Il Tirreno

Livorno

Il treno fa bene al porto Produttività in aumento

di Mauro Zucchelli
Il treno fa bene al porto Produttività in aumento

Tdt e Lorenzini, in crescita i traffici via rotaia. Sintermar, convogli di 200 auto Ma anche gli altri scali non stanno fermi: attenzione al boom di Trieste 

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LIVORNO. Stavolta non è andata come nel marzo di undici anni fa quando, dopo aver ideato la quasi-inaugurazione dell’acquario prima che arrivassero i pesci, eravamo riusciti ad avere perfino il battesimo del terminal ferroviario dell’interporto praticamente senza che vi giungessero treni: solo un convoglio sperimentale per la foto di rito. Stavolta il taglio del nastro del collegamento ferroviario direttissimo con la Darsena Toscana – in tandem con il ministro Graziano Delrio e il governatore Enrico Rossi pochi giorni prima dello scorso Natale – ha fatto decollare davvero questa tipologia di traffico merci da e per il porto. Dai primi dati resi noti dall’Authority risulta una crescita rilevante della resa per turno: insomma, della produttività del lavoro sulle banchine. Al di sopra dei 12 punti percentuali nei primi nove mesi di quest’anno, almeno per quanto riguarda il terminal Tdt.

Parlano le cifre che includono l’andamento fino a tutto settembre. Ad esempio, il terminal Tdt (controllato dai fondi internazionali Infracapital e Infravia con i portuali al 20%) ha visto una movimentazione complessiva via ferrovia di 33. 610 container: con uno standard di 47,67 per ciascuno dei 705 turni lavorati nei primi nove mesi di quest’anno. Dodici mesi prima, nello stesso periodo, i turni erano stati 732 e 31.032 i container movimentati: con una media che non arrivava a quota 42,4 per turno.

Il numero dei contenitori “ferroviari” movimentati è aumentato dell’8,3% per quanto riguarda il terminal Tdt ma anche al terminal Lorenzini il saldo è risultato positivo: più 2,3%, visto che l’Authority indica che nel periodo da Capodanno a fine settembre si sono contati 4.664 contenitori, 103 in più se confrontati con l’andamento nello stesso arco di tempo dell’anno prima.

Finalmente a Palazzo Rosciano, sede dell’Authority, si può tirare un sospiro di sollievo: l’istituzione portuale aveva dovuto ammette a fine agosto che i traffici container che nella prima metà del 2017, dopo una lunga stagione di incrementi, i traffici container avevano fatto segnare una pesante battuta d’arresto (meno 9,7%) con un rilevante arretramento anche sul fronte delle crociere (meno 8,1%, ma a giugno si era arrivati a perdere 21 punti percentuali) e un tonfo nel campo dei prodotti forestali (meno 15,5%). Ma non tutto l’orizzonte era nero: le “autostrade del mare” erano cresciute del 12,2% e i traghetti di quasi dieci punti.

È dentro questo scenario che la nuova Autorità di Sistema Livorno-Piombino mette in fila anche le «buone notizie che arrivano anche dal terminalista Sintermar»: in vista nelle prossimo settimane il via «un nuovo servizio ferroviario per il trasporto in export di auto del gruppo Peugeot, Citroen, Opel (Psa)»: dalla Slovacchia (Trmava) arriverà all’area Sintermar tre volte alla settimana un treno con 200 auto, e partirà con destinazione Austria un servizio Sintermar con 200-230 auto per ogni treno.

Le ultime mosse del presidente Stefano Corsini sembrano orientate a confermare – anzi, ad accelerare - la scelta del predecessore Giuliano Gallanti, che aveva insistito sull’intenzione di fare di Livorno l’apripista della “ferroviarizzazione” dei traffici portuali che ha fatto la fortuna di Anversa.

Ma occhio che anche gli altri scali non dormono: è però un modello sul quale si è incamminato anche Trieste, che anzi rivendica di farne il proprio fiore all’occhiello come modalità di collegamento fra le proprie banchine e il cuore dei mercati europei. Basti dire che si presenta come «il più importante porto ferroviario del Sud Europa», ricorda i «400 treni al mese» che la collegano al Nord Est italiano e al Centro Europa, il balzo del 40% nel numero dei treni container.

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