Proteste
Quella strada è anche del Comune
Insieme ad Anas è tra i soggetti che potrebbero essere chiamati a pagare la rimozione dei rifiuti
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LIVORNO. Non solo l’Anas (come scrivevamo ieri) ma anche il Comune potrebbero essere competenti sul tratto privato di via della Padula che passa sotto la Variante dove negli anni è nata una maxi-discarica (con tanto di eternit) che nessuno vuole togliere.
È quanto sta emergendo dalla ricognizione che gli uffici comunali hanno iniziato dopo la denuncia del Tirreno, che ha (ri)portato alla luce questa storia che va avanti almeno dal 2008.
Per gli abitanti della strada - titolari dei diritti reali - e i proprietari delle case che si affacciano sul tratto incriminato sarebbe un sospiro di sollievo. In un primo momento infatti da Palazzo civico era emerso che fossero loro a doversi accollare la rimozione dei rifiuti e il loro smaltimento per una cifra stimata in 130mila euro.
Una beffa amara, dopo il danno subito, visto che oltre ad essere stati costretti a convivere per anni con i rifiuti accumulati da altri, avrebbero potuto pure sostenere i costi per la pulizia, in quanto colpevoli della mancata vigilanza.
Ora che l’istruttoria è stata aperta, emerge che Comune e Anas (quest’ultima proprietaria della soprastante Variante) avrebbero la loro parte di competenza su quei cinquanta metri di sottoponte trasformati in discarica.
Una cosa è certa: ci vorrà tempo per capirlo, 150 giorni. E nel frattempo la discarica resterà lì. Nonostante la presenza di quintali di eternit, in parte sgretolati, abbandonati a pochi metri dalle case.
Da Palazzo civico tuttavia continuano a sostenere che non ci sono alternative a questa procedura: «In base all’articolo 192 del Testo unico dell’ambiente è necessario effettuare un’istruttoria per capire chi sono quei soggetti che, per dolo (hanno gettato i rifiuti materialmente) o per colpa (non hanno vigilato) e saranno tenuti a pagare la rimozione di questi rifiuti».
Tra questi soggetti rientrano i proprietari delle aree - e non è escluso che una parte sia di Anas o del Comune - e i titolari di diritti reali (in caso di strada privata, spesso rientra in questa categoria chi ne ha l’accesso). Una volta terminata l’istruttoria si saprà chi dovrà pagare.
(g.c.)
È quanto sta emergendo dalla ricognizione che gli uffici comunali hanno iniziato dopo la denuncia del Tirreno, che ha (ri)portato alla luce questa storia che va avanti almeno dal 2008.
Per gli abitanti della strada - titolari dei diritti reali - e i proprietari delle case che si affacciano sul tratto incriminato sarebbe un sospiro di sollievo. In un primo momento infatti da Palazzo civico era emerso che fossero loro a doversi accollare la rimozione dei rifiuti e il loro smaltimento per una cifra stimata in 130mila euro.
Una beffa amara, dopo il danno subito, visto che oltre ad essere stati costretti a convivere per anni con i rifiuti accumulati da altri, avrebbero potuto pure sostenere i costi per la pulizia, in quanto colpevoli della mancata vigilanza.
Ora che l’istruttoria è stata aperta, emerge che Comune e Anas (quest’ultima proprietaria della soprastante Variante) avrebbero la loro parte di competenza su quei cinquanta metri di sottoponte trasformati in discarica.
Una cosa è certa: ci vorrà tempo per capirlo, 150 giorni. E nel frattempo la discarica resterà lì. Nonostante la presenza di quintali di eternit, in parte sgretolati, abbandonati a pochi metri dalle case.
Da Palazzo civico tuttavia continuano a sostenere che non ci sono alternative a questa procedura: «In base all’articolo 192 del Testo unico dell’ambiente è necessario effettuare un’istruttoria per capire chi sono quei soggetti che, per dolo (hanno gettato i rifiuti materialmente) o per colpa (non hanno vigilato) e saranno tenuti a pagare la rimozione di questi rifiuti».
Tra questi soggetti rientrano i proprietari delle aree - e non è escluso che una parte sia di Anas o del Comune - e i titolari di diritti reali (in caso di strada privata, spesso rientra in questa categoria chi ne ha l’accesso). Una volta terminata l’istruttoria si saprà chi dovrà pagare.
(g.c.)
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