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Il nipote di Ciampi: «Così Livorno rischia di fare una figuraccia»
Livorno, dopo lo stop all’intitolazione della Rotonda all’ex presidente sia Firenze che Piombino gli dedicheranno una strada
LIVORNO. «Quel che dispiace è soprattutto una cosa: queste persone sono lì a rappresentarci ma la brutta figura la fanno fare a tutta la città». Paolo Ciampi, nipote dell’ex presidente della Repubblica ed ex premier Carlo Azeglio, non nasconde l’amarezza parlando del valzer sull’intitolazione della Rotonda all’illustre parente: al cronista di Tiscali.it confessa che «nessuno è profeta in patria, nemmeno mio zio». Ma, in linea con l’affetto che Carlo Azeglio Ciampi mostrava per Livorno in ogni occasione, insiste soprattutto su un aspetto: lo preoccupa che tutto questo pandemonio possa far passar male Livorno e i livornesi («questi signori dovranno renderne conto alla storia, invece forse non ne sono neanche consapevoli per un eccesso di superficialità»).
Paolo Ciampi ricorda che «mio zio non è mai stato un politico e quel che ha fatto l’ha fatto non perché inseguisse la brama della carriera politica bensì perché gli hanno affidato incarichi: non li ha chiesti lui, è stato chiamato a servire le istituzioni ora in questo e ora in quel ruolo». Parlando dell’amore che Carlo Azeglio nutriva per la “sua” Livorno, tiene a ricordare due fotogrammi: il fatto che a Livorno ha iniziato le proprie visite da Capo dello Stato («toccando poi una dopo l’altra tutte le province») e a Livorno l’ultima prima di lasciare il Quirinale. «Aveva chiesto – aggiunge – di essere tumulato nella cappella di famiglia nel cimitero della Misericordia e, nel giorno del funerale, con mio cugino abbiamo chiesto alle forze dell’ordine il permesso di far fare al feretro il giro della città. No, nessuno può smentire il legame che mio zio aveva con la città».
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Ma c’è un ulteriore paradosso: dopo l’annuncio del sindaco di Firenze Dario Nardella (che ha messo in cantiere l’intitolazione di una piazza all’ex premier), ecco che ieri anche il sindaco di Piombino Massimo Giuliani ha segnalato l’intenzione di dedicare una strada o una piazza allo statista livornese diventato uno dei presidenti della Repubblica più stimati dalla popolazione, insieme a Pertini. «Ci ritroveremo a fare i conti – dice Paolo Ciampi – con qualcosa di davvero singolare: le alotre città intitoleranno a mio zio una via, una piazza o comunque un luogo simbolico, mentre proprio la “sua” Livorno si ritroverà ad aver dubitato dell’opportunità di rendergli questo onore».
Andrea Raspanti e Giovanna Cepparelloi, consiglieri comunali di Futuro, dicono al sindaco che se intitolerà a Ciampi la Rotonda «potrà contare sul nostro appoggio e sul nostro voto». «Siamo in un paese laico e pluralista, Ciampi ha interpretato il suo ruolo sulla scena pubblica corentemente con le sue convinzioni. Non è necessario condividere tutte le sue decisioni per apprezzarne il senso delle istituzioni democratiche».
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