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Sos casse di espansione Salviano, ripulita la “vasca”

Sos casse di espansione Salviano, ripulita la “vasca”

Dopo la notte maledetta era diventata una palude di melma, detriti e rifiuti  L’assessore Morini: «Macché deviare il rio Maggiore, meglio intervenire a monte»

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LIVORNO. Le casse di espansione sono al centro della discussione nel mese post-alluvione: in molti hanno detto che è necessaria la costruzione di altre vasche lungo i corsi dei fiumi che si riempiano in caso di emergenza. Ma come stanno oggi le “casse”?

Quella di Salviano adesso è asciutta ed è stata ripulita qualche giorno fa, ma subito dopo la tragica alluvione, sembrava una piscina a cielo aperto. Si tratta di una “vasca” scavata tra via di Salviano, via del Giaggiolo e via della Valle Benedetta con lo scopo di far entrare più acqua possibile e “calmare” l’eventuale ondata di piena del rio Maggiore. Il suo scopo, la vasca di colmata, lo ha raggiunto e infatti l’acqua è arrivata al limite della capienza della cassa. Però questa precauzione studiata a tavolino non è bastata a evitare il disastro.

Comunque, chi ha visto la cassa di espansione la mattina dell’11 settembre si è trovato di fronte a qualcosa di incredibile. Un mare di acqua, fango e detriti del quale si riusciva a malapena a vedere la fine. Pezzi di guardrail, ruote, vasi e lamiere di auto sono stati intrappolati nella melma: è rimasto così per qualche giorno fino a quando, piano piano, l’acqua non è sfociata tutta o quasi. La scorsa settimana la vasca sembrava una palude melmosa cosparsa di rifiuti lasciati dall’acqua che si era ritirata. Nel mezzo c’era ancora qualche pozzanghera, mentre ai lati il fango iniziava a seccare. Perciò, con la cassa che si è asciugata quasi del tutto, è stato possibile iniziare la pulizia. E così martedì una ruspa è entrata nel bacino per togliere i rifiuti, mettendoli su un argine per farli portare via. Adesso che la cassa di espansione è stata ripulita, è possibile pensare all’eventuale costruzione di altre vasche più a monte.

Il tema delle casse d’espansione è tornato sotto i riflettori anche dopo il recentissimo scontro fra il governatore Enrico Rossi e l’assessore Alessandro Aurigi. Stavolta è l’assessore Andrea Morini a riprendenre il pensiero dei suoi colleghi a Cinque Stelle «Invece di deviare il corso del rio Maggiore – ha detto – dovrebbero costruire altre casse di espansione. Il problema non riguarda la parte finale del fiume, ma quella iniziale. Per evitare altri allagamenti, bisogna intervenire sulle cause a monte, costruendo altri bacini dove far sfogare la piena dell’acqua». (n.c.)

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