Gioco
progetto con i medici di famiglia: giÀ 2000 persone registrate
Test sui pazienti diabetici per prendere in tempo i danni renali
LIVORNO. Un progetto con i medici di famiglia. Con lo scopo di identificare precocemente la presenza di un danno renale in una popolazione ad elevato rischio di svilupparlo, come quella dei diabetici....
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LIVORNO. Un progetto con i medici di famiglia. Con lo scopo di identificare precocemente la presenza di un danno renale in una popolazione ad elevato rischio di svilupparlo, come quella dei diabetici. E di curare adeguatamente il danno, quando già esistente, impedendo la progressione di questo verso stadi più evoluti della malattia renale.
È l’altro programma di ricerca messo in piedi dai primari di nefrologia Stefano Bianchi e Roberto Bigazzi sull’area geografica della provincia di Livorno.
«Si tratta di uno strumento che vede la partecipazione dei medici di medicina generale e della nefrologia di Livorno, Cecina, Piombino e Portoferraio», spiega Bianchi. Come? «Attraverso una cartella clinica condivisa sul web e accessibile sia ai medici di famiglia sia ai nefrologi in cui tutti i pazienti diabetici con semplicissimi esami ematici e delle urine, senza danno renale o con, vengano identificati», spiega il primario di Cecina.
Il cuore del progetto è la prevenzione e la cosiddetta medicina di iniziativa: «Perché quanto più veloce è la diagnosi, tanto più si può curare il danno nel diabetico e non farlo evolvere».
D’altra parte la malattia renale è asintomatica.
Finora sono stati 2000 i pazienti diabetici registrati: metà non ha mostrato danni renali. L’altra metà sì. «Ma questo progetto ci sta permettendo di osservarli nelle fasi precoci e dunque ancora possibili di trattamento», spiega Bianchi. «Più pazienti reclutiamo e meglio è. Tra l’altro se il sistema funzionasse, potrebbe essere ampliato ad altre specialistiche».
(g.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
È l’altro programma di ricerca messo in piedi dai primari di nefrologia Stefano Bianchi e Roberto Bigazzi sull’area geografica della provincia di Livorno.
«Si tratta di uno strumento che vede la partecipazione dei medici di medicina generale e della nefrologia di Livorno, Cecina, Piombino e Portoferraio», spiega Bianchi. Come? «Attraverso una cartella clinica condivisa sul web e accessibile sia ai medici di famiglia sia ai nefrologi in cui tutti i pazienti diabetici con semplicissimi esami ematici e delle urine, senza danno renale o con, vengano identificati», spiega il primario di Cecina.
Il cuore del progetto è la prevenzione e la cosiddetta medicina di iniziativa: «Perché quanto più veloce è la diagnosi, tanto più si può curare il danno nel diabetico e non farlo evolvere».
D’altra parte la malattia renale è asintomatica.
Finora sono stati 2000 i pazienti diabetici registrati: metà non ha mostrato danni renali. L’altra metà sì. «Ma questo progetto ci sta permettendo di osservarli nelle fasi precoci e dunque ancora possibili di trattamento», spiega Bianchi. «Più pazienti reclutiamo e meglio è. Tra l’altro se il sistema funzionasse, potrebbe essere ampliato ad altre specialistiche».
(g.c.)
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