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Livorno

Rossi e Nogarin litigano di nuovo Stavolta sulle tasse “congelate”

Rossi e Nogarin litigano di nuovo Stavolta sulle tasse “congelate”

Nel mirino è la maldestra formulazione dell’articolo inserito in fretta dal governo nel decreto fiscale Il governatore: sospensione per tutti i cittadini. Il sindaco: solo a chi ha perso tutto o per il Comune è il crac 

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LIVORNO. Il presidente della Regione, ora commissario per l’emergenza alluvione, e il sindaco tornano a scontrarsi: non si è ancora spenta l’eco della contrapposizione, per interposto assessore (Aurigi), sul nuovo canale che dovrebbe passare nella zona degli impianti sportivi per alleggerire eventuali piene del rio Maggiore nella zona tombata, ed ecco che Enrico Rossi e Filippo Nogarin tornano a duellare. Stavolta, sulla sospensione delle tasse stabilita nell’ultima seduta del consiglio dei ministri e già pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.

Nel mirino è la formulazione maldestra del testo dell’articolo che in extremis ha inserito la questione di Livorno all’interno del decreto fiscale. In effetti, balza agli occhi che mettendo insieme in vari tasselli del provvedimento le tasse sarebbero sospese a Livorno solo per chi ha perso tutto e ha avuto l’inagibilità di casa, ufficio o azienda mentre a Rosignano e a Collesalvetti varrebbe per tutti i cittadini.

Lo aveva messo in evidenza Il Tirreno fin da quando il provvedimento era solo una bozza riservata circolata sul tavolo di Palazzo Chigi: tutto è dipeso dal fatto che al punto 1 erano stati infilati in fretta e furia anche Collesalvetti e Rosignano, poi al punto 5 c’era quel «limitatamente al Comune di Livorno» dagli effetti surreali. Si è preferito evitare di sfilare il testo e riscriverlo perbenino perché c’era il rischio di vederlo sparire così come, pur di vederlo pubblicato a tambur battente sulla Gazzetta Ufficiale, lo si è lasciato in quel testo che non quadra. Salvo rimandare la correzione al momento della conversione in legge.

Il governatore-commissario ha preso mouse e mail per scrivere al premier Paolo Gentiloni e chiedere che la sospensione dal pagamento di tasse «sia resa omogenea in tutti e tre i Comuni colpiti dall'alluvione». Tradotto: cancellando la limitazione al punto 5, sia estesa a tutti gli abitanti di Livorno così come risulta al punto 1 per Colle e Rosignano. Beninteso, va tenuto presente che le tasse non sono eliminate ma ne viene rinviato il pagamento: cioè, – come ricorda anche Rossi – tasse e tributi sospesi per un anno, bisognerà saldarli in seguito («a partire dal 1 ottobre 2018 ed in un'unica soluzione entro il 16 ottobre 2018»).

L’idea non è piaciuta né poco né punto al sindaco Nogarin, per il quale l’idea di Rossi «è una follia senza mezzi termini» perché «proporre una sospensione generalizzata è da irresponsabili». A giudizio di Palazzo Civico, il governo deve sospendere il pagamento dei tributi «soltanto ai cittadini e alle imprese che hanno subito danni a causa dell’alluvione del 10 settembre scorso e non a tutti coloro che risiedono nei Comuni colpiti». L’unico punto su cui si trovano d’accordo è che ovviamente lo stesso metro «deve valere sia per i cittadini di Livorno che per quelli di Collesalvetti e di Rosignano».

Per Nogarin sospendere le tasse a «imprese che non sono state minimamente toccate dall’alluvione» significherebbe di fatto «falsare la libera concorrenza», è qualcosa di ingiusto «nei confronti degli imprenditori e dei liberi professionisti delle altre città d’Italia». Ma è soprattutto l’altro motivo a farlo infuriare: a Rossi viene rimproverato di non fare «alcun riferimento alle coperture necessarie per supportare questa misura». Come dire: «Se si consentisse a tutti i livornesi di non pagare i tributi fino a ottobre 2018, senza prevedere coperture a sostegno, il nostro Comune andrebbe in default».

«L’impressione – è ancora il sindaco che va all’attacco – è che il commissario Rossi per la troppa voglia di fare, e di fare in fretta, stia strafacendo, senza pensare alle conseguenze delle sue azioni». Nogarin invita Rossi a «finirla di fare annunci spot». Come rimediare? L’avevamo riferito già nei giorni scorsi sulla base delle informazioni assunte da esponenti del governo: le incongruenze si sistemeranno «durante la fase della conversione in legge del decreto», come ora ripete il sindaco. Nogarin sottolinea che, a tal riguardo, «noi ci stiamo già muovendo con i parlamentari del M5s in commissione Bilancio, suggerisco al presidente Enrico Rossi di fare altrettanto con i parlamentari del suo partito».(m.z.)



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