La protesta
Michele, da fabbro a film-maker
A 50 anni il livornese Fabbrini corona il suo sogno: realizzare documentari tv con Licia Colò
LIVORNO Dalla bottega di fabbro del padre a film-maker per la regina dei documentari, Licia Colò. Michele Fabbrini, livornese, classe 1968, alla soglia dei cinquant’anni ha realizzato il sogno di una vita, con determinazione e caparbietà. Figlio di un artigiano specializzato in serrature, cinque anni fa, ha deciso che doveva appendere martelli e chiodi al muro per inseguire la sua passione: realizzare reportage di viaggio a carattere antropologico.
Un’ossessione che lo ha perseguitato fin da bambino, quando ereditò dal nonno Guido un’attrezzatura per girare in Super8. I video hanno sempre accompagnato la sua vita, prima i cartoni animati realizzati per gioco, poi i cortometraggi (tra cui anche un piccolo “cult”, “Il giorno in cui uccisi Babbo Natale” diretto con Federico Fini ed interpretato dal compianto Carlo Monni); finché i suoi filmati non sbarcano a “Geo&Geo”, su Rai3. «In realtà, erano filmini delle vacanze», racconta Michele con una modestia disarmante, “Grazie ad uno di questi prodotti amatoriali, ho conosciuto Licia Colò - prosegue - Era il 2012, la sua casa di produzione lanciò un concorso. Io che avevo moltissimo materiale, cominciai a mandare video su video, fin quando Alessandro Antonino (marito di Licia Colò) della ‘Grey Out’, mi acquistò 3 prodotti pronti per la messa in onda, scritti in collaborazione con mia moglie, Francesca Gimignani".
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Subito dopo, la svolta: Antonino, gli chiede se vuole iniziare a collaborare con la sua casa di produzione come operatore/montatore in giro per il mondo. Così, Michele parte alla conquista dell’Europa realizzando decine di viaggi filmati da Portogallo, Danimarca, Polonia. Antonino, colpito dall’abilità e della velocità di Michele, gli offre poi di entrare nel pool dei suoi registi personali (sono tre, subentrati dopo la scomparsa del collaboratore storico Paolo Laici), per la rubrica dei “Viaggi di Alessandro Antonino”, il momento di punta del programma di Licia: per Michele arrivano così spedizioni in Malesia, alle Seychelles, in Lapponia (solo per citare alcuni scali), dove realizza servizi mozzafiato.
Per questo, dopo migliaia di chilometri percorsi, Michele ha proposto alla redazione del “Mondo insieme” di filmare la sua “Livorno”. E il suo documentario sulla nostra città (le riprese si sono concluse ad agosto) aprirà la prima puntata della nuova serie del programma della Colò, domani alle 15.15 su Tv2000. «Il mio rapporto con Livorno è di amore-odio: la odio quando sono qui, mi manca quando non ci sono. E’ una città strana, un po’ cialtrona, ma abitata da grandi professionisti, come Claudio Ceccarini ad esempio, che mi ha aiutato per le riprese col drone». Nei 15 minuti del lavoro di Michele si vede una Livorno meravigliosa immortalata appena prima dell’alluvione, con scenari inediti e mozzafiato, dalla casa di Modigliani a Montenero: «Sono molto soddisfatto del mio reportage. Spero piaccia ai miei concittadini. L’ho realizzato col cuore».
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