Gioco
Si visitano in 300 e in 120 si scoprono a rischio cardiaco
Livorno, lo screening dei cardiologi livornesi in piazza del Luogo Pio. In ospedale ogni anno 600 angioplastiche e 400 pacemaker
LIVORNO. Più di trecento livornesi sono saliti sul camion del cuore, in piazza del Luogo Pio, dove sei medici del reparto di cardiologia, guidati dal primario Umberto Baldini, e tre cardiologi in pensione tra cui l’ex primario Glauco Magini per tre giorni hanno sottoposto gratuitamente ad elettrocardiogramma ed esami specifici chi voleva testare le condizioni del proprio cuore. Uno screening di strada che alla fine si è dimostrato utilissimo, se è vero che il 40% di chi si è fatto visitare - età media tra i 58 e i 62 anni - ha scoperto di avere alterazioni di uno dei fattori di rischio valutati, vale a dire pressione arteriosa, profilo lipidico e glicemia tali da richiedere un monitoraggio da parte del medico curante, la correzione dello stile di vita, o addirittura l’assunzione di farmaci specifici.
L’iniziativa ha aperto quella che per Livorno è una vera e propria settimana del cuore, che oggi e domani proseguirà nel salone dei bagni Rex con il meeting nazionale di cardiologia “LivornoCuore2017”, che riunirà in città 150 specialisti da tutta Italia, appuntamento giunto alla quindicesima edizione e intitolato quest’anno a Chiara Venturini, cardiologa dell’Utic di viale Alfieri, scomparsa a 48 anni lo scorso giugno.
MILLE CORONOGRAFIE L’ANNO E 400 PACEMAKER. Non è un caso che il reparto di cardiologia di Livorno, oltre ad essere centro di riferimento della zona sud dell’Asl per emodinamica, rete infarto ed elettrofisiologia, rappresenti uno dei fiori all’occhiello del nostro ospedale, con numeri che raggiungono i 1300 ricoveri l’anno, tra pazienti con malattie coronariche e altri problemi, superano le mille coronografie e le 600 angioplastiche e i 400 impianti installati tra pacemaker e defibrillatori. Le cifre del reparto parlano anche di 5000 esami ecocardiografici: anche per questi Livorno è centro di riferimento per tutta la provincia quando si tratta di approfondimenti di secondo livello, vale a dire per quei pazienti inviati dal resto del territorio per ecocardiogrammi da stress e transesofagei.
22 POSTI LETTO SEMPRE PIENI. «Il turn over in reparto è continuo - spiega il primario Baldini -. Chi viene oggi con un infarto, dopo sei giorni torna a casa. Un tempo, quando nel 1984 aprì l’Utic, servivano due settimane di degenza». Da allora ne è stata fatta di strada: «La mortalità è scesa dal 20% al 5-6%».
IN POCHI MINUTI DALL’INFARTO ALLA SALA OPERATORIA. È fondamentale ripetere che «davanti a dolori al petto non bisogna perdere tempo ma chiamare subito il 118, attraverso cui si attiva la rete Ima (la rete antinfarto miocardico acuto, ndr) grazie alla quale il paziente viene trasportato subito in sala - aggiunge Baldini -. Le performance della rete, se attivata immediatamente, sono molto alte». Gli esempi sono quotidiani, il più eclatante è avvenuto appena due mesi fa quando un turista di 53 anni in vacanza all’Isola d’Elba è stato colpito da infarto e salvato grazie a un pronto intervento che ha portato, ad 80 minuti dalla chiamata al 118, all’intervento di angioplastica coronarica nella sala di Emodinamica dell’ospedale di Livorno che gli ha salvato la vita.
UN REPARTO DA 19 MEDICI. 59 anni, arrivato nel 1994 in viale Alfieri, una parentesi di 7 anni a Piombino, Baldini dirige un reparto con 19 medici, suddiviso a sua volta nell’emodinamica guidata da Nicola Ciabatti, nell’Utic guidata da Alberto Genovesi Ebert, nell’elettrofisiologia guidata da Enrico Pardini e nella rete Ima guidata da Lara Frediani. «Se il reparto funziona è grazie alla qualità del lavoro di tutto il personale, infermieri e medici e alla relazione che riescono a creare coi pazienti», dice.
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