Gioco
Socrem al contrattacco: «Garantiamo trasparenza sul servizio di cremazione»
Livorno, dopo le perplessità del sindaco su soldi e concessione: «Finora solo elogi dal Comune, dietro le critiche una logica di profitto e di cassa»
LIVORNO. La reazione muove soprattutto da due punti. Il primo: la volontà del Comune di mandare a gara la cremazione «mal si comprende se non in una logica di profitto e di cassa». Il secondo: «è nostra ferma intenzione continuare a portare avanti il servizio». Alza la voce Socrem. Alza la voce dopo che l’amministrazione a Cinque Stelle ha annunciato di voler mettere mano alla cremazione. E nel silenzio del cimitero dei Lupi scoppia una vera e propria guerra.
Pochi giorni fa i consiglieri comunali di maggioranza hanno depositato una mozione per chiedere di revocare la concessione con Socrem e di mandare tutto a gara. Il sindaco Filippo Nogarin ha poi rincarato: «È mio dovere capire in che modo vengono spesi i soldi dei livornesi. In questo caso il servizio, oneroso per le tasche dei cittadini (servono 500 euro per cremare una salma) pur svolgendosi all’interno del cimitero comunale non ha ricadute positive sulle casse del Comune. Eppure il giro d’affari è tutt’altro che irrisorio». Insomma, ha aggiunto, «c’è un ente morale che beneficia di una concessione senza scadenza e fa profitti con un servizio che dovrebbe esser pubblico e aperto al mercato».
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A controbattere è direttamente il presidente della Socrem, Giampaolo Berti, che premette di essere venuto a conoscenza delle intenzioni dei 5 Stelle solo dal giornale. «L’operato di Socrem, ente morale con un consiglio direttivo eletto liberamente dalla massa sociale – dice per prima cosa –, ha fino a oggi ricevuto dall’amministrazione comunale parole di soddisfazione per la massima trasparenza, per la serietà e per l’efficienza del servizio svolto verso la cittadinanza». «Socrem – precisa – offre il servizio di cremazione con forni di proprietà, acquistati negli ultimi dieci anni dopo che i due vecchi erano superati tecnologicamente». E «il personale, undici unità, garantisce il servizio al top delle richieste con contratti e contributi sempre onorati alle scadenze».
Ogni anno, rivendica il presidente, la società «si attiva per fornire ai cittadini, attraverso le associazioni, quel sostegno a cui il pubblico non riesce sempre ad arrivare», «provvedere alle costose manutenzioni per far sì che i forni e tutto quanto attiene il servizio sia efficiente» e «le semestrali analisi dei fumi, inviate per legge a chi è destinato al controllo delle emissioni, configurano valori al di sotto delle linee minime».
A questo punto che il presidente risponde direttamente, e a tono, a chi amministra la città: «Mal si comprendono le perentorie e solenni affermazioni di quanti, nel tentativo di fornire plausibili motivazioni all’iniziativa, giudicano oggi “..la veste associativa dell’attuale soggetto convenzionato...inidonea allo svolgimento di un servizio di tal mole”. L’idea mal si comprende, se non in una logica di profitto e di cassa. Al contrario – sostiene – questa Socrem è una realtà che funziona egregiamente, e non solo nei numeri».
Il presidente dice percepire «con non poco rammarico, anche nel dibattito mediatico seguito alla pubblicazione della notizia, toni chiaramente rivolti a insinuare dubbi sulla trasparenza, sulla correttezza e sulla legittimità del nostro operato»: «Avremmo preferito, alla genericità di queste perentorie affermazioni, a proclami e ad accuse più o meno velate di business, un’amministrazione cittadina chiara e diretta nell’indicarci, eventualmente nelle sedi opportune, le questioni ritenute da approfondire nel comune interesse». Lo «avremmo preferito nello spirito di una leale e reciproca collaborazione che ha sempre contraddistinto i rapporti tra Socrem e amministrazione fino a oggi».
«Doversi difendere – chiude il presidente – non è un atteggiamento che ci appartiene, e del resto mai Socrem ne ha avuto necessità; tutto è stato sempre fatto ed è a disposizione di chi, per legge, ha facoltà di accesso. Ciò che “la città tutta deve sapere” è che non intendiamo sottrarci a nessuna istanza di trasparenza e chiarezza, da chiunque provenga». «Con la certezza che proprio nella più che centenaria storia dell’istituzione è racchiusa la forza di una idea e di un servizio che è comunque nostra ferma intenzione – avverte – continuare a portare avanti...».
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