La protesta
Un arsenale in cantina cento bombe e tritolo
di Gianni Tacchi
Anche lanciarazzi in una villa di Castell’Anselmo: 55enne nei guai
3 MINUTI DI LETTURA
CASTELL’ANSELMO. Una minima disattenzione e quella passione per le armi da guerra avrebbe potuto distruggere tutta Castell’Anselmo. Nella cantina della villetta di un uomo di 55 anni, infatti, c’era un vero e proprio arsenale della Seconda guerra mondiale, una polveriera a rischio esplosione alla quale potevano accedere anche la moglie e i due figli, entrambi minorenni. Dentro, in seguito alla segnalazione dei vicini di casa per l’improvvisa fuoriuscita di fumo bianco, sono stati rinvenuti e sequestrati tre chili di tritolo, un centinaio di bombe tra mine antiuomo e anticarro, alcuni lanciarazzi, undici fucili, cinque pistole e diverse mitragliatrici. Poi 250 munizioni da guerra e proiettili da mortaio, senza dimenticare le uniformi e gli elmetti a completare quella che sembrava un’armeria degli anni ’40. E sono ancora in corso, a una settimana di distanza dalla scoperta dell’arsenale da parte dei carabinieri, le operazioni di bonifica degli artificieri di Piacenza, che hanno già fatto brillare alcuni ordigni.
Claudio Mattolini, dj e organizzatore di eventi in tutta la Toscana con musicisti e comici, è stato arrestato con l’accusa di detenzione illegale di armi da guerra: portato inizialmente nel carcere delle Sughere, dopo l’udienza di convalida è finito ai domiciliari in un’altra abitazione, visto che nella sua villetta a schiera di via del Poderino continuano i sopralluoghi e gli interventi degli artificieri. Il colligiano, con alcuni precedenti di polizia risalenti a diversi anni fa e non legati alle armi da guerra, si è difeso dicendo ai carabinieri di essere un collezionista, ma non aveva alcun tipo di autorizzazione e la sua richiesta per ottenere la licenza di porto d’armi era stata respinta.
«Tutto era perfettamente funzionante e pronto all’uso - ha sottolineato Guglielmo Palazzetti, il comandante della compagnia dei carabinieri - abbiamo trovato anche fucili molto rari, tanto che la catalogazione dell’armamento non è delle più semplici e per questo servirà ancora un po’ di tempo. Si tratta sicuramente di una collezione iniziata tanto tempo fa, con il 55enne che puliva spesso le armi con oli e prodotti particolari. Adesso stiamo facendo ulteriori accertamenti per capire la provenienza delle bombe, dei fucili e delle pistole, tutto comprato molto probabilmente su qualche sito internet specializzato». In rete ci sono infatti portali alternativi rispetto ai classici motori di ricerca, contenuti che fanno parte del cosiddetto deep web, «ma non vanno neanche esclusi gli scambi tra collezionisti del settore».
Sono stati i carabinieri della stazione di Collesalvetti, insieme ai vigili del fuoco, a intervenire lo scorso mercoledì 18 nella villetta di Castell’Anselmo. Insospettiti dalla spiegazione confusa di Mattolini sul fumo uscito dal seminterrato, hanno ispezionato l’abitazione e trovato quella polveriera, entrando poi nella cantina con gli artificieri del secondo reggimento del Genio pontieri di Piacenza. L’arsenale da guerra è stato messo subito in sicurezza e per la villetta è scattato il sequestro: sulle porte ci sono alcuni cartelli con la scritta “Area interdetta, non oltrepassare. Pericolo”, attaccati con il nastro segnaletico bianco e rosso, mentre all’interno continuano le operazioni di bonifica.
Claudio Mattolini, dj e organizzatore di eventi in tutta la Toscana con musicisti e comici, è stato arrestato con l’accusa di detenzione illegale di armi da guerra: portato inizialmente nel carcere delle Sughere, dopo l’udienza di convalida è finito ai domiciliari in un’altra abitazione, visto che nella sua villetta a schiera di via del Poderino continuano i sopralluoghi e gli interventi degli artificieri. Il colligiano, con alcuni precedenti di polizia risalenti a diversi anni fa e non legati alle armi da guerra, si è difeso dicendo ai carabinieri di essere un collezionista, ma non aveva alcun tipo di autorizzazione e la sua richiesta per ottenere la licenza di porto d’armi era stata respinta.
«Tutto era perfettamente funzionante e pronto all’uso - ha sottolineato Guglielmo Palazzetti, il comandante della compagnia dei carabinieri - abbiamo trovato anche fucili molto rari, tanto che la catalogazione dell’armamento non è delle più semplici e per questo servirà ancora un po’ di tempo. Si tratta sicuramente di una collezione iniziata tanto tempo fa, con il 55enne che puliva spesso le armi con oli e prodotti particolari. Adesso stiamo facendo ulteriori accertamenti per capire la provenienza delle bombe, dei fucili e delle pistole, tutto comprato molto probabilmente su qualche sito internet specializzato». In rete ci sono infatti portali alternativi rispetto ai classici motori di ricerca, contenuti che fanno parte del cosiddetto deep web, «ma non vanno neanche esclusi gli scambi tra collezionisti del settore».
Sono stati i carabinieri della stazione di Collesalvetti, insieme ai vigili del fuoco, a intervenire lo scorso mercoledì 18 nella villetta di Castell’Anselmo. Insospettiti dalla spiegazione confusa di Mattolini sul fumo uscito dal seminterrato, hanno ispezionato l’abitazione e trovato quella polveriera, entrando poi nella cantina con gli artificieri del secondo reggimento del Genio pontieri di Piacenza. L’arsenale da guerra è stato messo subito in sicurezza e per la villetta è scattato il sequestro: sulle porte ci sono alcuni cartelli con la scritta “Area interdetta, non oltrepassare. Pericolo”, attaccati con il nastro segnaletico bianco e rosso, mentre all’interno continuano le operazioni di bonifica.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google