Gioco
Pezzati: «La scuola è responsabile» Sorgente: «Incontrerò i presidi»
LIVORNO. «Non si può far ricadere ogni responsabilità sulle scuole, a livello locale bisogna trovare una linea comune per capire come intervenire tutti insieme allo stesso modo», Stella Sorgente,...
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Non si può far ricadere ogni responsabilità sulle scuole, a livello locale bisogna trovare una linea comune per capire come intervenire tutti insieme allo stesso modo», Stella Sorgente, vicesindaca di Livorno, conosce bene l’argomento. È consapevole del marasma che si sta creando intorno alla questione, sia per le famiglie, sia per le stesse scuole.
«Sono ovviamente disponibile a mettermi al tavolo con gli enti preposti per cercare un percorso condiviso, nel segno del buonsenso e comunque nel rispetto delle normative», aggiunge.
Rispetto della legge e buon senso sono anche le parole d’ordine della dirigente dell’Ufficio scolastico, Anna Pezzati. Che spiega: «Secondo il codice civile e pensale la scuola, e quindi il docente oppure il personale Ata, hanno l’obbligo di riconsegnare uno studente sotto ai 14 anni ad un familiare o ad una persona segnalata dalla famiglia». In soldoni, da adulto ad adulto: questo il passaggio che deve essere fatto, nel rispetto della normativa. «Capisco il marasma che si sta creando intorno a questa applicazione della normativa, ma, ripeto, le responsabilità all’uscita sono della scuola, se non cambia la legge». Cosa si può fare per andare incontro alle famiglie? «Bisogna fare un patto formativo con le famiglie: questa opzione è allo studio da parte del Ministero». Cosa accade se una famiglia si rifiuta di fare come viene chiesto dai dirigenti scolastici e non accetta nessuna delle opzioni proposte? «Purtroppo a quel punto la scuola si trova obbligata a chiamare le autorità preposte, che sono le forze dell’ordine. Ma spero che non accada mai». (f.s.)
«Sono ovviamente disponibile a mettermi al tavolo con gli enti preposti per cercare un percorso condiviso, nel segno del buonsenso e comunque nel rispetto delle normative», aggiunge.
Rispetto della legge e buon senso sono anche le parole d’ordine della dirigente dell’Ufficio scolastico, Anna Pezzati. Che spiega: «Secondo il codice civile e pensale la scuola, e quindi il docente oppure il personale Ata, hanno l’obbligo di riconsegnare uno studente sotto ai 14 anni ad un familiare o ad una persona segnalata dalla famiglia». In soldoni, da adulto ad adulto: questo il passaggio che deve essere fatto, nel rispetto della normativa. «Capisco il marasma che si sta creando intorno a questa applicazione della normativa, ma, ripeto, le responsabilità all’uscita sono della scuola, se non cambia la legge». Cosa si può fare per andare incontro alle famiglie? «Bisogna fare un patto formativo con le famiglie: questa opzione è allo studio da parte del Ministero». Cosa accade se una famiglia si rifiuta di fare come viene chiesto dai dirigenti scolastici e non accetta nessuna delle opzioni proposte? «Purtroppo a quel punto la scuola si trova obbligata a chiamare le autorità preposte, che sono le forze dell’ordine. Ma spero che non accada mai». (f.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
