Sicurezza
La carica degli 84 studenti “centisti”
di Matteo Scardigli
Cerimonia al Lem per premiare i ragazzi livornesi che hanno ottenuto il massimo dei voti all’esame di maturità
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LIVORNO. Gli 84 i “centisti” livornesi, studenti delle scuole superiori cittadine che hanno ottenuto il massimo dei voti all’ultimo esame di maturità, sono stati premiati ieri nel salone della fondazione Lem in piazza del Pamiglione, nell’ormai tradizionale (questa è l'undicesima edizione) cerimonia di consegna dell’attestato di merito “per i risultati di eccellenza raggiunti” da parte dell’amministrazione comunale.
«Voi rappresentate l’eccellenza presente e futura della città» ha detto loro il sindaco Filippo Nogarin, che ha poi espresso un desiderio: «Spero che per voi questo sia un punto di partenza, e che fra qualche anno siate voi a guidare Livorno». Dopo il primo cittadino si sono profuse in complimenti e auguri anche le rappresentanti dell’ufficio scolastico provinciale, dell’Iti-Galilei e del Vespucci-Colombo. Dopodiché la vice-sindaca Stella Sorgente e la dottoressa Paola Barontini hanno consegnato personalmente gli attestati, con foto di rito, a tutti i presenti.
Tutti gli altri erano, naturalmente, “assenti giustificati” perché impegnati in attività di studio fuori dalla provincia. Tutti tranne un centista non esattamente fuori sede, ma comunque impossibilitato a recarsi alla cerimonia. Per lui, cittadino livornese recluso presso la casa circondariale “Le Sughere”, si è reso necessario l’intervento in loco dell’assessore Andrea Morini, che tuttavia non è riuscito nella consegna: «Avevo avvisato più di un mese fa della mia visita, ma certo per un disguido amministrativo non ho trovato nessuno ad attendermi. Uno spiacevole inconveniente: porremo rimedio nei prossimi giorni».
La cerimonia è stata anche occasione per conoscere meglio alcuni dei centisti. Tra loro Susanna Belleggia, che uscita a testa altissima dall’Enriques ha fatto una scelta in controtendenza rispetto a molti suoi coetanei: «Ho deciso di prendermi un anno sabbatico prima di iniziare l’università, per riprendermi dallo stress e dedicarmi al servizio civile (magari all’estero), imparare le lingue e magari fare teatro. Al mio rientro mi aspetta la facoltà di Fisica Teorica, poi mi piacerebbe tornare ad insegnare proprio nella mia scuola per raccogliere simbolicamente il testimone del mio prof. Franco Volpi, che è venuto a mancare proprio il mese scorso».
E un’altra scelta atipica, dettata stavolta dall’amore, è quella di Alberto Corti: «Ho quasi 50 anni e lavoro come guardia giurata, ma ho sempre avuto la passione per i computer e ho voluto farne una professione per ricominciare in un’altra città insieme alla mia compagna. Il serale è stata una bella esperienza, e mi sento di consigliarla a tutti».
La premiazione ha visto infine una reunion tutta speciale, quella della prof. delle medie Micalii Matilde Ferrini con le sue alunne predilette Martina Adinolfi, Virginia Caroti e Colette Romagnoli: «Ho avuto queste splendide ragazze nei miei ultimi anni di insegnamento, e da allora siamo rimaste legatissime. Mi sento un po’ artefice del loro percorso didattico, perché in classe ho sempre promosso un confronto armonico ed il libero scambio di idee».
In chiusura un po’ di numeri. Tra le scuole superiori cittadine si piazza in testa l’Iti con 26 centisti, seguito dall’Enriques con 21, a sua volta tallonato dal Cecioni con 20; medaglia di legno per il Niccolini-Palli con 11 alunni eccellenti, fanalino di coda il Cappellini con 2 premiati.
