Gioco
Uova contro la chiesa: «Sono minorenni dobbiamo educarli»
Livorno, il parroco della Scopaia: «Ho scritto a tutte le autorità. Va avanti da mesi, intercettiamo le famiglie per capire»
LIVORNO. Si chiede come fare per evitare il «ripetersi di simili atti vandalici» don Raffaello Schiavone. Si chiede, e chiede pubblicamente, come fare. Soprattutto perché quegli atti sono nati dalle mani di un gruppo di minorenni, che due giorni fa hanno lanciato uova contro le vetrate e le porte della chiesa della Scopaia.
Che gli autori del gesto sono minorenni, molti ragazzini delle scuole medie, lo racconta lo stesso parroco, che chiede alle istituzioni di intervenire «non tanto per reprimere, quanto per intercettare le famiglie e aiutarle a educarli». «Li vedo tutti i giorni – racconta – si riuniscono davanti alla cappellina dall’inverno scorso. All’inizio erano pochi, ora sono più di venti, a volte quaranta. Vanno in giro tutto il giorno, dicono parolacce. Prendono l’immondizia, la rovesciano davanti alla chiesa e non vogliono pulire. Ho cercato di parlare con alcuni di loro, due o tre alla volta, ma quando poi sono nel branco non hanno il coraggio di ribellarsi».
La mattina di Halloween don Raffaello ha chiamato le forze dell’ordine: «Hanno tirato le uova al portone e alle vetrate della chiesa». E «la notte successiva hanno cercato di fare dei piccoli falò, sempre davanti alla chiesa».
«Già i primi di settembre – riferisce il parroco della Scopaia – ho scritto al prefetto, al questore, al comandante dei vigili urbani, al sindaco, all’assessora alle politiche sociali...». E ieri ha rinnovato il suo appello a intervenire nel corso delle celebrazioni del 2 novembre, quando al cimitero ha incontrato il vescovo, il sindaco, il prefetto, il questore e il colonnello dei carabinieri. «Ci siamo detti che ci incontreremo e vedremo come fare». «I più – sottollinea – sono ragazzi giovanissimi, di seconda e terza media. Bisogna intervenire, non tanto per reprimere quanto per vedere come intercettare le famiglie e aiutarle ad educarli al rispetto degli altri e dell’ambiente. Serve insomma un’azione congiunta di tutte le forze per riuscire a capire quali sono le problematiche che stanno a monte...».
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