Il Tirreno

Livorno

Piazza Garibaldi, il commercio si spacca

I titolari delle vecchie concessioni non possono esporre la merce, le nuove attività sì. E c’è chi ha chiuso e si è trasferito

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LIVORNO. Vecchie e nuove concessioni. Tredici baracchine (di cui tante chiuse) da una parte contro 5 neo assegnazioni dall’altra. Il divieto di esporre a ridosso della propria struttura (pena sanzioni da 169 euro)e, invece, l’autorizzazione a farlo. Da un lato attività costrette in spazi ridotti che rischiano di chiudere e protestano, e dall’altro attività di somministrazione che, invece, sorridono. È spaccata in due piazza Garibaldi protagonista di un percorso di riqualificazione da parte sia di Confesercenti e Regione con il progetto di riapertura dei fondi sfitti della zona, sia del Comune che sta costruendo al centro dell’area un palco e un parco giochi.

A livello normativo la differenza di trattamento tra vecchi e nuovi assegnatari sta creando sonori malumori, tra proteste, commercianti che non sanno come faranno a restare aperti (la loro concessione scade nel 2026) e altri che nel frattempo hanno già preso la drastica decisione di lasciare. È il caso Regina Kulisz: in piazza Garibaldi aveva una merceria, che nei mesi scorsi ha chiuso per l’impossibilità di lavorare senza poter esporre la merce.

«Con grande sacrificio ho dovuto prendere un nuovo prestito e aprirò in via Solferino: tutto per colpa di questa situazione», esclama.

Francesca Suggi

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