelo di via Dudley sperava in qualcosa di diverso. «Ci servirà del tempo per informare le famiglie e prepararci il terreno: non sarà facile ma procederemo in questa direzione». Nei giorni scorsi la dirigente delle Micali, Teresa Cini, aveva comunicato ai genitori tre proposte: «Per quanto mi riguarda - aveva spiegato - ho incontrato i rappresentanti dei genitori: al momento ho fatto tre tipi di proposte, un servizio post scuola che intrattenga gli alunni oltre l’orario di uscita per il quale ho chiesto un preventivo, l’attivazione di un pedibus con la coop Koala che garantisca l’accompagnamento dei ragazzi fino alla fermata del bus e per quelli che abitano più vicini, o la delega collettiva, genitori volontari nel rapporto di uno a dieci studenti, che li riaccompagni a casa».
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