Gioco
I 5 Stelle vogliono mandare a gara il servizio di cremazione
In una mozione i consiglieri comunali puntano il dito contro la vecchia convenzione con Socrem. "A fronte del costo del servizio per l’utente di 500 euro, viene riconosciuta al Comune un’entrata di 15 euro". Proprio pochi giorni fa il sindaco ha ripreso nelle sue mani la delega ai cimiteri
Una spia si è accesa pochi giorni fa in consiglio comunale, quando il sindaco ha fatto sapere di essersi ripreso la delega ai cimiteri perché «stiamo facendo alcune indagini» e «abbiamo aperto un’istruttoria». Cosa voleva dire Filippo Nogarin? Una strada la traccia oggi una mozione che è stata depositata dai 5 Stelle (primo firmatario il capogruppo Marco Galigani) sull’affidamento del servizio di cremazione. In sostanza nell’atto viene chiesto di arrivare alla «revoca della convenzione in essere» con Socrem e di avviare gli approfondimenti necessari per «indire una gara di evidenza pubblica per il conferimento del servizio di cremazione».
Il servizio di cremazione delle salme, è la premessa dei consiglieri, «a Livorno è affidato a Socrem, ente morale senza scopo di lucro, in virtù della convenzione del 25 novembre 1999 a tempo indeterminato e senza alcuna previsione di scadenza», fatta salva «la facoltà del Comune di revocare la concessione in qualsiasi momento per superiori ragioni di interesse pubblico».
Nel marzo 2001 - si legge ancora - è entrata in vigore la legge 130, recante "disposizioni in materia di cremazione e dispersione delle ceneri", con cui si prevede che "la gestione dei crematori spetta ai comuni, che la esercitano attraverso una delle forme previste dall’articolo 113 del Testo unico" e che "agli oneri connessi alla realizzazione e alla gestione dei crematori si provvede anche con i proventi derivanti dalle tariffe". In sostanza per i firmatari della mozione quello di cremazione è «un servizio a rilevanza economica» e «tutte le concessioni di gestione di servizi pubblici locali di rilevanza economica rilasciate con procedure diverse dall’evidenza pubblica perdono efficacia per legge». «La veste associativa dell’attuale soggetto convenzionato - secondo i firmatari - appare inidonea allo svolgimento di un servizio di tale mole». È a questo punto che nell’atto viene messo in evidenza che «a fronte del costo del servizio per l’utente di circa 500 euro a cremazione, viene riconosciuta al Comune un’entrata di 15 euro» e che «ad oggi il Comune riceve circa 120.000 euro all’anno a questo titolo». L’attività, c’è scritto da ultimo nella mozione, «viene svolta in una posizione di monopolio su un territorio molto esteso che comprende anche la provincia di Pisa e Grosseto» e «si ritiene opportuno valutare un nuovo affidamento del servizio».
Nell’atto della maggioranza viene chiesto anche di mettere mano alla gestione delle lampade votive e ad altri servizi cimiteriali in scadenza. (j.g.)
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