Proteste
i numeri
7 multe e 4 chiusure in sei mesi
LIVORNO. Sono stati gli agenti della polizia municipale, dal 5 maggio al 31 ottobre, a controllare il rispetto dell’ordinanza e a multare chi vendeva alcolici da asporto nella fascia oraria non...
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LIVORNO. Sono stati gli agenti della polizia municipale, dal 5 maggio al 31 ottobre, a controllare il rispetto dell’ordinanza e a multare chi vendeva alcolici da asporto nella fascia oraria non consentita. E alla recidiva, dunque alla seconda sanzione nei confronti dello stesso minimarket, da parte del questore Orazio D’anna scattava la sospensione dell’attività per cinque o dieci giorni.
In totale, sui ventidue locali controllati, sono state notificate sette multe, sei da 50 euro e una da 6.716,67: in quest’ultimo caso è stata applicata anche la legge nazionale, che prevede un’ulteriore sanzione (6.666,67 euro) in caso di vendita di alcolici dopo la mezzanotte. La questura ha invece imposto quattro chiusure temporanee, due indirizzate allo stesso minimarket di piazza della Repubblica che ha ricevuto quindi tre multe.
I vigili, in particolare la sezione di polizia commerciale, continuerebbero a fare controlli e multe anche in caso di inserimento del contenuto dell’ordinanza nel regolamento di polizia urbana, ma a quel punto la sospensione dell’attività spetterebbe all’ufficio Commercio del Comune e non al questore.
(g.t.)
In totale, sui ventidue locali controllati, sono state notificate sette multe, sei da 50 euro e una da 6.716,67: in quest’ultimo caso è stata applicata anche la legge nazionale, che prevede un’ulteriore sanzione (6.666,67 euro) in caso di vendita di alcolici dopo la mezzanotte. La questura ha invece imposto quattro chiusure temporanee, due indirizzate allo stesso minimarket di piazza della Repubblica che ha ricevuto quindi tre multe.
I vigili, in particolare la sezione di polizia commerciale, continuerebbero a fare controlli e multe anche in caso di inserimento del contenuto dell’ordinanza nel regolamento di polizia urbana, ma a quel punto la sospensione dell’attività spetterebbe all’ufficio Commercio del Comune e non al questore.
(g.t.)
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