Il Tirreno

Livorno

Altre due auto sommerse, scattano i divieti

I veicoli rinvenuti al largo del moletto di Quercianella e Chioma da sommozzatori e capitaneria

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LIVORNO. Acque vietate davanti ai porticcioli di Chioma e Quercianella dopo il ritrovamento di altre due auto sommerse individuate dai sommozzatori.

Continua l’attività di monitoraggio dei fondali marini interessati dall’alluvione che ha colpito Livorno. Sommozzatori della guardia costiera del quinto nucleo di Genova e dei vigili del fuoco di Livorno, dopo un briefing tecnico in Capitaneria di porto, hanno raggiunto con i mezzi nautici la zona compresa fra Quercianella ed il porticciolo di Chioma ed hanno effettuato nelle giornate giovedì e ieri numerose immersioni finalizzate a monitorare il fondo del mare, individuando e mappando i materiali trascinati dai torrenti il 10 settembre scorso.

Un’automobile a circa 40 metri davanti al porticciolo di Quercianella, una carcassa di auto sui fondali poco a sud di Chioma sono i materiali più voluminosi rinvenuti in una zona che è stata subito regolamentata con due ordinanze di interdizione delle attività marittime della Capitaneria di porto di Livorno.

Le attività delle ultime 48 ore si aggiungono a quelle già svolte nei giorni scorsi davanti alla spiaggia dei Tre Ponti dove sono state rinvenute altre tre automobili e un carrello, oltre a numerosi materiali ferrosi e si inseriscono in un più ampio programma di verifica di tutte le zone di mare colpite dal fenomeno, nelle quali si dovrà intervenire con il recupero dei materiali sommersi, con riguardo particolare a quelli che pregiudicano la sicurezza e l’ambiente marino.

Ad oggi sono quindici le vetture individuate dalle autorità, ma può darsi che il numero aumenti da qui a quando saranno recuperate, e che si capisca per bene la spinosa questione del “chi paga”.

A fare il punto sulla questione, nei giorni scorsi, è stato il sindaco, Filippo Nogarin. «A livello normativo si tratta di rifiuti speciali che devono essere recuperati a spese del proprietario, da un punto di vista pratico queste operazioni servono alla riduzione del rischio ambientale, perché si tratta di materiale inquinante e quindi cercheremo di fare il possibile perché sia il Comune a coprire le spese». «Capisco – affermava il primo cittadino – lo sgomento di coloro che hanno perso tutti e ai quali viene chiesto pure di il disagio di chi ha perso tutto e gli viene pure chiesto di pagarsi il recupero di auto, ormai relitti, sbalzati in mare dall’alluvione». Ecco perché si sta cercando il modo affinché le persone che hanno perso l’auto non rischino di sentirsi anche beffate

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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