Gioco
«Farò un pullman con De Luca con lui Livorno è salita in Europa»
di Giulio Corsi
LIVORNO. «Il 9 dicembre salirò con un pullman pieno di giovani da Montecorvino Pugliano. Porteremo anche Vincenzo De Luca, il presidente della Regione Campania, con il quale nei 13 anni in cui ho...
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Il 9 dicembre salirò con un pullman pieno di giovani da Montecorvino Pugliano. Porteremo anche Vincenzo De Luca, il presidente della Regione Campania, con il quale nei 13 anni in cui ho avuto l’onore di essere sindaco di Livorno ci accomunava un sentimento di ammirazione verso Carlo Azeglio Ciampi». Gianfranco Lamberti è stato uno dei primi a firmare la petizione di Giuseppe Mancini per intitolare la Rotonda al Presidente. «Quando ho letto sul Tirreno della decisione della giunta, entusiasta ho subito telefonato a Beppino per congratularmi. Ora leggo cose incredibili: Nogarin ha il dovere morale e politico di metterci tutto se stesso per portare avanti questa intitolazione, non può giocare a scaricabarile. Lo dico in termini positivi, alla Ciampi, non potendo pensare che questo evento non ci sarà».
«Anche quando era presidente della Repubblica, esisteva in città una certa anima politica critica nei suoi confronti - ricorda Lamberti -, ma oggi chi fa certe affermazioni, non ha conosciuto Ciampi, uno che non ha mai piegato la testa davanti a nulla, anche all’Europa, che infatti lo rispettava». Lamberti racconta un aneddoto: «Eravamo alla Terrazza e Ciampi mi evidenziava tutta la sua critica verso le modalità di inserimento nell’euro e la necessità di rivederle. In mezzo a migliaia di livornesi che lo abbracciavano, quei dialoghi erano il segno plastico di una Livorno inserita in Italia e in Europa in modo tutt’altro che passivo».
«È stato un livornese autentico in tutte le sfumature dell’essere, che senza nessuna esagerazione ha dato lustro alla città - ricorda Lamberti -. Quando è diventato presidente del Consiglio e poi della Repubblica ha vissuto le vicende di Livorno con una presenza misurata ma costante. Durante la crisi e il fallimento del cantiere, l’attenzione di Ciampi alla nostra situazione non si basava su raccomandazioni ma su indirizzi su come uscirne con una visione del futuro moderna e industriale. Gli presentammo il progetto di riqualificazione e rilancio del cantiere in sala consiliare col governatore Martini, esponenti del governo e parlamento, l’ingegner Vitelli. E Ciampi, misurato, ci disse che avrebbe voluto vedere le scadenze e verificare se le avremmo rispettate».
L’evento simbolo di quegli anni fu l’inaugurazione del Goldoni: «Mi raccontava la sua emozione, ricordando quando al liceo là vicino sentiva le musiche degli orchestrali al Goldoni, e la gioia per aver strappato il teatro all’abbandono. Il presidente è stato il simbolo straordinario di un percorso storico e culturale di una Livorno eccezionale, di cui Ciampi stesso era protagonista in termini umani oltrechè istituzionali. Per questo porterò i giovani dal sud: per raccogliere il suo messaggio di serietà, passione, rigore e visione europea».
«Anche quando era presidente della Repubblica, esisteva in città una certa anima politica critica nei suoi confronti - ricorda Lamberti -, ma oggi chi fa certe affermazioni, non ha conosciuto Ciampi, uno che non ha mai piegato la testa davanti a nulla, anche all’Europa, che infatti lo rispettava». Lamberti racconta un aneddoto: «Eravamo alla Terrazza e Ciampi mi evidenziava tutta la sua critica verso le modalità di inserimento nell’euro e la necessità di rivederle. In mezzo a migliaia di livornesi che lo abbracciavano, quei dialoghi erano il segno plastico di una Livorno inserita in Italia e in Europa in modo tutt’altro che passivo».
«È stato un livornese autentico in tutte le sfumature dell’essere, che senza nessuna esagerazione ha dato lustro alla città - ricorda Lamberti -. Quando è diventato presidente del Consiglio e poi della Repubblica ha vissuto le vicende di Livorno con una presenza misurata ma costante. Durante la crisi e il fallimento del cantiere, l’attenzione di Ciampi alla nostra situazione non si basava su raccomandazioni ma su indirizzi su come uscirne con una visione del futuro moderna e industriale. Gli presentammo il progetto di riqualificazione e rilancio del cantiere in sala consiliare col governatore Martini, esponenti del governo e parlamento, l’ingegner Vitelli. E Ciampi, misurato, ci disse che avrebbe voluto vedere le scadenze e verificare se le avremmo rispettate».
L’evento simbolo di quegli anni fu l’inaugurazione del Goldoni: «Mi raccontava la sua emozione, ricordando quando al liceo là vicino sentiva le musiche degli orchestrali al Goldoni, e la gioia per aver strappato il teatro all’abbandono. Il presidente è stato il simbolo straordinario di un percorso storico e culturale di una Livorno eccezionale, di cui Ciampi stesso era protagonista in termini umani oltrechè istituzionali. Per questo porterò i giovani dal sud: per raccogliere il suo messaggio di serietà, passione, rigore e visione europea».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