Fra gli 84 in lista risultano più numerose le studentesse rispetto ai colleghi maschi in un rapporto di 50 a 34, mentre fra le carriere universitarie post-diploma la fanno da padrone le materie scientifiche (Ingegneria in particolare, seguìta da Medicina) e Giurispudenza. Si contano sulle dita di una mano fra i neo-maggiorenni quelli che hanno deciso di cercare subito lavoro. Qualcuno però ha già trovato un impiego compatibile con gli impegni universitari (presso Menarini o Neri). Gli atenei più gettonati? Pisa e Firenze.
«Voi rappresentate l’eccellenza presente e futura della città» ha detto loro il sindaco Filippo Nogarin, che ha poi espresso un desiderio: «Spero che per voi questo sia un punto di partenza, e che fra qualche anno siate voi a guidare Livorno». Dopo il primo cittadino si sono profuse in complimenti e auguri anche le rappresentanti dell’ufficio scolastico provinciale, dell’Iti-Galilei e del Vespucci-Colombo. Dopodiché la vice-sindaca Stella Sorgente e la dottoressa Paola Barontini hanno consegnato personalmente gli attestati, con foto di rito, a tutti i presenti.
Tutti gli altri erano, naturalmente, “assenti giustificati” perché impegnati in attività di studio fuori dalla provincia. Tutti tranne un centista non esattamente fuori sede, ma comunque impossibilitato a recarsi alla cerimonia. Per lui, cittadino livornese recluso presso la casa circondariale “Le Sughere”, si è reso necessario l’intervento in loco dell’assessore Andrea Morini, che tuttavia non è riuscito nella consegna: «Avevo avvisato più di un mese fa della mia visita, ma certo per un disguido amministrativo non ho trovato nessuno ad attendermi. Uno spiacevole inconveniente: porremo rimedio nei prossimi giorni».
La cerimonia è stata anche occasione per conoscere meglio alcuni dei centisti. Tra loro Susanna Belleggia, che uscita a testa altissima dall’Enriques ha fatto una scelta in controtendenza rispetto a molti suoi coetanei: «Ho deciso di prendermi un anno sabbatico prima di iniziare l’università, per riprendermi dallo stress e dedicarmi al servizio civile (magari all’estero), imparare le lingue e magari fare teatro. Al mio rientro mi aspetta la facoltà di Fisica Teorica, poi mi piacerebbe tornare ad insegnare proprio nella mia scuola per raccogliere simbolicamente il testimone del mio prof. Franco Volpi, che è venuto a mancare proprio il mese scorso».
E un’altra scelta atipica, dettata stavolta dall’amore, è quella di Alberto Corti: «Ho quasi 50 anni e lavoro come guardia giurata, ma ho sempre avuto la passione per i computer e ho voluto farne una professione per ricominciare in un’altra città insieme alla mia compagna. Il serale è stata una bella esperienza, e mi sento di consigliarla a tutti».
La premiazione ha visto infine una reunion tutta speciale, quella della prof. delle medie Micalii Matilde Ferrini con le sue alunne predilette Martina Adinolfi, Virginia Caroti e Colette Romagnoli: «Ho avuto queste splendide ragazze nei miei ultimi anni di insegnamento, e da allora siamo rimaste legatissime. Mi sento un po’ artefice del loro percorso didattico, perché in classe ho sempre promosso un confronto armonico ed il libero scambio di idee».
In chiusura un po’ di numeri. Tra le scuole superiori cittadine si piazza in testa l’Iti con 26 centisti, seguito dall’Enriques con 21, a sua volta tallonato dal Cecioni con 20; medaglia di legno per il Niccolini-Palli con 11 alunni eccellenti, fanalino di coda il Cappellini con 2 premiati.
Fra gli 84 in lista risultano più numerose le studentesse rispetto ai colleghi maschi in un rapporto di 50 a 34, mentre fra le carriere universitarie post-diploma la fanno da padrone le materie scientifiche (Ingegneria in particolare, seguìta da Medicina) e Giurispudenza. Si contano sulle dita di una mano fra i neo-maggiorenni quelli che hanno deciso di cercare subito lavoro. Qualcuno però ha già trovato un impiego compatibile con gli impegni universitari (presso Menarini o Neri). Gli atenei più gettonati? Pisa e Firenze.
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