Il Tirreno

Livorno

Autotrasportatori invadono l’Aurelia per il nuovo contratto

Autotrasportatori invadono l’Aurelia per il nuovo contratto

I sindacati: settore precarizzato dal Jobs Act, servono tutele A Livorno lo sciopero ha coinvolto circa mille lavoratori

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LIVORNO . Scrivono che «la misura è colma» e urlano sventolando le bandiere del sindacato per dire che «adesso basta». Erano decine, ieri mattina, gli autotrasportatori che con i loro mezzi hanno partecipato al primo dei due giorni di sciopero indetti da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti-Uil per il rinnovo del contratto nazionale.

«Sono trascorsi 22 mesi – spiegano dalla Cgil – dall’inizio delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale “Logistica, Trasporto Merci e Spedizione” e, da parte loro, i sindacati hanno sempre tenuto fermo l’obiettivo di tenere unita la filiera della logistica, per scongiurare la frammentazione del settore, evitare l’inasprimento del conflitto tra i lavoratori più deboli e il dumping contrattuale».

Ma la trattativa – illustrano le segreterie – «seppur complessa, fino alla ripresa di settembre 2017, presentava degli avanzamenti che facevano sperare in una conclusione positiva dei negoziati, ma alla richiesta delle tre segreterie nazionali di adeguamenti retributivi congrui e garanzie di continuità lavorativa nei cambi appalto – autentica spina nel fianco dei lavoratori della logistica – la trattativa è arrivata al punto di rottura».

Lo sciopero, sul territorio, ha coinvolto circa trenta aziende per oltre mille lavoratori. «Riteniamo inaccettabile la proposta di introduzione di ulteriori elementi di flessibilità, organizzativa e salariale», sottolineano le segreterie territoriali delle categorie: «Già il Jobs Act – affermano – ha operato un’azione precarizzante su tutto il mondo del lavoro, ancor di più nel comparto delle spedizioni merci e della logistica».

Per un territorio come quello di Livorno il tema è ancora più sentito. «Siamo sempre in prima linea per la difesa dei lavoratori del territorio – proseguono le segreterie – che, in linea con il quadro nazionale, sono spesso in conflitto con le aziende per difendere i propri diritti e i livelli salariali, non ultima si ricorda la vertenza Autosped, apertasi all’indomani dell’alluvione e per la quale, a oggi, la trattativa sembra essere andata a buon fine».

Ieri erano in programma presidi anche presso Terminal Darsena Toscana, varco Valessini, varco Galvani, interporto Amerigo Vespucci, Stazione marittima, oltre alla rotatoria tra via Firenze e via Pian di Rota dove si sono concentrati il maggior numero di mezzi.

Per il terzo giorno di sciopero per il “No delivery day”, l’appello ai consumatori da parte degli autotrasportatori è di non richiedere consegne per 24 ore.

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