Gioco
brigate di solidarietà e comitati
«Rimborsi pieni, tempi certi e stop alle concessioni edilizie»
LIVORNO. Dicono no ad eventuali rimborsi parziali. Chiedono che ci si concentri su una «messa in sicurezza vera del territorio». Chiedono che ci sia «trasparenza sulla destinazione dei fondi» e che...
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LIVORNO. Dicono no ad eventuali rimborsi parziali. Chiedono che ci si concentri su una «messa in sicurezza vera del territorio». Chiedono che ci sia «trasparenza sulla destinazione dei fondi» e che si controllino «i lavori eseguiti e da eseguire». E che vengano stoppate eventuali nuove concessioni edilizie sul territorio. A firmare queste richieste sono le “brigate di solidarietà attiva” e i “comitati autorganizzati post alluvione”, che martedì hanno messo in piedi un’assemblea al circolo Arci di Collinaia (nella foto sopra).
«Dopo circa un mese di assemblee costanti in tutti i quartieri alluvionati, che hanno visto la presenza assidua dei volontari delle “brigate di solidarietà attiva” – si legge nella nota diffusa dopo quell’assemblea – si sono formati diversi comitati di semplici cittadini interessati ad occuparsi attivamente del loro futuro senza nessuna delega in bianco nei confronti delle istituzioni».
Martedì, al circolo Arci di Collinaia, c’è stata appunto la prima assemblea di coordinamento di tutti i comitati di quartiere.
«Erano presenti – viene sottolineato – rappresentanti e residenti di Collinaia, Ardenza, Salviano e Stagno». Molte, insomma, delle aree più colpite dal nubifragio che la notte tra il 9 e il 10 settembre ha devastato mezza città.
I partecipanti, conclusa la prima fase della consegna dei moduli per i risarcimenti (moduli che sono stati consegnati da famiglie e imprese agli enti preposti entro il pomeriggio di luned’ scorso), hanno avviato una lunga discussione, concentrandosi in particolare su alcuni punti.
Il primo: «Richiesta del 100 per cento del rimborso relativo ai risarcimenti per i privati e tempi certi sull’erogazione di questo contributo». «Non accetteremo – si legge nella nota inviata dopo l’assemblea – rimborsi parziali e tempi biblici nell’assegnazione dei fondi».
Il secondo punto: «Riorganizzazione immediata del sistema di allerta meteo e di intervento della protezione civile locale». Il terzo punto guarda agli interventi che le istituzioni stanno mettendo in campo dopo il nubifragio: «Messa in sicurezza vera del territorio, trasparenza sulla destinazione dei fondi, controllo dei lavori eseguiti e da eseguire». Oltre allo «stop immediato a qualsiasi nuova concessione edilizia»...
Come primo passo, questi comitati che si sono auto - organizzati dopo l’alluvione hanno annunciato che chiederanno un incontro pubblico ai soggetti istituzionali coinvolti, riferendosi a Genio civile, Consorzio di bonifica, commissario straordinario e giunta comunale, con l’augurio, scrivono, che ci sia la «massima disponibilità» al dialogo.
«Dopo circa un mese di assemblee costanti in tutti i quartieri alluvionati, che hanno visto la presenza assidua dei volontari delle “brigate di solidarietà attiva” – si legge nella nota diffusa dopo quell’assemblea – si sono formati diversi comitati di semplici cittadini interessati ad occuparsi attivamente del loro futuro senza nessuna delega in bianco nei confronti delle istituzioni».
Martedì, al circolo Arci di Collinaia, c’è stata appunto la prima assemblea di coordinamento di tutti i comitati di quartiere.
«Erano presenti – viene sottolineato – rappresentanti e residenti di Collinaia, Ardenza, Salviano e Stagno». Molte, insomma, delle aree più colpite dal nubifragio che la notte tra il 9 e il 10 settembre ha devastato mezza città.
I partecipanti, conclusa la prima fase della consegna dei moduli per i risarcimenti (moduli che sono stati consegnati da famiglie e imprese agli enti preposti entro il pomeriggio di luned’ scorso), hanno avviato una lunga discussione, concentrandosi in particolare su alcuni punti.
Il primo: «Richiesta del 100 per cento del rimborso relativo ai risarcimenti per i privati e tempi certi sull’erogazione di questo contributo». «Non accetteremo – si legge nella nota inviata dopo l’assemblea – rimborsi parziali e tempi biblici nell’assegnazione dei fondi».
Il secondo punto: «Riorganizzazione immediata del sistema di allerta meteo e di intervento della protezione civile locale». Il terzo punto guarda agli interventi che le istituzioni stanno mettendo in campo dopo il nubifragio: «Messa in sicurezza vera del territorio, trasparenza sulla destinazione dei fondi, controllo dei lavori eseguiti e da eseguire». Oltre allo «stop immediato a qualsiasi nuova concessione edilizia»...
Come primo passo, questi comitati che si sono auto - organizzati dopo l’alluvione hanno annunciato che chiederanno un incontro pubblico ai soggetti istituzionali coinvolti, riferendosi a Genio civile, Consorzio di bonifica, commissario straordinario e giunta comunale, con l’augurio, scrivono, che ci sia la «massima disponibilità» al dialogo.
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