Gioco
in commissione la Bozza del nuovo piano strutturale
Sarà un Prg senza espansione «Alt al consumo di nuove aree»
LIVORNO. Prima puntata ieri in commissione della due giorni non stop per l’illustrazione al consiglio comunale della bozza del nuovo piano strutturale. L’idea che sostanzia il lavoro è quello di una...
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LIVORNO. Prima puntata ieri in commissione della due giorni non stop per l’illustrazione al consiglio comunale della bozza del nuovo piano strutturale. L’idea che sostanzia il lavoro è quello di una città che sia compatta e non abbia velleità di ulteriori espansioni, all’interno della quale ci si possa spostare facilmente e in modo sostenibile, secondo l’assessore Alessandro Aurigi.
«Per come lo abbiamo impostato, possiamo definirlo come il “piano del cambiamento”», ha tenuto a sottolineare l’assessore all’urbanistica della giunta Nogarin che ha posto l’accento sulla tutela dell’ambiente e del territorio come cardini del nuovo piano. Il dogma è cessare l’espansione edilizia, e cominciare a ripensare il già costruito. Un’inversione di rotta che punta su nuovi asset strategici, creando una gestione che si basi su rigenerazione urbana, allo sviluppo della green economy, e a tutto ciò che tende ad arricchire e migliorare il patrimonio edilizio esistente anche con un cambio di funzioni.
«Non solo perché è il primo piano che viene portato avanti da questa amministrazione dopo il cambiamento di guida politica della città – ha aggiunto Aurigi – ma è un cambiamento che si sintonizza sul cambiamento dei nostri tempi sulla gestione del territorio».
Un «cambio epocale del paradigma» per la gestione urbanistica della città – è stato detto – che l’M5s vuole «fortemente introdurre»: un cambiamento sostanziale rispetto a ciò che è avvenuto dal dopoguerra ad oggi, con scelte politiche che sono state espansionistiche nello sviluppo della città. «Specie negli ultimi trent’anni – ha rilevato l’assessore – c’è stata un’espansione spropositata delle costruzioni senza un corrispondente aumento della popolazione».
Al grido di “finché gira la mestola gira l’economia” , sono state scelte che hanno riguardato tutto il Paese e che hanno creato non pochi problemi, anche di carattere ambientale, «come abbiamo visto ultimamente», dice Aurigi.
Un cambiamento di approccio rispetto a quelle politiche che per Aurigi massimizzano i profitti, soprattutto per i privati, minimizzando il rischio per le amministrazioni: «È più facile cannibalizzare nuovo terreno sottraendo valore alla natura, piuttosto che adottare politiche di gestione di ciò che è già costruito». Con il piano strutturale a Cinquestelle si va nella direzione opposta, dunque, puntando – è stato ribadito – «su scelte politiche più difficili ma che danno benefici per la collettività nel suo complesso soprattutto nel lungo periodo».
È un comportamento virtuoso che l’amministrazione vuole perseguire, anche per intercettare il turismo. Fotografare la città esistente («il limite della città urbanizzata è quella che abbiamo sotto gli occhi») e definire un perimetro all’interno del quale è possibile fare determinate cose e all’esterno del quale ciò non è possibile.
Altro punto cardine è la riduzione al minimo delle “Utoe” (unità territoriali organiche elementari), che sono state quasi dimezzate passando da 40 a 23. Nel piano inoltre sono state individuate le aree di rigenerazione e riqualificazione urbana: un’area sud della città, questa da arricchire per lo sviluppo dell’attività turistica, sia crocieristica, balneare, fieristica, sportiva, e l’area nord, ovvero tutto quell’ambito fisicamente vicino al centro delimitato dalla ferrovia e dalla variante, ma che si ritiene oggi possa essere valorizzato e rigenerato, finalizzato a introdurre nuove funzioni.
Nella seconda parte è intervenuto l’architetto progettista Augusto Cagnardi che ha illustrato attraverso varie tavole i contenuti generali del piano, confermando che la nozione di non occupare altre aree e mantenere campagne ordinate attorno alle città è una convinzione molto diffusa in molte realtà.
Enrico Paradisi
«Per come lo abbiamo impostato, possiamo definirlo come il “piano del cambiamento”», ha tenuto a sottolineare l’assessore all’urbanistica della giunta Nogarin che ha posto l’accento sulla tutela dell’ambiente e del territorio come cardini del nuovo piano. Il dogma è cessare l’espansione edilizia, e cominciare a ripensare il già costruito. Un’inversione di rotta che punta su nuovi asset strategici, creando una gestione che si basi su rigenerazione urbana, allo sviluppo della green economy, e a tutto ciò che tende ad arricchire e migliorare il patrimonio edilizio esistente anche con un cambio di funzioni.
«Non solo perché è il primo piano che viene portato avanti da questa amministrazione dopo il cambiamento di guida politica della città – ha aggiunto Aurigi – ma è un cambiamento che si sintonizza sul cambiamento dei nostri tempi sulla gestione del territorio».
Un «cambio epocale del paradigma» per la gestione urbanistica della città – è stato detto – che l’M5s vuole «fortemente introdurre»: un cambiamento sostanziale rispetto a ciò che è avvenuto dal dopoguerra ad oggi, con scelte politiche che sono state espansionistiche nello sviluppo della città. «Specie negli ultimi trent’anni – ha rilevato l’assessore – c’è stata un’espansione spropositata delle costruzioni senza un corrispondente aumento della popolazione».
Al grido di “finché gira la mestola gira l’economia” , sono state scelte che hanno riguardato tutto il Paese e che hanno creato non pochi problemi, anche di carattere ambientale, «come abbiamo visto ultimamente», dice Aurigi.
Un cambiamento di approccio rispetto a quelle politiche che per Aurigi massimizzano i profitti, soprattutto per i privati, minimizzando il rischio per le amministrazioni: «È più facile cannibalizzare nuovo terreno sottraendo valore alla natura, piuttosto che adottare politiche di gestione di ciò che è già costruito». Con il piano strutturale a Cinquestelle si va nella direzione opposta, dunque, puntando – è stato ribadito – «su scelte politiche più difficili ma che danno benefici per la collettività nel suo complesso soprattutto nel lungo periodo».
È un comportamento virtuoso che l’amministrazione vuole perseguire, anche per intercettare il turismo. Fotografare la città esistente («il limite della città urbanizzata è quella che abbiamo sotto gli occhi») e definire un perimetro all’interno del quale è possibile fare determinate cose e all’esterno del quale ciò non è possibile.
Altro punto cardine è la riduzione al minimo delle “Utoe” (unità territoriali organiche elementari), che sono state quasi dimezzate passando da 40 a 23. Nel piano inoltre sono state individuate le aree di rigenerazione e riqualificazione urbana: un’area sud della città, questa da arricchire per lo sviluppo dell’attività turistica, sia crocieristica, balneare, fieristica, sportiva, e l’area nord, ovvero tutto quell’ambito fisicamente vicino al centro delimitato dalla ferrovia e dalla variante, ma che si ritiene oggi possa essere valorizzato e rigenerato, finalizzato a introdurre nuove funzioni.
Nella seconda parte è intervenuto l’architetto progettista Augusto Cagnardi che ha illustrato attraverso varie tavole i contenuti generali del piano, confermando che la nozione di non occupare altre aree e mantenere campagne ordinate attorno alle città è una convinzione molto diffusa in molte realtà.
Enrico Paradisi
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