Gioco
Il sindaco: due piani ben distinti e ora apro una fase di ascolto
LIVORNO. «Credo che vadano tenuti ben distinti due piani: da un lato, quello politico e, dall’altro, quello istituzionale. Penso che non si debba mescolare impropriamente». Il sindaco Filippo Nogarin...
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LIVORNO. «Credo che vadano tenuti ben distinti due piani: da un lato, quello politico e, dall’altro, quello istituzionale. Penso che non si debba mescolare impropriamente». Il sindaco Filippo Nogarin parte da qui per sottolineare i motivi che l’hanno portato a decidere di mettere nel freezer la scelta di intitolare a Carlo Azeglio Ciampi la Rotonda di Ardenza.
Sul piano politico, Nogarin non fa mistero che «possono trovarmi d’accordo alcune delle critiche che sono state fatte alle scelte di Ciampi quando era ai vertici del governo». Ma altra cosa – rincara – è il piano istituzionale: «Stiamo parlando di una figura di alto livello, non del fatto se siamo o no d’accordo con tutto quel che ha fatto».
La sospensione, in realtà, almeno fino al pomeriggio di ieri, era un annuncio, un orientamento, una intenzione: l’atto non c’era ancora ma da Palazzo Civico il primo cittadino confermava la volontà di procedere in quella direzione.
«Voglio sentire cosa dice il consiglio, voglio aprire una fase di grande ascolto: e quando dico “ascolto”, – avverte il sindaco – non parlo di un passaggino in fretta e furia tanto per sbrigare una formalità: mi interessa capire, poi questa è una competenza che spetta alla giunta. Ma bisogna ascoltare per decidere».
Risulta che nel testo della delibera-bis in fase di ultimazione – in arrivo a una decina di giorni dalla precedente – si intenda ribadire come nel consiglio di giovedì scorso sia emersa da un significativo numero di consiglieri questo bisogno di approfondire la discussione. «Tutto qui, la sospensione serve a questo», dice il sindaco.
Sul piano politico, Nogarin non fa mistero che «possono trovarmi d’accordo alcune delle critiche che sono state fatte alle scelte di Ciampi quando era ai vertici del governo». Ma altra cosa – rincara – è il piano istituzionale: «Stiamo parlando di una figura di alto livello, non del fatto se siamo o no d’accordo con tutto quel che ha fatto».
La sospensione, in realtà, almeno fino al pomeriggio di ieri, era un annuncio, un orientamento, una intenzione: l’atto non c’era ancora ma da Palazzo Civico il primo cittadino confermava la volontà di procedere in quella direzione.
«Voglio sentire cosa dice il consiglio, voglio aprire una fase di grande ascolto: e quando dico “ascolto”, – avverte il sindaco – non parlo di un passaggino in fretta e furia tanto per sbrigare una formalità: mi interessa capire, poi questa è una competenza che spetta alla giunta. Ma bisogna ascoltare per decidere».
Risulta che nel testo della delibera-bis in fase di ultimazione – in arrivo a una decina di giorni dalla precedente – si intenda ribadire come nel consiglio di giovedì scorso sia emersa da un significativo numero di consiglieri questo bisogno di approfondire la discussione. «Tutto qui, la sospensione serve a questo», dice il sindaco.
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