Gioco
Tutti in fila al primo totem e gli altri due sono deserti
di Giulio Corsi
Nessun cartello indica che ci sono tre apparecchi per ritirare il bigliettino del Cup E intanto a mezzogiorno, nonostante le code, gli sportelli continuano a chiudere
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LIVORNO. Quando l’orologio rintocca mezzogiorno, al poliambulatorio si abbassano le tendine. Ormai è una regola aurea, in barba alla gente che aspetta.
Anche ieri, alle 12 in punto, quattro sportelli su sette erano chiusi, mentre decine di persone erano in coda, in attesa di prenotare visite ed esami con ritardi che si aggiravano tra i venti e i trenta minuti rispetto agli orari prenotati col famigerato servizio “Tu Passi”.
Il Tirreno denuncia questo paradosso da mesi. È successo anche nella mattina da bollino rosso del debutto del Cup 2.0, dopo 3 giorni di chiusura del centro prenotazioni, con l’Asl che si attendeva un fiume di gente - che infatti c’è stato - ma senza aver preso alcuna precauzione organizzativa in grado da reggere l’assalto: a mezzogiorno c’erano cento persone in fila ma gli sportelli si sono chiusi d’improvviso, come a scuola quando suona la campanella.
Ieri mattina stessa scena, sebbene la coda, per fortuna, fosse assai meno lunga: «Le sembra normale che io debba aspettare mezzora e questi chiudano gli sportelli?», chiede un anziano, in piedi col suo bigliettino in mano e lo sguardo fisso sul monitor che indica ancora le chiamate delle 11.33.
No, non è normale. Chissà se l’Asl prima o poi si deciderà a dare elasticità alla riduzione degli sportelli del Cup o a mezzogiorno, tutti i giorni, continueranno ad abbassarsi quattro tendine su sette senza tener conto di quanta gente in attesa?
Un altro paradosso però emergeva ieri mattina in tutta la sua evidenza, proprio mentre le tendine si abbassavano: per prendere il bigliettino di prenotazione del “Tu Passi”, subito all’entrata del salone del Cup, c’era la solita fila. Una decina di persone all’ingresso ad aspettare davanti al totem più in vista. Mentre gli altri due totem erano deserti. Inutilizzati.
Perché? Semplicemente perché non c’è un cartello che indica che ce ne sono altri due: uno alla sinistra della porta a vetri, l’altro a fianco ai monitor.
La maggior parte dell’utenza non sa della loro esistenza e appena entrata dalla porta si mette in coda. Ancor di più attratta da un cartello scritto a mano che dice: “attendere qui”. La gente aspetta e non sa che potrebbe prendere il bigliettino ad altre due macchinette in cui prenotare prelievi del sangue ma anche ritiro delle risposte e prenotazione di visite ed esami. Chissà se almeno un cartello chiaro arriverà.
Anche ieri, alle 12 in punto, quattro sportelli su sette erano chiusi, mentre decine di persone erano in coda, in attesa di prenotare visite ed esami con ritardi che si aggiravano tra i venti e i trenta minuti rispetto agli orari prenotati col famigerato servizio “Tu Passi”.
Il Tirreno denuncia questo paradosso da mesi. È successo anche nella mattina da bollino rosso del debutto del Cup 2.0, dopo 3 giorni di chiusura del centro prenotazioni, con l’Asl che si attendeva un fiume di gente - che infatti c’è stato - ma senza aver preso alcuna precauzione organizzativa in grado da reggere l’assalto: a mezzogiorno c’erano cento persone in fila ma gli sportelli si sono chiusi d’improvviso, come a scuola quando suona la campanella.
Ieri mattina stessa scena, sebbene la coda, per fortuna, fosse assai meno lunga: «Le sembra normale che io debba aspettare mezzora e questi chiudano gli sportelli?», chiede un anziano, in piedi col suo bigliettino in mano e lo sguardo fisso sul monitor che indica ancora le chiamate delle 11.33.
No, non è normale. Chissà se l’Asl prima o poi si deciderà a dare elasticità alla riduzione degli sportelli del Cup o a mezzogiorno, tutti i giorni, continueranno ad abbassarsi quattro tendine su sette senza tener conto di quanta gente in attesa?
Un altro paradosso però emergeva ieri mattina in tutta la sua evidenza, proprio mentre le tendine si abbassavano: per prendere il bigliettino di prenotazione del “Tu Passi”, subito all’entrata del salone del Cup, c’era la solita fila. Una decina di persone all’ingresso ad aspettare davanti al totem più in vista. Mentre gli altri due totem erano deserti. Inutilizzati.
Perché? Semplicemente perché non c’è un cartello che indica che ce ne sono altri due: uno alla sinistra della porta a vetri, l’altro a fianco ai monitor.
La maggior parte dell’utenza non sa della loro esistenza e appena entrata dalla porta si mette in coda. Ancor di più attratta da un cartello scritto a mano che dice: “attendere qui”. La gente aspetta e non sa che potrebbe prendere il bigliettino ad altre due macchinette in cui prenotare prelievi del sangue ma anche ritiro delle risposte e prenotazione di visite ed esami. Chissà se almeno un cartello chiaro arriverà.
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