Gioco
«Io al Cup con due ricette per non farmi respingere»
Livorno, l’odissea di un lettore costretto tutte le settimane a prenotare una serie di esami «Rimandato indietro di continuo per farmi cambiare un codice sulla prescrizione»
LIVORNO. «Leggo sul Tirreno che le indicazioni dell’Asl agli operatori del Cup sono di prendere in carico il paziente, sempre, anche se qualcosa sulla ricetta non torna. Allora vi racconto la mia storia: da un anno sono costretto a presentarmi agli sportelli del poliambulatorio con due ricette in tasca, una urgente e una non urgente. È l’unico modo per non essere rimandato indietro a farmene fare una nuova dal mio medico di famiglia».
A raccontarci la sua odissea sul pianeta Cup è un lettore, di cui teniamo riservata l’identità. La sua testimonianza è la conferma di ciò che i rappresentanti dei medici di base livornese avevano denunciato con forza la scorsa settimana sulle nostre pagine: ovvero la difficoltà di tanta parte dell’utenza che si presenta agli sportelli di viale Alfieri, a prenotare esami diagnostici ad avere una risposta positiva. E i frequenti “respingimenti” da parte degli operatori ai pazienti, a cui viene chiesto di farsi rifare la ricetta che per qualche motivo non va bene. In particolare per problemi legati alla classe di priorità: in sostanza, se il medico indica l’urgenza e non è possibile fissare la prestazione nei 10 giorni previsti dalla lettera B o nelle 48 ore previste dalla B1, l’utenza è rimandata indietro a farsi fare una ricetta senza urgenza.
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Un fatto, come si legge a fianco, confermato anche dagli operatori stessi. «Mio fratello ha un tumore - racconta il nostro lettore - e prima di sottoporsi a chemioterapia ha bisogno di analisi del sangue specifiche. Essendo bloccato in un letto, ha necessità di prelievi domiciliari. Non potendosi muovere vado io, praticamente tutte le settimane, a prenotare il prelievo domiciliare. Ma ogni volta trovo difficoltà: se il medico inserisce il codice B1, che prevede la prestazione entro 48 ore, e non c’è posto vengo mandato indietro, per avere una ricetta in cui non sia richiesta l’urgenza. Altrimenti, mi dicono gli operatori, non possono prenotarmi la prestazione».
È per questo che il nostro lettore, dopo un po’ si è organizzato: «Mi faccio fare due ricette dal mio medico - racconta -. Una con l’urgenza, una senza urgenza. Così se non c’è posto nelle 48 ore, non sono costretto a tornare dal medico di famiglia, fare la fila, farmi fare una nuova ricetta senza il B1 e tornare al poliambulatorio, rifare la fila e avere finalmente la data dell’esame».
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