Il Tirreno

Livorno

Villa Mimbelli, partito il restauro che le restituirà lo splendore

di Roberto Riu
Villa Mimbelli, partito il restauro che le restituirà lo splendore

Livorno, nel ’94 l’inaugurazione del museo, nell’ultimo decennio un crescente degrado delle facciate. È previsto che il cantiere resti in funzione per nove mesi.

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LIVORNO. Villa Mimbelli si fa bella:  partiti i lavori di restauro conservativo delle facciate e degli infissi della prestigiosa dimora signorile livornese che dal 1994 è sede del Museo civico Fattori. A quell’epoca risale il precedente restauro a cui seguì appunto la destinazione a polo espositivo dell’edificio che fu ufficialmente aperto al pubblico con l’inaugurazione della mostra “I postmacchiaioli” avvenuta il 7 luglio di 23 anni fa. Da una decina d’anni villa Mimbelli ha cominciato però ad accusare un crescente degrado con la necessità di transennare l’intero suo perimetro per la caduta di frammenti d’intonaco, mentre sulle quattro facciate comparivano ampie scrostature che non rendevano giustizia allo splendore complessivo dell’edificio ed all’importanza del suo contenuto di opere d’arte.

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L’ intervento è stato approvato dalla giunta comunale il 5 dicembre scorso nell’ambito del Programma triennale dei lavori pubblici 2016-2018 prevedendo un costo di 350mila euro finanziato attraverso la Cassa Depositi e Prestiti.

Entrando nel dettaglio i lavori consisteranno nel restyling delle facciate caratterizzate da tre ordini sovrapposti ed ornate da mascheroni e decorazioni floreali con particolare attenzione ai prospetti maggiormente esposti ai venti marini ed a quegli elementi decorativi con degrado più marcato (cornici, lesene, etc.) . Come pure saranno oggetto di ricostruzione alcune parti delle balaustre dei balconi laddove i colonnini risultano talora estremamente danneggiati o addirittura mancanti. Seguirà un’opera di demolizione degli intonaci e dei decori in fase di distacco per poi avviare il lavaggio delle facciate con appositi prodotti allo scopo di eliminare i residui salini.

Le fasi conclusive vedranno infine il restauro vero e proprio delle facciate e dei suoi elementi decorativi che comprenderà anche l’iniezione in profondità di malte consolidanti dove si evidenziano fratture e sollevamenti dell’intonaco per poi procedere infine alla tinteggiatura ed alla ricollocazione degli infissi esterni in legno anch’essi opportunamente ripristinati. Nel complesso la durata dei lavori è prevista in 270 giorni.

Affacciata sull’area di un vasto parco la villa fu innalzata nel 1865 su progetto dell’architetto modenese Vincenzo Micheli (autore anche di villa Fabbricotti) per volere di Enrichetta Rodocanacchi e di Francesco Mimbelli, esponente di una facoltosa famiglia di imprenditori di origine dalmata (ma inizialmente di cittadinanza russa), attiva nel commercio del grano, nelle assicurazioni ed in campo armatoriale. Negli interni, fastosi e riccamente decorati, spiccano, fra l’altro, lo splendido scalone monumentale, la Sala moresca e la Sala degli Specchi sovente utilizzata per ospitare iniziative culturali.
 

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