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Livorno

BOBO RONDELLI CON I COMMERCIANTI 

«Mi sembra un abuso del cavillo che non fa bene a chi lavora»

«Mi sembra un abuso del cavillo che non fa bene a chi lavora»

LIVORNO. Lo definisce, con la sua profonda leggerezza da cantastorie, un abuso del cavillo. Lo fa scherzosamente Bobo Rondelli mentre sta pranzando nella sua piazza del cuore. Vuole bene a quello...

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LIVORNO. Lo definisce, con la sua profonda leggerezza da cantastorie, un abuso del cavillo. Lo fa scherzosamente Bobo Rondelli mentre sta pranzando nella sua piazza del cuore. Vuole bene a quello scorcio della sua città, lo frequenta quasi ogni giorno e ne conosce i problemi. Perché parla con i commercianti. Perché ascolta quello che si dice all’ombra di Garibaldi. Perché ha il cuore sensibile di un artista che canta per raccontare se stesso, l’amore e chi se non se la passa bene.

«Io sono nato in questa piazza, vengo spesso qui a mangiare e a godermi questo scorcio vista Fortezza che, secondo me, è uno dei migliori d’Italia», premette. «Mi dispiace sentire questi malumori - e fa la sua riflessione - Dico che è tutta una questione di cavilli, cavilli che diventano un abuso verso chi lavora e che in questo modo fatica ad arrivare a fine mese».

Non manca di guardare oltre a quella piazza. «Penso che le questioni di illegalità vere siano altre, che ci sia roba più seria da seguire che non guardare se i commercianti che da anni lavorano qui per arrivare a fine mese e animano la piazza espongono la loro merce davanti alle baracchine».

E ancora: «Questa situazione dà un senso di sfiducia generale».

Bobo in questo periodo si alterna tra presentazioni del nuovo disco e incontri. A due anni di distanza da “Come i Carnevali”, il cantautore livornese torna con 12 canzoni in cui si fa ispirare dalla figura delle persone semplici dei giorni nostri, virtualmente ingolfati di amicizie social, ma realmente sempre più soli e alienati, ossia «i perdenti, i timidi, i soli, i casi psichiatrici, quelli che vivono ai margini. Si intitola “Anime storte”. «Come si fa a riqualificare una piazza se chi ci lavora tutti i giorni non è messo nelle condizioni di farlo?». (f.s.)

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