Gioco
Dietrofront di Nogarin sulla Rotonda Ciampi: «Intitolazione sospesa»
Livorno, palazzo Civico preannuncia che congela la scelta di onorare l’ex capo dello Stato Intanto arriva la contro-delibera: promossa da chi tiene in piedi la maggioranza
LIVORNO. Nella tragicommedia sull’intitolazione della Rotonda di Ardenza a Carlo Azeglio Ciampi la settimana si apre sotto il segno del dietrofront. Da un lato, dagli uffici del sindaco Filippo Nogarin: filtra l’idea di una delibera di giunta che ha come oggetto la sospensione della delibera n. 587 approvata dieci giorni prima dalla stessa giunta (anche se in quel caso Nogarin era assente e la seduta era presieduta dalla vicesindaca Stella Sorgente). Non è ancora un atto vero e proprio, è «un orientamento» (così lo definiscono a Palazzo Civico), ma viene dato pressoché per acquisito: non fosse altro perché sarebbe singolare che il sindaco a questo punto facesse il dietrofront del dietrofront. Il motivo? Dar modo al consiglio di discutere.
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Dall’altro, dal fronte anti-intitolazione: nella mattinata di ieri è stata depositata la contro-delibera che invece la delibera sulla dedica della Rotonda a Ciampi vuol cancellarla proprio. A metterla nero su bianco è stato Edoardo Marchetti (fuoriuscito sì dal gruppo consiliare M5s rimanendo però in maggioranza a appoggiare la giunta Nogarin), ricevendo comunque la firma anche di dodici consiglieri del Movimento Cinque Stelle (su 15) e da due esponenti del gruppo consiliare Livorno Libera, anch’essi ex pentastellati dissidenti.
Proprio guardando chi sono i protagonisti di questa doppia mossa anti-Ciampi balza agli occhi che stiamo parlando di una vicenda che sembra tutta interna alle logiche dell’arcipelago del M5s, comprese le differenti anime: che si tratti di consiglieri doc, di fronda esterna o di dissidenti spesso in scontro aperto con i propri ex amici. È solo apparentemente una questione minore: certo, non sono in ballo problemi che valgono una legislatura come una maxi-variante urbanistica di piano regolatore o l’identikit del futuro ospedale, manon c’è niente di meglio delle questioni di identità e cultura politica che si può esercitare un fuoco incrociato di mosse e contromosse per mandarsi messaggi e schiaffi in vista di quel che sarà: a cominciare dal fatto che, con le elezioni politiche ormai alle porte, torna la voglia di strizzar l’occhio alla “pancia” del proprio elettorato di riferimento.
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Del resto, è la prima volta che l’operato del sindaco Nogarin – diventato a livello nazionale un simbolo dello stile di governo locale del Movimento Cinque Stelle – viene contestato in maniera tanto plateale proprio dai suoi. Nessuno può immaginare che su una bega toponomastica possa cadere una giunta, ma non poteva essere più chiaro il “messaggio in bottiglia” che ha come destinatario il sindaco. La sospensione viene motivata con l’esigenza di aprire «una fase di ascolto profondo», come ha detto Nogarin. Insomma, le scelte sulla toponomastica restano prerogativa della giunta ma il sindaco si è reso conto che la cosa era andata di traverso a numerosi consiglieri. Non solo: quei consiglieri sono quelli che gli tengono in piedi la maggioranza...
Il primo cittadino ha sentito suonare la sirena dell’allarme anti-aereo: basti dire che a lanciare la contro-delibera è stato proprio il consigliere che è fuoriuscito dal gruppo ma non dalla maggioranza. Quello cioè che, ammesso che non arrivino soccorsi esterni o appoggi temporanei, garantisce l’esistenza in vita della maggioranza di Nogarin, visto che adesso l’amministrazione M5s ha ancora la maggioranza solo se, fra i 33 voti in aula consiliare, ai 15 consiglieri pentastellati si aggiungono il voto del sindaco e quello, appunto, del fuoriuscito Marchetti.
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