Gioco
Nuovo Centro, la denuncia della famiglia raggirata
LIvorno, il racconto: noi abbiamo perso tutti i soldi, ma abbiamo trovato la forza di denunciare
LIVORNO. «In due giorni 2 muratori mandati dalla cooperativa Santa Barbara hanno smantellato la nostra mansarda, hanno tolto mobili, letti, tv, radiatori rompendo anche molte delle nostre cose. Tutto questo perché sarebbero venuti i vigili a controllare e dovevano nascondere quello che avevano fatto: questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ci ha spinti a trovare il coraggio per denunciare tutto». Cinzia Antonelli è un fiume in piena. Di rabbia e coraggio, quella forza d’animo di chi ha perso tutto, di chi è rimasto senza un euro. Di chi si è sentito raggirato e ha visto il sogno di un tetto per la sua famiglia infranto.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.16014266:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2017/10/20/news/nuovo-centro-tre-indagati-per-truffa-e-abuso-edilizio-1.16014266]]
«Siamo consapevoli che sul rogito c’è la nostra firma, abbiamo visto che il progetto allegato all’atto notarile non corrispondeva a quello visto al pc e sulla base del quale noi avevamo acquistato, una casa su due piani abitabili: ma ci siamo fidati di chi ci diceva di stare tranquilli e che le cose si sarebbero aggiustate - continua nel suo racconto - E poi c’è da dire che siamo rimasti senza un euro, abbiamo investito tutti i nostri risparmi in quella casa e quindi non potevamo cercarne un’altra. In conclusione ci siamo fidati».
Ma il coraggio va oltre la realtà delle cose. «Ci siamo decisi ad andare dalla polizia municipale perché non ci tornavano alcuni discorsi che ci erano stati fatti: dal momento che sappiamo che si tratta di un corpo sano e di cui ci fidiamo, abbiamo raccontato quello che ci era successo, abbiamo fatto una denuncia per truffa e da lì sono partite le indagini. Ringraziamo di cuore il comandante della polizia municipale Pucciarelli e gli ispettori Mariani, responsabile del nucleo controllo edilizio e Vaccai responsabile della sezione polizia giudiziaria per l’attività investigativa e il supporto psicologico».
In questi mesi la famiglia ha raccolto, a supporto della denuncia poi fatta, messaggi, foto e video a documentare questo percorso a ostacoli. Tutto il materiale è in mano al pubblico ministero. In uno dei video si documenta lo smantellamento della mansarda della famiglia. Con tanto di radiatori tolti, prese delle corrente e impianti televisivi rimossi, mobili e letti smontati.
«Da questo smantellamento abbiamo avuto i letti per i bambini rotti, così una tv, i condizionatori sono stati tagliati con le forbici senza alcuna cura». Oltre al danno la beffa. Oggi la famiglia di 4 persone vive in 55 metri quadri (il primo piano dell’appartamento), perché il secondo è inutilizzabile. «Chiederemo il risarcimento del danno e ci costituiremo parte civile per riavere i tanti soldi spesi: l’appello che facciamo a tutti è quello di denunciare, se si è vittime di raggiri anche se ci sono atti firmati, bisogna denunciare». Oggi la casa di Antonelli, come altre, risulta essere formalmente un “cantiere”. Non c’è l’abitabilità. Sono immobili invendibili. «Noi siamo privi di contanti, non si può prendere un mutuo, siamo rovinati: l’unica opzione da valutare è quella di un rent to buy». (f.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
